Benedetta Pilato: “Europei tappa di passaggio verso Tokyo, voglio migliorare ancora”

Benedetta Pilato, tarantina doc, classe 2005. La più giovane atleta italiana ad un campionato mondiale. Quattordici anni e sei mesi per essere precisi.

A Gwanjiu non si accontentò di partecipare, ma vinse un argento nella gara più veloce della rana dietro la statunitense campionessa olimpica e detentrice del record del mondo dei 100 Lilly King.

Ora, dopo due anni e una pandemia da quel mondiale, è pronta con il biglietto in tasca destinazione Tokyo. In Giappone Benedetta ci sarà e nuoterà i 100 metri rana. Purtroppo gli amati 50 che l’hanno portata all’attenzione del mondo ancora non sono stati inseriti nel programma olimpico (che aspettiamo?).

La incontro all’Aquaniene, che l’ha adottata nonostante continui ad allenarsi a casa. Le rubo dieci minuti e so quanto siano preziosi tra un allenamento e l’altro.

Benedetta, 16 anni ed un sogno realizzato, ora cosa ti aspetti?

Il pass olimpico è stato un grande obiettivo, ma ora vivo tutto come viene e con tanto divertimento. Spero di arrivare sempre più in alto e di migliorare sempre di più

Quando non nuoti e non studi, cosa ti piace fare nel poco tempo libero che ti rimane?

Mi piace molto stare con i miei amici, ma dato che al momento non si può passo il tempo con la mia cagnolina appena arrivata Gilda ed il mio pappagallo. Una strana coppia, però provano ad andare d’accordo

Con la DaD è stato più facile per te conciliare nuoto e scuola?

Sì, più che altro quando parto perché mi permette di non rimanere troppo indietro con le lezioni. Per esempio la mattina prima della gara a Riccione ho fatto lezione. Anche quando ero a Budapest per la ISL sono stata via più di un mese ed ho continuato a studiare. Ho anche la fortuna di avere dei compagni e professori che mi aiutano molto e mi vengono incontro evitando i compiti in classe quando non ci sono

Come vivi la popolarità che hai raggiunto negli ultimi due anni? Riesci a gestirla? Anche con i media che immagino ti cerchino parecchio…

La vivo abbastanza bene, non sono una che se la tira e cerco di rimanere sempre con i piedi per terra. Ci sono dei momenti in cui questa cosa un po’ mi pesa, ma ci sono cose belle e brutte in qualunque situazione, quindi fa parte del gioco. Gestisco io le mie pagine social e mi diverto (gestisce quasi 60mila follower solo su Instagram)

Sei una nuova arrivata in casa Aniene, come ti trovi?

Molto bene, fin dalla prima volta che sono arrivata, a settembre 2019, mi sono sentita a casa. Mi piace la foresteria perché per me che sono abituata a vivere con i miei fare colazione tutti insieme e vivere questo clima di agonismo in allenamento è molto divertente e stimolante. La realtà che vivo a Taranto è molto diversa, qui è un ambiente di professionisti e si sente. Io mi alleno sempre da professionista anche in Puglia, ma quando sono qui sento la differenza

La tua esperienza all’ISL com’è stata? Penso non conoscessi quasi nessuno lì e in più c’era la lingua come ulteriore ostacolo, come te la sei cavata?

Nonostante non conoscessi nessuno è stato bellissimo sia dal punto di vista dell’atleta sia dal punto di vista umano. È stato il mio primo mese fuori casa, completamente sola con gli altri che parlavano tutti inglese mentre io avevo un po’ di difficoltà (ma mi è servito anche per imparare la lingua). All’inizio mi sentivo un po’ fuori luogo tra tutti quei campioni che avevano vinto medaglie in ogni parte del mondo ma piano piano mi sono ambientata ed è diventato sempre più bello. Le gare spettacolari

Un po’ di gossip: quale nuotatore hai preferito tra tutti?

Caeleb Dressel, che domande! Mi ha anche regalato la sua cuffia!

I prossimi europei saranno una gara di passaggio o li prepari in maniera specifica?

Saranno sicuramente di passaggio per Tokyo ma li onorerò come va onorato un campionato europeo: tra l’altro è il mio primo in vasca lunga e ci tengo ad arrivarci preparata

Il duello Carraro-Castiglioni quanto ha contribuito alla tua maturazione?

Il livello si è alzato ancora di più da quando sono arrivata io, la competizione è bella e fa bene a tutti. Penso che il mio arrivo sia comunque servito anche a loro per migliorarsi. La finale agli assoluti ormai sembra una finale mondiale e gareggiare a questi livelli in Italia è super stimolante. Tra le due vado più d’accordo con Martina, siamo molto simili. Arianna è un po’ più timida ma comunque mi trovo bene con entrambe

Ph. ©A.Staccioli/Deepbluemedia

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