Cesare Butini: “Un Europeo particolare, a Budapest per fare bene”

Mentre sul lago Lupa hanno preso il via i Campionati europei di nuoto in acque libere, incontriamo il Direttore tecnico delle Squadre nazionali Cesare Butini per tastare il polso del nuoto azzurro in vista delle gare in vasca.

Buongiorno Cesare, quali sono le prospettive per questi Campionati Europei?

Sarà un Europeo particolare per vari motivi: innanzitutto è la prima gara internazionale post Covid. Se si esclude il Sette Colli 2020, i big del nuoto continentale non si confrontano dai Mondiali di Gwangju 2019 e rappresenta quindi un test eccellente. Per questo credo sarà un Campionato piuttosto affollato, con tutti i big in gara pur svolgendosi a poche settimane dai Giochi di Tokyo. Anche i britannici, che tradizionalmente nell’anno olimpico snobbano la rassegna continentale, dovrebbero presentarsi a ranghi completi.

D’altra parte, come accennato, l’evento è collocato in posizione scomoda rispetto alla preparazione per le Olimpiadi. Non dobbiamo quindi attenderci prestazioni cronometricamente particolarmente rilevanti ma sicuramente un grande agonismo. In più ci sarà la difficoltà per tutti, a cominciare dagli atleti, di adattarsi a procedure e regole anti Covid che stravolgeranno completamente le abitudini di comportamento sul campo gara. D’altronde, meglio un Europeo particolare che nessun Europeo. Ben venga quindi questa manifestazione, e un plauso alla Lega europea di nuoto (LEN) e alla Federazione ungherese per lo straordinario sforzo organizzativo.

Quali sono le aspettative degli azzurri?

Le nostre aspettative sono buone: la squadra è numerosa. Abbiamo convocato numerosi giovani per poter avviare, seppur con un anno di ritardo dovuto al posticipo di Tokyo, il ricambio generazionale in vista delle Olimpiadi di Parigi 2024. Rispetto all’edizione precedente abbiamo tre atleti in più con potenziale da medaglia: Gabriele Detti, che nel 2018 non era presente per ragioni di salute, Benedetta Pilato Martina Carraro.  Mi auguro inoltre che altri giovani crescano di livello a cominciare da Thomas CecconAlberto Razzetti. 

Avremo certamente un Gregorio Paltrinieri piuttosto stanco dopo il tour de force in acque libere (5-10Km e staffetta) che potrebbe pagare dazio nelle gare in vasca; situazione che non si ripeterà a Tokyo dove le gare indoor precederanno la 10Km. Di concerto con il suo tecnico Fabrizio Antonelli abbiamo quindi ritenuto di sfruttare al massimo questo Europeo per fargli acquisire ulteriore esperienza nell’open water.

Ci sono ancora tre staffette da qualificare: sono fiducioso per la mista maschile mentre vedo qualche problema in più per le due a stile libero femminili. Anche sulle staffette maschili già qualificate dobbiamo comunque lavorare, sia sulla 4×200 nella quale a livello internazionale c’è stata un’accelerazione spaventosa, da parte di inglesi e russi in particolare, sia sulla 4×100 per tornare al livello internazionale che abbiamo mantenuto fino a Gwangju.

Quindi si parte per Budapest con ottimismo

Certamente, la squadra è giovane, motivata e desiderosa di ben figurare anche rispetto alle altre discipline che in questa prima settimana stanno ottenendo risultati lusinghieri.

Dobbiamo aspettarci qualche novità in chiave olimpica?

Non voglio sembrare troppo fiscale, il nostro regolamento prevede che il prossimo appuntamento per le selezioni olimpiche sarà il Trofeo Sette Colli. Inoltre, proprio per la collocazione particolare di questo Europeo rispetto allo stesso Sette Colli, la maggior parte degli atleti sta attraversando una fase di allenamento che mal si concilia con il raggiungimento dei migliori tempi. Chiaro che, qualora ci fossero prestazioni straordinarie che suggerissero un’integrazione senza ledere i diritti altrui, queste potranno essere prese in considerazione.

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