Acque libere, mai così tanta Italia. Stefano Rubaudo: “Ora viene il bello. Onorato di far parte di questo gruppo”

Otto medaglie in sette gare. A podio in tutti gli eventi. Tre ori. Primi nel medagliere. Primi nella classifica a punti. Per quanto radicata sia la tradizione italiana nelle acque libere, una tale potenza di fuoco non si era mai vista.

Se l’arrivo di Gregorio Paltrinieri ha certamente contribuito a motivare e spingere l’intero gruppo, non si può non vedere la mano Stefano Rubaudo (nella foto mentre ritira il Trofeo LEN) in un meccanismo che a Budapest ha funzionato alla perfezione. Con la consueta disponibilità il CT ci ha presentato la sua sintesi di questa settimana ungherese, iniziando dal commento della 25Km:

Un’altra grande giornata, sono davvero contento. Siamo andati a medaglia in tutte le gare, a mia memoria è la prima volta che accade. Che dire di Matteo Furlan? La 25Km ormai è la “casa sua”, ha una capacità di gestione delle diverse fasi della gara fuori dal comune e ha chiuso di esperienza tenendo dietro il russo Abrosimov, per noi rappresenta una sicurezza assoluta. Con il senno di poi devo riconoscere che è stato uno sbaglio non portarlo a Gwangju. È una mia responsabilità della quale mi rammarico, purtroppo nel 2019 i risultati non erano dalla sua parte, ma da qui si può ripartire. È un atleta scrupoloso e un ragazzo educato e allegro, sarà una colonna portante ancora per molto tempo.

Barbara Pozzobon sta mettendo a frutto con Fabrizio Antonelli l’ottimo lavoro svolto a Treviso con Barbara Bertelli. Entrare in un gruppo di altissimo livello come questo l’ha aiutata a esprimere appieno le sue potenzialità.

Fabrizio è certamente una delle armi vincenti di questo gruppo: dedica la stessa attenzione e vive con lo stesso trasporto la prestazione di tutti i suoi atleti, che siano esordienti o campioni consolidati. La presenza e l’esempio di Gregorio Paltrinieri hanno rappresentato un’altra grande motivazione.

Abbiamo conquistato il medagliere e la classifica a squadre con un ampio divario sulla concorrenza. Sono felice e onorato di poter fare parte di questo gruppo e ringrazio Federnuoto che mi ha affidato questo prestigioso incarico. Ora naturalmente viene il difficile ma anche il bello, perché con queste performance abbiamo alzato a dismisura l’asticella delle aspettative.

Ora una parte della squadra prosegue la preparazione per le Olimpiadi mentre io mi getto nella pianificazione logistica degli innumerevoli appuntamenti che ci attendono. Questa pandemia con i suoi quindici mesi di stop ha determinato una compressione pazzesca di eventi: Europei, Olimpiadi, Mondiali di Fukuoka, e il prossimo anno saremo di nuovo sul palcoscenico europeo per giunta giocando in casa, a Roma. Ma bene così, siamo un gruppo che non teme nulla.

Ph. ©A.Staccioli/Deepbluemedia

 

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