Cesare Butini: “Atleti, tecnici e società puntuali negli appuntamenti importanti”

Si sono spente le luci sulla 58° edizione degli Internazionali di Nuoto – Trofeo Sette Colli. Una manifestazione sicuramente desiderata da tutti gli atleti e gli addetti ai lavori. Finalmente con un po’ di pubblico, perché le tribune vuote erano qualcosa di veramente surreale.

Abbiamo raggiunto Cesare Butini, il Direttore Tecnico della Nazionale Assoluta, per un resoconto finale sulle gare disputate fino a ieri presso la meravigliosa piscina del Foro Italico.

Il Sette Colli è stato sicuramente il coronamento di una stagione importante che chiude la parte di qualificazione olimpica, ma che manda anche un messaggio importante relativamente a un movimento che si è dimostrato attivo e puntuale nel presentarsi agli appuntamenti che contano. Per questo dico che, pur essendo un Sette Colli che aveva la valenza di completamento della squadra olimpica, è stata una manifestazione che aveva due velocità: chi aveva già in tasca il passo olimpico e chi si giocava la qualificazione. I primi hanno onorato con ottime prestazioni, alcuni davvero eccezionali, questa tappa che è un viatico verso Tokyo. I secondi hanno dimostrato il massimo impegno per dimostrare la loro valenza all’interno della squadra.

C’era sicuramente rammarico da parte di tutti per l’assenza di Gregorio Paltrinieri: è una situazione che stiamo monitorando costantemente e ci stiamo adoperando per fornirgli il massimo supporto, augurandoci di vedere il costante miglioramento.

Le prestazioni sono state eccezionali da parte di tutti. I record italiani sono stati importanti: Martinenghi, Castiglioni, Fangio, a dimostrazione che è una rana che “spinge” negli ultimi anni. Ma le indicazioni buone sono state molte, anche legate a risultati di crescita dei più giovani. Per esempio, Ceccon, che arriva a 48”1 e qui dobbiamo indirizzare le nostre energie in chiave olimpica anche in base al programma e al format dell’Olimpiade. Altro esempio, la giovanissima Pilato, che gestisce la gara in un altro modo e comunque anche lei va sotto il vecchio record italiano. Quadarella che dà degli ottimi segnali, perché ha gareggiato tutti i giorni, ha fatto anche la gara dei 400 stile e ha dimostrato che si sta focalizzando bene sulla gara dei 1500 che è quella in cui ha più aspirazioni. Ottime le gare di Pellegrini, Panziera, di tutti quegli atleti che comunque hanno delle aspirazioni in chiave olimpica. Eccezionali, comunque, anche i completamenti delle staffette, dove mi fa piacere ricordare che anche nella 4×200 delle ragazze abbiamo finalmente di nuovo due giovanissime, che ci fanno ben sperare nell’Eurojunior imminente e nelle gare olimpiche. Per le altre staffette il completamento è stato di ottimo livello perché nella 4×100 stile abbiamo il quarto che è a 48”54, quindi possiamo ipotizzare una staffetta di buona qualità. La somma delle ipotesi da intorno a un 3’10” circa che è un tempo di tutto rispetto. E la stessa cosa si può dire per la somma degli staffettisti della 4×200 dove tutti sono migliorati.

A dimostrazione che atleti, tecnici e società sono stati puntuali nell’appuntamento importante.

Ora bisognerà portare avanti la squadra, dando le corrette indicazioni per una partecipazione olimpica efficace, dove l’impegno sarà sicuramente notevole e dove dovremmo confrontarci con un panorama che conosciamo bene e che non lascia spazio all’improvvisazione o altro.

Dobbiamo anche dire che questa manifestazione ci dà lo slancio per capire che nei prossimi tre anni l’obiettivo sarà anche quello di far integrare i nuovi giovani in quelli che sono gli appuntamenti più importanti dell’anno prossimo, e cioè Mondiali e gli Europei di Roma, inoltre è importante tenere in considerazione che mancano tre anni alla prossima Olimpiade. Possono sembrare tanti ma in realtà è molto poco. Attivare un ricambio generazionale, che sicuramente avremo perché alcuni atleti lasceranno l’attività, giustamente, che favorisca l’inserimento degli atleti più giovani. Mi sento di dire che questo approccio è la forza di questa nazionale: avere la possibilità di coniugare ciò che caratterizza i giovani con l’esperienza dei grandi. La forbice che attualmente abbiamo è fra i nati nel 1988 e il 2005. Parliamo quindi di 17 anni di differenza in una Nazionale. Questo dimostra che i ragazzi sono professionali e professionisti, sanno cercare e trovare l’integrazione tra di loro e i giovani sanno far tesoro dell’esperienza dei grandi.

Ph. ©A.Staccioli/Deepbluemedia

 

 

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