Reale Circolo Canottieri Tevere Remo: qualcosa di nuovo dalla capitale.

Nei giorni scorsi abbiamo appreso che dalla capitale arriva una nuova realtà natatoria: quella del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo. Uno dei più antichi, se non il più antico circolo della capitale, l’anno prossimo infatti festeggerà i 150 anni della sua fondazione.

È un’avventura nuova, ma per nulla improvvisata. Alla guida di questo progetto infatti vediamo tre figure di spicco del panorama sportivo: Daniele Masala, Presidente del Circolo; Alessandro Terrin, Direttore Tecnico e Riccardo Urbani, Direttore Sportivo.

Un progetto importante e anche coraggioso, visti i tempi non proprio positivi che si trovano a vivere gli impianti natatori a seguito della pandemia. Ma i primi risultati sono stati confortanti, e comunque, il fatto che l’idea sia nata da tre campioni rende lecito pensare che la tenacia e la perseveranza non manchino.

Abbiamo chiesto ai protagonisti di parlarne.

DANIELE MASALA – Presidente

Il Circolo Tevere Remo è il Circolo più antico di Roma. La nuova dirigenza ha cercato di sviluppare la parte dedicata al nuoto, perché è uno degli sport nobili. Abbiamo messo insieme le idee di Riccardo Urbani, Alessandro Terrin e le mie. Siamo tre persone che hanno preso parte alle Olimpiadi, anche se in annate diverse; pertanto, l’agonismo ce lo abbiamo nel sangue. La cosa che però caratterizza il nostro progetto è questa: ritengo che lo sport sia utile, più che per fare risultati ed essere i primi della classifica, a formare dei cittadini migliori. Lo sport ormai è a tutti gli effetti la terza agenzia educativa della nostra società: la prima è senza dubbio la famiglia, poi c’è la scuola e poi c’è lo sport. Che non è meno importante delle altre due. La famiglia dà l’imprinting, è la base; ma superati i 12-13 anni è lo sport che la fa da padrone in questo percorso educativo. Ecco perché sono convinto che lo sport sia fondamentale per continuare quest’opera di formazione. Ben venga l’agonismo, perché consente di ricevere degli insegnamenti fondamentali: saper perdere, il rispetto dell’avversario, il rispetto delle regole. Ma di fatto, attraverso lo sport, riusciamo a formare persone migliori. In tutto questo penso che i compiti siano stati ben distribuiti: Alessandro e Riccardo cureranno la parte più agonistica; io, da Presidente, mi impegno a garantire questo aspetto. È importante portare avanti la crescita sportiva parallelamente a quella personale. Per quanto ci si auguri che la carriera di un atleta sia la più lunga possibile, siamo tutti consapevoli che c’è un termine. Mentre nell’essere uomo o donna no! Quello lo si sarà sempre, anche quando si appenderà il costume al chiodo. La vita di una persona passa attraverso un percorso sportivo ma non si esaurisce con esso. Pertanto, ritengo sia prioritario un percorso di formazione pedagogica importante, che lasci un segno nei ragazzi in positivo per quella che è la loro vita. Poi, se arriva anche il campione, ben venga! Ma non è la priorità, la precedenza ce l’ha la crescita dei ragazzi.

Penso che, intesa in questo senso, la pratica sportiva diventi di supporto anche alle attività delle famiglie. Mi auguro che questo possa sensibilizzare in modo positivo molti genitori. A volte un genitore carica di troppe aspettative il figlio, e anche senza volerlo si fa loro del male. Un ragazzo deve essere libero di fare il suo percorso, anche sbagliando, senza farsi carico di un qualcosa che non gli appartiene. In Italia poi, lo sport viene identificato come il campione che guadagna un sacco di soldi: non è così. Lo sport è un’altra cosa. Lo insegno anche ai miei allievi all’Università: noi tecnici abbiamo la fortuna che magari un campione prima o poi lo troviamo, ma abbiamo una responsabilità incredibile nei confronti di chi alleniamo, perché possiamo fare tante cose buone, ma possiamo fare anche un’infinità di danni. Ben venga l’agonismo, facciamo invece molta attenzione al “campionismo”. Abbiamo centinaia di atleti che praticano varie discipline all’interno del nostro circolo: a nessuno di loro viene richiesto di diventare un campione. Se succederà sarà motivo di orgoglio per loro e per noi, ma non è la nostra priorità.

ALESSANDRO TERRIN – Direttore Tecnico

Nasce da un circolo storico romano, un circolo di canottieri, all’epoca chiamati i “fiumaroli”. Abbiamo voluto far emergere quella che è la natura dello sportivo e cioè la competizione, l’agonismo. L’anno scorso, con l’arrivo del Presidente Masala, una persona che parla la lingua degli sportivi, si è creata una sinergia all’interno della quale abbiamo posto al centro dell’attenzione il fatto che i ragazzi oggi hanno bisogno di essere supportati a 360° nel loro percorso sportivo; noi dobbiamo e vogliamo contribuire a creare i campioni del futuro, ma soprattutto gli uomini e le donne del futuro.

Daniele Di Nizio è il nostro capo allenatore, molto talentuoso, ma soprattutto che rispecchia le mie origini e cioè il gruppo di Dolo (VE), capitanato da Tonino Spagnolo, che purtroppo è mancato da poco. Quel gruppo aveva e portava avanti i valori che vogliamo riproporre in questo nuovo progetto: coniugare il lavoro con il sentirsi all’interno di una famiglia, sportiva ma pur sempre una famiglia. Daniele, pertanto, è la persona più indicata perché trasmette questi valori quotidianamente stando a bordo vasca.

Tutto questo ovviamente deve trovare comunque riscontro nella pratica agonistica: non basta essere sognatori e romantici, bisogna anche arrivare ai risultati. Analizzando la stagione passata, possiamo dire che sono stati soddisfacenti: in un anno pandemico, dove il circolo ci ha supportato dal primo all’ultimo giorno, e l’attività in generale ha subito uno stop importante, siamo comunque riusciti a posizionarci tra le prime cinque società nel Lazio. Abbiamo l’ambizione di arrivare tra le prime venti società in Italia con la coppa Brema.

Credo che la bontà di questo progetto sia data dal fatto che io e Riccardo Urbani, insieme al Presidente Masala, ci siamo trovati d’accordo su questo aspetto: vogliamo che il percorso sia di crescita, non vogliamo assolutamente bruciare le tappe per arrivare a un risultato prestativo, vogliamo dare l’opportunità ai ragazzi di crescere attraverso lo sport. È importante far capire loro che in acqua è guerra, ma appena prima e subito dopo si torna compagni. Il vero a proprio fairplay. Sono convinto che questa sia una cosa che nel tempo ci ripaga.

Un altro aspetto a mio avviso positivo e interessante è che a questo progetto hanno preso parte altre società, che tesserano per noi i loro atleti, ma li seguono prevalentemente presso il loro impianto. Condividiamo gli allenamenti in vasca lunga e quella che è la programmazione. Anche se ormai sono romano d’adozione, lo spirito veneto qui emerge, e anche gli insegnamenti di Tonino Spagnolo. La similitudine con il Team Veneto sorge spontanea, e anche i principi che ci animano, che sono quelli che cercava di diffondere Gianni Gross. Gli allenatori con i quali collaboriamo sono Angelo Mencarini ed Emanuele Baldini.

Alessandro Terrin e Fabio Scozzoli.Campionati Italiani Assoluti Invernali.Riccione RN Dic. 19-20 2012.Day01.Photo L.Binda/Deepbluemedia/Insidefoto

 

RICCARDO URBANI – Direttore Sportivo

Con Daniele e Alessandro abbiamo visto un grande potenziale nel settore del nuoto per il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo e abbiamo deciso di svilupparlo. Non è servito convincere nessuno: ci abbiamo creduto tutti e tre fin da subito. Siamo giovani nel panorama italiano, la società esiste solo da un anno. Ma è stato un anno che ci ha dato dei buoni risultati e quindi siamo portati a pensare che siamo sulla strada giusta. Con il trascorso da atleta che ognuno di noi ha, è inutile dire che amiamo le sfide. E questa è una sfida che interessa molti ambiti: sicuramente la crescita personale dei ragazzi, ma, in qualità di direttore sportivo e responsabile del settore nuoto, mi interesserò della loro crescita sportiva. Alessandro Terrin in questo è un compagno di lavoro straordinario e sono convinto che potremo fare davvero un buon lavoro insieme. Gli obiettivi sono ambiziosi, come è giusto che siano. Ma i riscontri che abbiamo avuto in questo primo anno sono tali che ci danno lo stimolo per perseguirli.

Una delle cose più belle di questo progetto è che ci sono stati molti atleti che hanno deciso di tesserarsi con noi; in questo modo siamo riusciti a creare una sinergia anche con altre società. La realtà romana non è sicuramente priva di concorrenza e oggi è impensabile andare lontano da soli. La collaborazione e la condivisione degli obiettivi sportivi diventa un elemento di forza. Il Circolo Tevere Remo ha un trascorso prestigioso a livello agonistico, soprattutto per quanto riguarda il canottaggio. C’è la voglia di portare lustro anche attraverso il nuoto. La Coppa Brema sarà per noi una tappa fondamentale, un momento di verifica del percorso agonistico che abbiamo intrapreso.

 

 

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