Cifra Tonda: Matteo Rivolta. “Questa sarà la stagione per decidere anche del mio futuro”

La nostra rubrica “Cifra Tonda” oggi vede protagonista Matteo Rivolta. L’atleta milanese, tesserato CC Aniene e GS Fiamme Oro, festeggia trent’anni. Lo abbiamo contattato e gli abbiamo chiesto di raccontarci questo compleanno speciale, non solo per la cifra, ma anche per i risultati ottenuti all’Europeo in vasca corta di Kazan.

È sempre interessante conoscere come un grande atleta si sia approcciato a questo sport, facendone poi il fulcro della propria vita. Ed è quanto abbiamo chiesto anche a Matteo: come è cominciata la sua avventura in acqua, avventura che non è ancora finita.

Ho cominciato da piccolo, avevo quasi tre anni, e ovviamente non per mio volere ma perché mia mamma aveva deciso così. Ricordo perfettamente che non mi piaceva affatto! Decisamente non è stato amore al primo bagno, ma neppure al secondo. Questo rifiuto è andato avanti per un bel pezzo, fino ai 13 anni circa: venivo praticamente portato di peso da mia madre in piscina. Preferivo di gran lunga giocare a calcio, sport che ho portato avanti parallelamente al nuoto fino ai 14 anni circa. Ad un certo punto però diventava necessario scegliere, ma la cosa non fu affatto difficile: decise ancora mia mamma e la scelta è sotto gli occhi di tutti, il nuoto vinse sul calcio. Inizialmente feci fatica a digerire la cosa, ma piano piano vedevo che in acqua riuscivo a esprimermi bene. E ora, col senno del poi, la ringrazio per questa scelta.

Sono cresciuto nella piscina di Parabiago, per poi spostarmi in quella di Busto Garolfo, con i Nuotatori Milanesi sotto la guida di Paolo Fasani, e lì ho nuotato fino ai vent’anni circa. Dopodiché mi sono spostato a Busto Arsizio, con Gianni Leoni e lì sono rimasto fino al 2015. Quelli sono stati gli anni della svolta per la mia carriera, ho iniziato ad ottenere risultati anche in ambito internazionale. 

Immaginiamo quindi quanto importante sia stato il ruolo della tua famiglia, e della mamma in particolar modo, nel tuo percorso di atleta.

Mia madre è la personificazione della tenacia e della perseveranza. Con lei non si discute su ciò che è l’etica del lavoro, il sacrificio e l’impegno. E nei confronti miei e di mio fratello lo trasmetteva soprattutto con l’esempio. E mio padre non era da meno. Inoltre, anche i miei cugini più grandi avevano sempre nuotato, anche ad alti livelli, e quindi era uno sport che caratterizzava la famiglia, quasi una tradizione. 

I miei genitori sono stati di esempio per ciò che significa serietà, professionalità, dedizione al lavoro. Entrambi sono stati dirigenti di azienda e anche ora che sono in pensione sono comunque inarrestabili: mia madre si è iscritta all’università per conseguire una seconda laurea, mio padre ha continuato a lavorare come consulente. A testimonianza che sono persone molto curiose, vivaci, sempre focalizzate su nuovi obiettivi. Questo fa loro onore e sono di stimolo anche per me e mio fratello. Anche se tra i due il genio di casa non sono io. Io mi sono riscattato con lo sport. 

Quando hai cominciato a tramutare il tuo rifiuto per il nuoto in passione per questo sport?

La mia carriera natatoria potrebbe essere definita graduale, non ho mai bruciato le tappe. Probabilmente anche in funzione del fatto che sono sempre stato molto alto, ma allo stesso tempo molto esile. Quindi, rispetto ad altri miei coetanei più muscolosi, io non riuscivo ad applicare bene la forza e la potenza come loro e quindi a essere veloce e competitivo. A livello giovanile ho fatto un campionato italiano solo una volta, ho dovuto arrivare in categoria junior per cominciare a togliermi qualche soddisfazione. Infatti ho preso parte alla Nazionale Giovanile solo agli Europei di Praga nel 2009. Diciamo che intorno alla maggiore età è iniziato per me il periodo felice. 

Warm Up
RIVOLTA Matteo Italy ITA
XVII European Short Course Swimming Championships
Herning – DEN Denmark Dic. 12-15 2013
Day00 – Dec. 12-15 2013
Photo A.Masini/Deepbluemedia/Inside

 

Quanto ha inciso la figura dell’allenatore nel tuo percorso?

Il periodo in cui mi sono allenato con Gianni Leoni è coinciso con la mia esplosione fisica e quindi anche prestativa. Non saprei quantificare cosa ha inciso di più, se la mia crescita fisica o la diversa preparazione rispetto a dove mi allenavo prima. Posso solo dire che decidere di andare con Gianni è stata una cosa che ha funzionato. E molto. 

Nel mio percorso ho fatto anche altri cambiamenti, a volte molto radicali. Ma sono scelte che ho cercato e voluto in maniera molto forte, ho rischiato ed è servito coraggio. Ma se tornassi indietro le rifarei. Alla fine si sono sempre rivelate positive. Ho sempre calcolato il rischio, ponderato le conseguenze. Qualcuno mi consigliava anche il contrario di quanto stavo facendo, ma alla fine ho sempre cercato di scegliere per me, per il mio bene, a volte anche rischiando.

RIVOLTA Matteo ITA Silver Medal
100m Butterfly Men – Final
Netanya, Israel, Wingate Institute
LEN European Short Course Swimming Championships Dec. 2 – 6, 2015 Day02 Dec.03
Nuoto Campionati Europei di nuoto in vasca corta
Photo Giorgio Scala/Deepbluemedia/Insidefoto

 

Dopo Gianni Leoni, ho deciso di passare sotto la guida di Mirko Nozzolillo, a Roma. E lì sono rimasto fino al 2018. Sono poi tornato da Gianni fino a marzo di quest’anno. Attualmente sono allenato da Marco Pedoja. Con lui mi trovo molto bene, praticamente ha l’età di mio fratello e questo ci agevola molto nella relazione. Paradossalmente sono più vicino a lui anagraficamente che ai ragazzi con cui mi alleno. Abbiamo instaurato un ottimo rapporto, sia dentro la vasca che fuori: molto professionali durante l’allenamento, e molto sereni e informali fuori. Abbiamo un ottimo dialogo, forse grazie al fatto che non siamo ragazzini ma che sostanzialmente siamo adulti e quasi coetanei. Personalmente credo che il mestiere dell’allenatore richieda una grande flessibilità e in questo l’età è di aiuto. L’allenatore più grande ha dalla sua il vantaggio dell’esperienza, l’allenatore più giovane ha il vantaggio di riuscire a relazionarsi meglio e quindi capire meglio l’atleta. 

Sono un lavoratore in vasca, ma non un esecutore. Non discuto gli allenamenti, non li contesto, ma voglio capire l’obiettivo, il percorso da fare. Questo un po’ per mia natura e un po’ perché voglio essere consapevole di quello che sto facendo e di dove sto andando. Non voglio essere presuntuoso, assolutamente. Non ritengo di sapere più dell’allenatore, ma sono convinto che sia una cosa che si debba fare assieme. Non è un rapporto tra datore di lavoro e subordinato. Con Marco queste sintonie ci sono tutte, c’è la condivisione di ciò che viene fatto. In un contesto diverso non mi sentirei a mio agio e farei fatica a fare il mio e farlo bene.   

Che tipo di esperienza è fare parte di un gruppo sportivo prestigioso come quello delle Fiamme Oro?

Per me è un onore fare parte delle Fiamme Oro. Siamo un gruppo molto numeroso, soprattutto a livello natatorio. Credo sia un gruppo sportivo che ha contribuito molto alla crescita del movimento nel panorama italiano. Io ne faccio parte dal 2014 e posso dire che c’è molto affiatamento. Ci siamo sempre divertiti tra di noi, c’è sintonia e collaborazione. Sicuramente è una bella esperienza. Se poi guardo al futuro, non credo che quando smetterò di nuotare continuerò la vita lavorativa all’interno della Polizia. Ma sicuramente in questo momento è un’opportunità incredibile. Il loro supporto è stato ed è tuttora fondamentale per la mia carriera da atleta. 

Matteo Rivolta Fiamme oro / Aniene
Men’s 50m Butterfly
Riccione 14/12/2019 Stadio del Nuoto
Campionato Italiano Open Vasca Lunga
Photo Andrea Staccioli / Deepbluemedia / Insidefoto

 

Sei uno di quegli atleti che ha portato avanti la carriera sportiva e il percorso scolastico, dimostrando, come molti altri tuoi colleghi, che non è una cosa impossibile. 

Non è affatto una cosa impossibile. Sicuramente i tempi si possono allungare e i sacrifici da fare sono molti. Ma si può fare. Nel 2019 ho concluso la triennale di economia aziendale, poi ho perseguito con un anno di direzione d’impresa e attualmente sto completando  un percorso che si chiama Green Economy e riguarda lo sostenibilità. Mi mancano due esami. Prevedo di discutere la tesi nella primavera del 2022 e così di completare il mio percorso. 

Questa sarà la stagione decisiva per decidere anche del mio futuro. Una volta concluso il percorso accademico voglio concentrarmi su quale potrebbe essere il mio futuro lavorativo. Voglio cominciare a vederci chiaro. 

E un futuro come allenatore?

Onestamente non mi vedo nei panni dell’allenatore. Se devo valutare cosa farò in futuro, perlomeno so cosa sicuramente non farò. E l’allenatore non è tra le opzioni che ho preso in considerazione. Anche se in passato posso averci pensato, non sono mai stato attirato dallo svolgere questo ruolo. Magari potrei avere il vantaggio dell’esperienza dell’atleta, ma temo che mi mancherebbe quella passione che deve caratterizzare qualsiasi tipo di lavoro.

Potrebbe sembrare sciocco che una volta terminata la mia carriera da atleta io non continui a restare all’interno delle Fiamme Oro come tecnico, so che agli occhi di tanti questa è la scelta più sicura e forse anche la più comoda. Però le cose vanno fatte bene e con passione, indipendentemente da ciò che è sicuro o comodo. Sono consapevole che in futuro lascerò una realtà che conosco per qualcosa che non conosco. Ma è un rischio che sono pronto a correre. 

RIVOLTA Matteo
50 Butterfly Men
Roma 13/08/2020 Foro Italico
FIN 57 LVII Trofeo Sette Colli – Campionati Assoluti 2020 Internazionali d’Italia
Photo Giorgio Scala/DBM/Insidefoto
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