Quelli che il calcio

Puntuali come le tasse e le ondate di Covid, terminati i Mondiali di Abu Dhabi sono iniziate le lamentazioni per il poco spazio che i media generalisti hanno riservato alle sedici medaglie azzurre, immancabilmente paragonato ai fiumi di inchiostro fisico e virtuale dedicato al calcio, epitome di tutte le COSE CHE NON VANNO IN ITALIA®, con il consueto corredo di luoghi comuni: calciatori viziati e strapagati, nuotatori in odore di santità, e dove andremo a finire signora mia.

Ora, il giornalismo italiano si può accusare di tutto tranne che di poca accondiscendenza verso il lettore. Agli Italiani piacciono i gattini? La colonna destra del principale quotidiano online si riempie di gattini.

Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare (Marcello Marchesi)

Aggiungete che:

  • il nuoto è uno sport minore già in vasca lunga, figuriamoci in corta
  • Federcalcio ha un milione e centomila tesserati, Federnuoto centocinquantamila divisi fra cinque discipline
  • la sola Serie A maschile, escludendo quindi Champions League e altre manifestazioni, ha un impatto economico di tre miliardi e mezzo di euro (dati PwC/FIGC), pari al doppio di tutto il comparto sportivo dilettantistico messo insieme (dati CONI)
  • DAZN ha due milioni di abbonati e gli istituti di ricerca concordano nello stimare altri cinque milioni di spettatori abusivi tramite le piattaforme pirata di streaming

e non faticherete a capire che se le testate italiane parlano solo di calcio è perché agli italiani piace veramente solo il calcio. Il nuoto è tradizionalmente interessante per il grande pubblico in occasione delle Olimpiadi, e quel po’ di popolarità che si è conquistato al di fuori dei Giochi la deve, inutile girarci intorno, alla magnitudo di Federica Pellegrini. Quando il calcio si ferma, gli sport minori riconquistano la vetrina.

Aggiungo che se oltre a sbirciare le prime pagine alla rassegna stampa del TG mentre fate colazione qualche giornale provaste a leggerlo, vi accorgereste che le pagine interne dedicate al nuoto sono davvero molte, e in molti casi scritte con grande competenza e capacità di approfondimento. Ma se non le leggete voi, che siete “appassionati”, figuratevi l’italiano medio.

Aggiungo che il nuoto di visibilità ne ha anche troppa nella misura in cui illude un numero sempre crescente di giovani che questo sport possa diventare il loro mestiere. Che è certamente vero per la già citata Pellegrini e pochissimi altri eletti, ma per la stragrande maggioranza significa quando va bene entrare in un gruppo sportivo militare con relativo stipendio statale, che di questi tempi è una manna dal cielo ma ecco, nel frattempo magari continuate a studiare.

Ph. ©E.Garcia @Unsplash

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