Magnini alla Limec. La sua esperienza di atleta e campione, un esempio di determinazione.

Un Filippo Magnini sorridente ed entusiasta è intervenuto ieri alla lezione di Linguistica di settore e contrattualistica sportiva tenuta dalla Prof.ssa Guadamagna, presso l’università LIMEC.

Il campione azzurro si è raccontato agli studenti: la passione per il nuoto, i successi, le difficoltà, le gioie e i dolori. Un esempio di determinazione, che attraverso la sua storia di atleta e di campione ha potuto stimolare e motivare la platea verso il raggiungimento dei propri obiettivi. Magnini ha invitato gli studenti a non mollare mai, a credere nei propri sogni e lottare per ciò in cui si crede.

Abbiamo avuto l’opportunità di raccogliere una breve intervista a margine dell’incontro, grazie alla sua grande disponibilità.

 

Agli ultimi Europei e Mondiali le spedizioni italiane hanno ottenuto risultati eccezionali . Un commento a caldo dopo Abu Dhabi?

Il commento è positivissimo. La nazionale di nuoto è sempre stata molto forte, ha sempre dato lustro al nostro paese. Sin dagli anni novanta, gli azzurri hanno vinto medaglie olimpiche e mondiali. Ogni anno c’è qualche atleta che vince qualcosa di importante. Quest’anno, in particolare, tutti gli sport italiani hanno fatto bene. Io poi ho una mia teoria: noi italiani, rispetto ad altre nazioni ci siamo sempre allenati affrontando difficoltà per l’impiantistica sportiva. Strutture vetuste, forse inadeguate, grandi viaggi per raggiungere le piscine. Americani, brasiliani e cinesi, ad esempio, hanno da sempre condizioni ottimali ed impianti fantastici e la pandemia li ha messi in condizioni di disagio. Difficoltà che per noi erano quasi normalità.
In ogni caso i ragazzi sono molto forti, il movimento creato anche da noi è stato importante. Quando ho vinto il mio primo campionato mondiale nei 100 stile libero, ho fatto capire che un italiano poteva vincere un titolo iridato. Quello che abbiamo fatto noi ha ispirato ragazzi più giovani, permettendo di veder realizzati i loro sogni.

La velocità  sta emergendo continuamente, raggiungendo risultati eccellenti. Chi vedi come tue erede? 

Sicuramente Alessandro Miressi. È un atleta che ora sta andando molto forte. C’erano assenze importanti ma lui è fortissimo: ha vinto medaglie europee, mondiali, ha raggiunto la finale olimpica. Penso che Miressi possa lottare per qualcosa di importante nei prossimi anni. Credo di aver lasciato un’eredità importante nei 100 metri: due mondiali in lunga, due in corta, 17 titoli europei. È difficile vincerli in questa gara.

 

Quali sono i progetti a breve e lungo termine?

Ho molti progetti, sono uno che non sta mai fermo. Non puoi fare solo un piano pensando sia quello per sempre. Sto avviando diversi progetti: uno su tutti è in ambito culinario, assaggi, ed un altro in ambito sportivo. Prima delle Olimpiadi avevo aperto la mia pagina “Un Filo di Sport” che aveva dato parecchi riscontri. Penso che potrebbe essere valorizzata ulteriormente per dare visibilità al nuoto e ad altri sport.

Foto ed intervista raccolta da Asia Di Palma 

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