Paolo Barelli: “Gli impianti natatori sono alla carità. Lo sport al governo non c’è”

Il presidente di Federnuoto Paolo Barelli, intervenendo a La politica nel pallone  su GR Parlamento, è tornato sulle difficoltà delle società che gestiscono impianti natatori.

Ristori? Gli impianti natatori che non sono solo per i grandi campioni, ma per i cittadini e lavorano in un delicato ambito come quello di insegnare a nuotare, sono alla carità, in ginocchio, stanno chiudendo. Non solo sono colpiti dalla pandemia, ora sono colpiti dal caro energia. Scaldare migliaia di metri cubi di acqua ha dei costi enormi. Siamo molto preoccupati, sono arrivate solo le briciole. Sono in grande difficoltà perché non so cosa dire a queste società che non sono più in grado di andare avanti. Spero si possa fare qualcosa nell’immediatezza.

Perdite del mondo del nuoto? Si parla di cifre che superano il miliardo. Ci sono circa quattro milioni di cittadini che vanno in piscina in modo periodico e le società sportive sono già entità molto vulnerabili anche finanziariamente e con questa botta che ha azzerato le entrate e fatto lievitare i costi, il risultato è il fallimento.

Non so cosa aspettarmi. Lo sport fa i conti con la pandemia in maniera trasversale. Certe decisioni possono essere riviste, io non sono stato coinvolto e non so chi va a dire cosa. Qui c’è il problema dell’attività di base e la risposta della politica è stata data ignorando le cose.

Ministero dello Sport? In questo momento di sofferenza e difficoltà dove ogni ministero cerca di affrontare le difficoltà del proprio ambito, oggi non c’è.

Vezzali è un sottosegretario e non è presente nel momento in cui si dividono pani e pesci. La mancanza di un ministro dello sport si fa sentire e in questo momento è un problema. I ministri in Consiglio battono i pugni per avere ristori per il proprio settore, fanno il loro lavoro. Lo sport non c’è.

LA POLITICA NEL PALLONE – Intervento di Paolo Barelli al minuto 20’30”

Ph. ©Deepbluemedia

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