1831: Correva l’anno

1845 bagni Deligny a Parigi

bagni

La pratica di frequentare bagni pubblici, come centro ricreativo e strumento di igiene pubblica, non fu un fenomeno solo inglese. In Francia, nel 1831, si contavano ben settantotto stabilimenti per bagni pubblici. In questi stabilimenti risultavano esserci ben 1374 vasche a disposizione della gente. I cittadini francesi in queste vasche potevano tuffarsi, nuotare o semplicemente stare a mollo.

igiene pubblica

I numeri sono una prova tangibile dell’importanza che i nostri vicini davano ai bagni e al nuoto come pratica ricreativa e d’igiene pubblica. Questo fin dalle origini del nuoto moderno. Quest’attività era talmente considerata da far organizzare anche un sistema di bagni a domicilio con 1059 vasche mobili che potevano essere utilizzate a richiesta. Un “Uber” del bagno, versione 1800.

i bagni Deligny a Parigi

I più affascinanti bagni pubblici d’oltralpe furono sicuramente i bagni Deligny di Parigi. Costruiti in stile orientale, in realtà erano una specie di grande palafitta piantata sul fondo della riva sinistra della Senna. Il suo indirizzo era quai Anatole France, 7o Arrondissement. Tutto un programma sulla centralità dell’impianto. La costruzione risaliva addirittura al 1785, prima della Rivoluzione, data in cui furono piantati i primi pali di sostegno. La piscina aveva anche una parte importante per l’intrattenimento: un ristorante e saloni privati. Fu qui che nel 1801, il bagnino Deligny fondò una prima scuola di nuoto, che era chiamata “Reale”.

acqua dalla Senna

Naturalmente l’acqua dei bagni veniva dalla Senna, con tutte le conseguenze del caso. Probabilmente bagnarsi in quell’acqua, per un bel po’ di tempo, fu tutt’altro che igienico. La cosa cambiò nel 1919, quando fu costruito un sistema che filtrava i depositi fangosi che disturbavano così tanto i bagnanti.

Nuotare

Sebbene proprio lì, nei pressi dei bagni, si siano svolte le gare di nuoto delle olimpiadi di Parigi del 1900, la vasca non era proprio una cosa da nuotatori. Più che altro quella piscina era un ritrovo per personaggi  famosi e tipi particolari. Pochi nuotavano. La maggior parte, specialmente le donne, preferivano usarla per mettersi in mostra. Nella seconda metà del 20° secolo, per esempio, i bagni Deligny diventarono famosi nel mondo per le sfilate di moda in costume da bagno. Negli anni 70, invece, scoppiò letteralmente la moda del topless. Addirittura pare che nel 1973, il deputato francese Emmanuel Hamel, avesse dovuto scrivere una lettera al Ministero dell’Interno per protestare. La  vicinanza della piscina all’Assemblea Nazionale distraeva i lavoratori degli uffici, che dal Pont de la Concorde si agitavano per sbirciare l’interessante esposizione, dimenticandosi dei propri doveri.

fine tragica

La vicenda dei bagni Deligny finì tragicamente in un fatidico 8 luglio del 1993. Era piena estate. Troppe feste, troppa mondanità, troppi anni. L’anno prima era stata speronata da una chiatta. E’ possibile che la cosa avesse prodotto qualche cedimento. Fatto sta che in un batter d’occhio, la piscina è sprofondata nella Senna. Affondata. Quaranta minuti d’agonia e tutta quella storia di persone e di fatti, si è adagiata sul fondo del fiume più famoso di Francia, ed è rimasta lì.

nuova piscina

Tredici anni dopo, con una tecnologia sofisticata e un look da invidiare, è sorta al suo posto una nuova piscina galleggiante. Questa volta intitolata alla grande diva dello spettacolo, Josephine Baker, la venere nera. Un marchingegno scorrevole chiude il tetto in inverno, rendendo la nuova piscina molto più praticabile di quella  vecchia. Non so dire se basta a tacitare ogni rimpianto.

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