Chiude la Libreria dello sport di Milano. La fine di un’epoca

Chiude la storica sede della Libreria dello Sport di Milano in via Carducci. Era stata fondata nel 1982 da Matteo Frascolla, già segretario del coni Milano, appassionato di sport. Progetto poi portato avanti con passione ed impegno dal figlio Paolo che negli anni ha sapientemente implementato il servizio e le proposte.
Un riferimento storico per l’editoria sportiva di più generazioni. In una posizione strategica al centro di Milano, a ridosso dell’area dell’Università Cattolica, ha da sempre raccolto attenzioni di appassionati di ogni disciplina, anche le più sconosciute. Un riferimento fondamentale anche per chi studiava lo sport: al piano inferiore si passavano ore a consultare testi di qualsiasi casa editrice, di qualsiasi disciplina. Storie, didattica, tecnica, organizzazione, insomma lo sport a trecentosessanta gradi.

Libreria dello Sport di Milano

 

Un progetto che negli anni aveva visto l’apertura di altre sedi come Roma, Genova, Pesaro, Torino e Catania. Poi verso la fine degli anni novanta l’apertura dell’e-commerce e parallelamente l’apertura al mondo dell’editoria. Libreria dello Sport si è quindi occupata direttamente di pubblicare testi. Il nostro mondo, quello del nuoto, può ringraziare per aver pubblicato, tra gli altri, Nuoto da Campioni, la traduzione del testo ‘Championship swim training’ il libro di Bill (William) Sweetenhham e John Atkinson, edito in originale da Human Kinetics e poi Preparazione atletica per il nuoto, la versione italiana del libro di Dave Salo.

La capacità del titolare, Paolo Frascolla, è stata quella di sapersi adattare al mondo che cambiava. Libreria dello sport è diventata anche teatro di presentazioni di libri e testi.
Il progetto ha provato ad adeguarsi alle nuove esigenze che hanno via via messo in difficoltà la sostenibilità. Prima il drastico calo del mercato della carta stampata a favore del digitale. Poi la concorrenza che ha imposto sconti insieme a spedizioni gratuite, annullando di fatto qualsiasi marginalità. L’avvento appunto di Amazon, che da una parte in questi difficili mesi di pandemia ha offerto parecchi posti di lavoro, ma dall’altra negli anni ha messo in difficoltà tante piccole attività del territorio, che non hanno saputo rispondere alle richieste del mercato: immediatezza, economicità e ampia scelta.

Talvolta velocità e comodità hanno un conto più salato, ma solo alla fine. Perché chi ha avuto l’opportunità di nascere e crescere prima del web ha potuto desiderare un libro, aspettare a comprarlo. Un po’ come accadeva per la musica o qualsiasi altra cosa. Prima di comprare un lp, una cassetta o un cd bisognava non poterne fare a meno e quel cd veniva ascoltato tutto per decine di volte. Oggi è tutto più semplice ed accessibile, dunque a volte è facile non scegliere. Insomma un mercato che crea bisogni immediatamente appagati. Ma tant’è.

Di certo Libreria dello Sport per Milano è stata un luogo di aggregazione, di confronto e certamente di cultura. Si chiude dunque un’epoca, con non poco amaro in bocca. Non rimane che ringraziare per i quasi quarant’anni di onorato servizio. Nella speranza che l’attività digitale possa continuare a dar forza al nome.

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