Cifra Tonda: Filippo Magnini. “Ho quarant’anni solo quando nuoto, per tutto il resto mi sento un ventenne”

Il protagonista di oggi di #Cifratonda è Filippo Magnini e sulla sua torta di compleanno ci saranno quaranta candeline.

Originario di Pesaro, Filippo è stato uno dei più grandi stilliberisti italiani. Campione del mondo per due volte nei 100 stile libero nel 2005 a Montreal e nel 2007 a Melbourne, nella sua carriera di nuotatore ci sono medaglie olimpiche, mondiali, europee e una serie di titoli italiani.

Marito di Giorgia Palmas e papà di Mia, Filippo è stato sicuramente campione nello sport, ma anche nella vita. Ci siamo fatti raccontare questi suoi primi quarant’anni e abbiamo chiesto qualche anticipazione per i prossimi quaranta.

Da dove comincia la storia di Filippo nuotatore?

Direi che inizia intorno agli otto anni, quando ho iniziato a praticare questo sport a livello agonistico. Anche prima nuotavo, ma era diverso. Mi è sempre piaciuto tanto nuotare: ho iniziato perché da piccolo ero un pò gracile e mia mamma voleva che mi irrobustissi un pochino. Ma non ha dovuto faticare per convincermi perché mi piaceva molto. Ho praticato anche tanti altri sport: calcio, pattinaggio, pallacanestro, ma il nuoto ha vinto su tutti.

Quando hai capito che il nuoto sarebbe stato la tua strada? 

Credo di poter dire da sempre. Ho sempre sentito che volevo fare il nuotatore, mi è sempre piaciuto stare in acqua, la sensazione che ti dà immergendoti. E mi è sempre piaciuta anche la sensazione di fatica che provi in allenamento. Nonostante abbia provato anche altri sport, il legame con il nuoto era più forte. A sedici anni sono andato un pò in crisi, come credo sia normale che capiti. Penso sia successo a molti, ma non ho mai pensato di mollare. Da subito ho sentito che il nuoto mi apparteneva.

Filippo MAGNINI Italy ITA 4×100 freestyle relay men .FINA World Short Course Swimming Championships.Istanbul Turkey 12 – 16 Dec. 2012.Day 01 Underawater finals.Photo G.Scala/Deepbluemedia/Inside

 

Nel tuo lungo percorso da atleta quali difficoltà hai incontrato per riuscire a conciliare l’agonismo con la normale vita di un ragazzo?

Il nuoto è sicuramente uno sport molto impegnativo. A differenza di altre discipline sportive, dove a Natale, a Pasqua e in estate si fa vacanza, per il nuotatore non cambia nulla, ci si allena ugualmente, anzi,  di più. Da questo punto di vista è massacrante. Però era un qualcosa che avevo scelto, che volevo, e quindi mi sono adoperato in ogni modo per raggiungere i risultati che mi ero prefissato. La scuola sicuramente non mi agevolava, gli insegnanti facevano fatica a capire che sport e studio potevano viaggiare di pari passo.

E comunque è impensabile ottenere dei risultati senza sacrificio. Non è così. Questo lo sport te lo insegna. È un bell’allenamento anche per la vita, perché anche lì non ottieni nulla senza impegnarti. Si parla spesso di talento: sicuramente una persona dotata ha delle caratteristiche fisiche e fisiologiche particolari. Ma io credo che il talento lo vedi anche in allenamento, nella voglia di sacrificarsi, nel non mollare. Quando sento dire che qualche giovane nuotatore è dotato ma non ha la testa, mi viene da sorridere perché la testa fa parte del talento. A volte capita di vedere atleti che natatoriamente sono più capaci, ma se non hanno la testa vince qualcun altro. Non basta nuotare bene, essere leggeri in acqua o altro. Serve avere anche cervello. Il grande talento ha tutto: testa e corpo. Se fossi un nuotatore giovane e mi chiedessero di scegliere tra essere avvantaggiato fisicamente in acqua e tra sapermi allenare bene, sceglierei senza ombra di dubbio la seconda. Perché può influire incredibilmente anche sulla prima. Non è vero il contrario. Con l’allenamento puoi veramente arrivare dove vuoi, migliorarti sempre.

In questo lungo percorso fatto di vasche, qual è il ricordo più bello che hai?

In realtà ne ho molti di ricordi bellissimi, ma ne ho due che superano tutti. L’ultima gara che ho fatto, che era un Sette Colli e sugli spalti c’erano mia moglie Giorgia, Mia e Sofia. È stata una sensazione unica e incredibile gareggiare davanti a loro. E poi la gara che nella mia testa è rimasta la gara perfetta è sicuramente il Campionato del Mondo a Montreal nel 2005

MAGNINI Filippo ITA
100m Freestyle Men
Swimming
Rome 26/6/2021
Stadio Del Nuoto Foro Italico
FIN 58 Trofeo Sette Colli 2021
Internazionali d’Italia
Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

 

Sicuramente il nuoto ti ha dato molto, sia in termini di soddisfazioni e gioie, ma purtroppo anche in fatto di delusioni. 

Fortunatamente ora è solo un brutto ricordo. Sono felice di come la vicenda si è conclusa, anche se non è stato per niente facile. Sono stati anni davvero duri.

Eppure, dopo tutto e nonostante tutto, sei tornato in acqua.

L’ho fatto per me stesso e per la mia famiglia. E anche per dimostrare a quelle persone che mi hanno dato contro che non sono riuscite a spezzarmi. In quei momenti ho ricevuto un affetto e un calore dalle persone che non avrei immaginato possibile e mi ha anche un pò sorpreso. I giornali mi hanno massacrato, gli sponsor se ne sono andati, ma nonostante tutto ci sono state moltissime persone che mi hanno dato la forza di andare avanti.

In questo devo ringraziare anche la Federazione Italiana Nuoto,  perché non mi ha mai abbandonato, mi è sempre stata molto vicina. Non solo quando vincevo, ma anche in questi momenti difficili. Non era scontato e di questo io sarò sempre riconoscente.

In un momento dove in molti avrebbero mollato, hai dato dimostrazione del tuo talento anche fuori dall’acqua. 

Non volevo mollare, per nessun motivo. Mollare significava ammettere di essere colpevole, e io ero certo della mia innocenza. Io avevo la correttezza, la trasparenza dalla mia parte. E queste sono praticamente armi invincibili. Un innocente lotterà sempre fino alla fine.

Filippo Magnini Team Lombardia
200 stile libero uomini
Campionati Italiani Assoluti Nuoto Primaverili
Riccione Italy 8 – 12/04/2013
Day 05 batterie 12 aprile
Photo Giorgio Scala/Deepbluemedia/Insidefoto

 

Che bilancio ti senti di fare di questi quarant’anni?

Penso siano quarant’anni che valgono come duecento. Ho fatto di tutto, è successo di tutto, sportivamente e umanamente. Ho fatto lo sport che amo per tanti anni e sono riuscito a creare una bellissima famiglia. Nella mia vita tutto quello che ho fatto e tutto quello che ho ottenuto è sempre stata una strada in salita. Non mi è mai stato regalato nulla e non è mai capitato niente per caso. Però questo ha fatto sì che ogni successo sia stato sentito veramente.

Hai nuotato in un periodo dove ci sono state tantissime evoluzioni in questo sport. Come è cambiato il nuoto secondo te? 

Negli ultimi sei anni si è vista una specializzazione incredibile nel nuoto. Un tempo gli allenamenti erano molto più generici, sia in acqua che fuori. Oggi è tutto molto più mirato. Sicuramente c’è stata un’evoluzione incredibile nel metodo di allenamento, si gareggia molto di più e si ha un’attenzione maggiore sia nell’allenamento a secco che nell’alimentazione. È diventato tutto molto più professionistico, ma penso sia giusto così.

E gli atleti? Sono cambiati nel tempo secondo te?

Fisicamente sicuramente ci sono stati dei cambiamenti importanti: oggi il nuotatore è molto più muscoloso, più completo, sia fisicamente che per tutto quello che ruota intorno. Oggi l’atleta è diventato veramente atleta. Ed è un bene! In questo modo riesci ad essere un atleta completo e non è un punto di arrivo, ma un punto di inizio. È la base dalla quale partire per poter andare a specializzarti.

Roma 29th July 2009 – 13th Fina World Championships From 17th to 2nd August 2009….Swimming semifinals..Men’s 100m freestyle..Filippo Magnini (ITA)….photo: Roma2009.com/InsideFoto/SeaSee.com

 

Hai messo in piedi un progetto molto interessante, Remind. Ce ne vuoi parlare?

La cosa è nata da me, dal voler mettere a disposizione il mio vissuto e il mio essere stato atleta per le nuove generazioni. Non volevo fosse semplicemente un’accademia, cercavo di proporre qualcosa di completo, che coinvolgesse i ragazzi a 360°. Ho quindi cercato di creare un team, e ho voluto che fosse il migliore. Io, Mike Maric, Claudio Rossetto e Luca Di Tolla. L’idea era di fare una tappa al mese per parlare non solo di sport, ma anche di valori. Tutto questo gratuitamente, per i ragazzi. Purtroppo è subentrato il Covid e abbiamo dovuto fermare tutto. Mi auguro tanto di poter riprendere presto. L’idea era di portare avanti questo progetto per un anno per poi poterci affiancare un’accademia.

Quali altri progetti ci sono nel tuo futuro?

Nel breve c’è un bellissimo progetto insieme a Giorgia, dal titolo “Assaggi”. È un programma che già portiamo avanti sul nostro canale social, in cui parliamo di cucina e proponiamo delle ricette nostre. È molto divertente e anche un pò ironico, perché ci prendiamo sempre in giro come accade nella vita reale.

Ci sono altri progetti di tipo imprenditoriale e anche sportivi, tra cui anche il fatto di entrare a far parte del progetto “Aquamore – Bocconi Sport Center”. Comunque ora sono impegnato nel ruolo più bello del mondo: quello di marito e di padre. E voglio dare il massimo.

 

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