Amarcord

 

La mia foto e quella di ..nuotando nuotando…

 

Mi è sempre piaciuto spidocchiare i mercatini sotto casa. Amo girovagare per quei tavoli di cianfrusaglie che somigliano molto ai momenti critici della mia cantina. C’è stato un periodo, però, che lo apprezzavo massimamente. Erano i primi anni 90 del secolo scorso e su quei banchetti si trovavano cose mirabili a prezzi irrisori. Il sogno del rovistatore seriale.

Icone

Ci trovavi icone in mezzo a binocoli, attrezzi militari insieme a cappotti, elmetti e copricapi da soldato. I più belli erano quelli dell’armata rossa (sì, lo ammetto, anch’io ho comprato il colbacco con la stella rossa). Se eri attento potevi scovare anche cose più originali: reliquiari, “mezuzah” con la preghiera, o gli “yad“, i puntatori per leggere la Torah. Ce n’era di ogni forma. Per ricchi e per poveri. Non parliamo di orologi, busti di Lenin e patacche di ogni tipo.

foto

Proprio allora, in un giorno di rovistamento intenso, mi cadde l’occhio su una vecchia fotografia. Era sicuramente dei primi del 900. Lo si capiva dall’immagine, dal formato e dal cartoncino color sabbia che la impreziosiva. Una foto bella, perfettamente integra, ottimo stato. Nell’immagine c’era un tizio messo in piedi, in posa plastica. Dall’abbigliamento sembrava un ginnasta. La scenografia era da studio. Sullo sfondo c’era il mare. La mano dell’uomo era poggiata su un’improbabile scoglio.

nuotatore

Alla seconda vista si capiva che era un nuotatore. Sulla maglietta bicolore da ginnasta, infatti, si leggeva la scritta erre enne. Nella parte bianca che attraversava il petto, invece, campeggiava la scritta Genova. Rari Nantes Genova!. Una coccarda allacciata sulla spalla aveva ricamata l’intera dicitura Rari Nantes. Rendeva il fatto ancora più evidente. C’era anche una data: 1912. Non potei resistere. Era mia.

un nome

Dal fisico non sembrava un nuotatore. Neanche dal viso. Al massimo si poteva immaginare il signor Banks, il papà dei bimbi di Mary Poppins. L’immagine, però, diceva chiaramente che era un rari nantes. Ma chi era? Di Rari Nantes Genova, da tempo, non si trova niente. Dove cercare?

cent’anni

Qualche tempo dopo, per caso, mi passò tra le mani il libro di Bruno Beneck sul centenario della Federazione. Non perdo mai roba del genere, perché é rara. Nessuno pubblica di storia del nuoto. Bisogna approfittare quando si può. A rischio “sola”. Tra le pagine ce n’è una con foto di rari nantes. Mi soffermo sui liguri. Una faccia mi incuriosisce. Si tratta di un ritaglio: la fotocopia della fotocopia di una foto. L’immagine è molto sciupata. Ho già visto quei tratti. Improvvisamente ho l’illuminazione. E’ la mia foto. Ho la foto originale di quel rari nantes. Si chiama Enrico, ed é un Rossi, un rossi che viene da Genova.

Enrico Rossi

Enrico Rossi è stato un mito del nuoto d’inizio secolo. Prima di tutto perché morì nella prima guerra mondiale. A Sturla una targa lo ricorda. E’ vicino al mare. La onorano (o lo facevano) i partecipanti al famoso Miglio di Sturla: “… nuotatore e soldato, cadde sul campo LUKTIK  il 23 Maggio 1917. Educato il corpo ai cimenti del mare“… L’origine del miglio, infatti ha a che fare con lui. Racconta un archetipo da Amateur. Per vedere il giovane talento del posto, un certo Cabella, sfidare il campione ligure Malito Costa, Enrico Rossi mise in palio la preziosa coppa che aveva vinto nella traversata di Roma.

pioniere

Nato il 16 Luglio 1881, fu un pioniere del nuoto. Organizzò gare e gareggiò dappertutto e naturalmente fece anche il waterpolista. Fu portiere del Genoa di Sanders e del primo scudetto ligure. Era fondista. Uno da prove di durata. Di quelli che piacciono al mio amico Simone. Veniva fuori quando gli altri crollavano. Avvenne così ad Arona, nel 1903, quando vinse il suo primo titolo italiano, sul miglio.

distanze brevi

Ma il miglio per lui era “troppo breve”. Su distanze così “non poteva disputare i primi posti” . Così almeno diceva Lo Sport del Popolo il 7 Novembre 1914, commentando le fasi della Traversata di Torino, dove arrivò sesto. Ma nella 20 chilometri sul Naviglio o nell’Abbiategrasso Milano non aveva avversari. In un campionato “Europeo” che si fece nel 1911 sui 50 chilometri fu secondo, dietro al belga Maas.  Nel 1914 vinse ancora un titolo nazionale, a Stresa, nel Campionato d’Italia di fondo di 8 chilometri. Poi cominciò la guerra.

guerra

Dato che era tenente del Regio Esercito, partì subito. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Difficile non pensare all’oggi e alle tristi vicende del nostro amico Mychajlo Michajlovyč Romančuk.

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