Ranomi Kromowidjojo: “Mi ritiro senza rimpianti. Roma nel cuore” – Intervista esclusiva [ITA/ENG]

Il primo oro olimpico a soli 18 anni con la staffetta veloce olandese a Pechino nel 2008.

A Londra 2012 stupì tutti vincendo l’oro individuale nei 50m e nei 100m stile libero con tanto di Record Olimpico. Fuori dall’acqua ti stupisce per la sua tranquillità. In acqua si trasforma in un tripudio di classe e forza difficile da trovare in altre atlete. Una nuotata composta ma efficace, partenze e subacquee da manuale.

Sarò di parte perché è stata l’esempio da seguire nella mia carriera, ma con il suo addio alle competizioni il nuoto mondiale perde un’atleta di gran classe ed una donna esemplare.

Nessuno si aspettava il tuo ritiro, è stata una decisione dell’ultimo minuto o ci stai pensando da molto?

Dopo ogni Olimpiade mi prendo del tempo per valutare e pensare al mio futuro; quali sono i prossimi obiettivi e come raggiungerli. A causa dell’ISL quest’anno ho fatto solo una brevissima pausa estiva dopo i Giochi, ma una lunga pausa natalizia per pensare al futuro. È curioso sentire che nessuno si aspettava il mio ritiro, dato che in Olanda sono anni che i media mi chiedono quando mi sarei ritirata. La decisione è stata un processo lungo, non è stata presa in un giorno, ma sono contenta di averla presa per mia volontà e non dovuta a mancanza di risultati o infortuni. Sento che ho raggiunto nella mia carriera più di quanto avrei mai pensato di poter fare da bambina, e sono consapevole che ci sia una vita oltre il nuoto. Ho sempre amato il nuoto, ma ora sarà solo per divertimento.

Il continuo cambiamento del calendario gare dovuto al Covid, ha inciso sulla tua decisione?

Ho preso la mia decisione prima di conoscere tutti i cambiamenti in calendario della prossima stagione, quindi fortunatamente non ha niente a che vedere con i campionati mondiali.

Quali sono i ricordi più belli (e più brutti) della tua carriera?

I ricordi migliori sono sempre le vittorie: tre titoli olimpici ed un record del mondo sono gli highlights. Ma i ricordi più belli che ho non sono legati ad una medaglia d’oro ma alle persone che ho incontrato lungo il tragitto: amici da ogni parte del mondo. Vedere le piscine di tutto il mondo, conoscere persone fantastiche e vedere posti meravigliosi. Ho sempre amato più gareggiare piuttosto che allenarmi.

Una gara che mi è rimasta nel cuore sono i Campionati Mondiali di Roma nel 2009 quando Federica vinse in casa. Oppure sempre a Roma al Sette Colli (forse nel 2015) quando nuotai i 100 stile contro Federica e sentivo il tifo per lei. Quando poi vinsi fui molto sorpresa dal sentire le persone celebrare anche me. Ho sempre amato gareggiare al Sette Colli.

Nell’ultima parte della mia carriera ho amato gareggiare alla ISL perché mi ha permesso di conoscere meglio e diventare amica con nuotatori che conoscevo da anni ma con i quali non avevo mai avuto modo di socializzare. Questa è la vera magia della Lega.

Gli unici ricordi brutti che ho, sono i dolori dopo l’allenamento che non mi mancano affatto, e l’essere infortunata. La cosa che realmente non ho amato durante la mia carriera è dover affrontare i media dopo una “sconfitta”. I media olandesi spesso sono negativi e molte volte mi è capitato di dover quasi giustificare una mia prestazione che non corrispondesse alle loro aspettative. A Rio 2016 per esempio, è stato più difficile spiegare e giustificare il fatto di non aver preso la medaglia, piuttosto che affrontare la mia delusione.

Sei stata il capitano della squadra degli Iron nella stagione 3 dell’ISL, che esperienza è stata?

Amo far parte della ISL, in Olanda non abbiamo il capitano come negli Stati Uniti, ma credo di poter essere soddisfatta di come ho svolto il mio ruolo perché molti nuotatori mi hanno detto di aver fatto un buon lavoro. Essere il capitano vuol dire mettere il team prima di se stessi, il che per me è molto diverso da quello che ero solita fare negli anni: invece che concentrarmi sulle mie gare, ero sempre a tifare per gli altri. Prima di ogni match mi preparavo un discorso perché volevo che tutti si sentissero sereni. Abbiamo imparato molto gli uni dagli altri; sono fermamente convinta che se dai amore, ricevi amore, e ne ho avuto la prova durante questa esperienza.

Quale pensi sia il motivo per cui i nuotatori olandesi sono così competitivi nella velocità?

I nuotatori olandesi hanno una lunga storia nella velocità a stile libero, credo perché ci alleniamo in maniera “intelligente” non particolarmente pesante.

Quali sono i tuoi piani ora?

Per queste prime settimane non ho programmato nulla, è da quando ho 16 anni che sono una professionista ed ho avuto la vita programmata nel dettaglio, quindi ora è bello decidere sul momento se incontrare gli amici o andare a fare visita alla mia famiglia, o fare assolutamente niente (ma non sono molto brava in questo). Mi piacerebbe rendere il mondo un po’ migliore. Non ho un diploma ma ho sempre lavorato su me stessa per migliorarmi non solo come atleta ma anche come persona. Amo leggere libri e già prima del mio ritiro sapevo bene cosa avrei fatto nel futuro: sono molto interessata alla crescita personale e nell’aiutare le persone a raggiungere il proprio potenziale, che siano atleti o persone con altre passioni. Chiunque nella propria vita deve affrontare aspettative, paure e perdite, e non sono cose che ci vengono insegnate a scuola. Io grazie alla mia carriera ho imparato molte lezioni (come gestire pensieri negativi e positivi, come godersi la vita, come raggiungere risultati, come lavorare in team, come affrontare una perdita o un fallimento) e mi piacerebbe mettermi al servizio degli altri.


The first Olympic gold medal at only 18th in Beijing 2008 with the Dutch fast relay.

In London 2012 she won 50m and 100m with the Olympic Record. Out of the water she is so quite and peaceful, but when in the water she turns into the classy swimmer she is: starts and turns by the book, and strong but elegant stroke.

She has been the example of my carrer, and with her retirment che swimming world lose an amazing swimmer and woman.

Nobody was expecting your retirement, how long have you been thinking about it? Is it a last second decision?

After every Olympic Games I take time to evaluate and think about my future. What are my goals, and how do I want to reach them. Because of the ISL, last year was so quick after the Olympics and I decided to take a short summer break but a long Christmas break to think about my future. It is funny you say nobody was expecting my retirement. In Italy and The Netherlands media are so different. The Dutch journalists were asking for years about my retirement.

The decision to retire wasn’t made in one day or one moment, but i’m very happy I was in charge about this decision (no injury, sickness, bad results etc). For me its feels like I achieved more in professional swimming than I could dream of as a little girl. But I’ve always known and said that I know there is a life after swimming. I will always love swimming but now its just for fun (actually that has always been my most important goal).

Has the covid effects on the international swimming programs affected your decision?

My decision was made before I heard about the calendar for this year, so (luckily) had nothing to do with the world championships.

Which are the best and the worst memories in your carrier?

Best memories are of course the victories: 3 x Olympic champion and also breaking world records, those are the highlights. But the best memories I have are not gold medals, but meeting new people and friends all over te world. Seeing a lot of pools in the whole world, able to meet cool people and see cool places. I always loved racing much more than training.

The best memorie was the world championship in Rome 2009 when Federica swam amazing and people were getting crazy for her. I can remember also the Sette Colli (I think it was 2015) when I raced 100 free against Federica and I heard the crowd cheering for her. But when I finished first I was so surprised people were also cheering for me, someone from a different country. I always loved racing in Sette Colli. In the last “phase” of my career is really enjoyed being part of ISL. Racing for a club and meeting so many new people, or competitors I knew for years who became friends. This is the real magic about ISL.

I don’t have many bad memories. Of course having pain after training (I really don’t missi it) and being injured.
Something I didn’t particular like was facing the media after races when I did not win or break a record. The Dutch media sometimes are very negative and it felt many times I had to explain I didn’t swam a bad race, or I’m not a loser for not winning gold.

At the Rio 2016 Olympics was pretty difficult: Not the fact that i didn’t get the podium, but explaining and almost apologising to the journalists why that didn’t happen.

You have been the captain of team Iron in ISL season 3, how was the experience?

I love ISL and being part of an ISL team. In The Netherlands we don’t have a teamcaptain like in the US.
I think I can be satisfied with my role because many swimmers said I did a good job 😉

Being a captain was different than i was used for so many years, because I had to put the team before me. Instead of focusing on my own race, I was cheering for my teammates during the meets. Before and after the meet I wanted that everybody had a good time, but also was learning from each other. I am not the best with peptalk but before meets I prepared a speech.

I truly believe that if you give love, you receive love, and that I experienced during ISL season 3.

What do you think is the reason why you as Dutches swimmers, are so competitive in fast swimming?

The Dutch swimmers have a long history in freestyle sprint. I think it’s because we train “smart”, not particularly “hard”. But we have a program and goals to have more distance swimmers, and also IM and the other strokes on a higher level.

What are your plans now?

In the first weeks I don’t really have plans. I have been professional swimmer for 16 years and I always knew the plan for tomorrow, next week, next month etc. Now it is very nice to catch up with friends, or decide today to go visit my family, or doing some day absolutely nothing. But i’m not very good in doing nothing.

My plan is to make the world a little bit better. I don’t have a degree, but I have always challenged myself to develop myself not only as an athlete but also as a human being. I like to read books and in previous years I was already aware of things I would like to do after swimming. The things that gives me energy and the energy leaks.

I’m very interested in personal growth and I’d like to help people to reach their potentials. Whether they are businessmen or sports talents. Everyone faces struggles as expectations, loses, fear, but nobody teach how to face it at school. I have learned so many lessons in my life, and I would like to use them to help others: how to deal with positive and negative thoughts, tools to enjoy life more and to make more out of your life, making and reaching goals, how to work in a team, how to deal with a lost or failure.

Ph. ©G.Scala/Deepbluemedia

ARTICOLI CORRELATI

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su reddit
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
  • EVENTI E FORMAZIONE
  • CALENDARI E MEETING

Trofeo Calligaris 2022

Trieste
21-05-22

V Acquarena Cup

Bressanone
21-05-22
I 100 stile libero in Italia e atleti che brillano. Il parere di alcuni protagonisti della specialità.

I 100 stile libero in Italia e atleti ch...

La velocità maschile in Italia sta brillando sempre di più. I recenti Campionati Assoluti Primaverili sono stati una conferma. Riscontri ...

NEWSLETTER

Lasciaci i tuoi contatti e rimani aggiornato sulle nostre iniziative

Chiudi il menu