Sport, sponsor e guerra. Il caso di Evgeny Rylov

Un mese fa, il 24 febbraio 2022, la Russia iniziava la sua campagna d’invasione dell’Ucraina, ex Repubblica Sovietica dal 1991. In questo mese abbiamo assistito ad una escalation impressionante di distruzione, violenza, morti e profughi alla disperata ricerca di vie di salvezza, nonché minacce d’utilizzo di armi nucleari.

La comunità internazionale ha reagito applicando alla Russia una serie di sanzioni economiche. In particolare, ad oggi, la UE ha introdotto quattro pacchetti di sanzioni economiche e individuali in risposta all’aggressione militare della Russia nei confronti dell’Ucraina. Diverse aziende commerciali hanno sospeso la loro attività economica in Russia, i cui cittadini sono stati a loro volta colpiti dagli effetti delle sanzioni sulla loro vita quotidiana e dall’emanazione di leggi liberticide della libertà di espressione.

Anche il mondo sportivo ne è stato coinvolto. E non poteva essere diversamente.

Tra le varie sanzioni adottate in ambito sportivo, si ricordano: il trasferimento della finale della Champions League da San Pietroburgo a Parigi: la sospensione di tutti i club russi, inoltre, dalle competizioni Uefa, Champions, Europa e Conference league; l’esclusione degli atleti russi e bielorussi dalle Paralimpiadi di Pechino; l’estromissione quadre nazionali, club ed atleti di pallavolo, beach volley e snow volley, etc.

E sempre per rimanere in ambito sportivo molteplici effetti vi sono stati anche nel mondo del nuoto.

Sono stati difatti cancellati i campionati mondiali di nuoto juniores e i campionati mondiali di nuoto in vasca corta 2022 che dovevano tenersi in dicembre a Kazan; sono stati esclusi atleti e funzionari russi e bielorussi dai Campionati mondiali di Budapest 2022. Recentemente, anche l’International Ice Swimming Association – IISA, a seguito del protrarsi della guerra, pur riconoscendo il ruolo centrale svolto in questi anni dai nuotatori russi nello sviluppo dell’Ice Swimming, ha da ultimo deciso di escluderli da qualsiasi evento organizzato dall’associazione[1].

Accanto a tali decisioni di ordine collettivo assunte dalle varie federazioni, proprio in questi giorni ve ne è stata una assunta a livello individuale che ha colpito Evgeny Rylov (campione olimpico con due medaglie d’oro nei 100 e nei 200 dorso alle Olimpiadi di Tokyo 2021).

Ci si riferisce alla notizia recentemente battuta dalla CNN[2] che riferisce della rottura del contratto di sponsor stipulato da Rylov con la Speedo, dopo che l’atleta aveva partecipato all’evento tenutosi presso lo stadio Luzhniki di Mosca lo scorso 18 marzo, per celebrare l’ottavo anno di annessione della Crimea alla Russia (annessione ritenuta illegale dall’Ucraina e non riconosciuta dalla comunità internazionale occidentale). In quell’occasione, circa diecimila persone hanno accolto festanti il discorso del Presidente Putin e tra la folla non è passata inosservata la presenza del campione olimpico. Quest’ultimo, per l’occasione, non solo ha fatto sfoggio delle sue medaglie olimpiche, ma ha fatto sfoggio anche della ormai famigerata lettera Z appuntata sui vestiti. Tale lettera inizialmente apparsa sui tank e i carroarmati russi che hanno invaso l’Ucraina, portandovi distruzione e mote, è oggi diventata un simbolo distintivo per tutti coloro che, in patria, sostengono le scelte del Presidente Putin.

La decisione di Rylov di schierarsi apertamente, e pubblicamente, a favore della politica e dell’azione militare del suo Paese, ha a sua volta spinto la società a prendere posizione pubblica contro la guerra in Ucraina, manifestando la sua solidarietà a favore di quest’ultima.  Difatti, la reazione della Speedo alla notizia non si è fatta attendere: con un comunicato rilasciato sempre alla CNN, la società ha espresso la sua ferma condanna alla guerra, ma manifestato la sua solidarietà all’Ucraina e, soprattutto, ha annunciato la risoluzione del contratto di sponsor in essere con Rylov, con effetto immediato, esprimendo nel contempo la volontà di donare le somme contrattualmente pattuite con il nuotatore, all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati – UNHCR.

La decisione della Speedo – al netto di quelle che sono le opinioni personali su questa guerra di chi scrive e al netto di quelle che sono le clausole contrattuali pattuite tra Speedo e Rylov, che  non sono note – appare in linea con uno degli aspetti fondamentali del contratto di sponsorizzazione: ossia tutelare l’interesse dello sponsor a non veder vanificato il ritorno pubblicitario sperato e, soprattutto, il suo interesse a tutelare la propria reputazione commerciale e il proprio marchio (e Speedo è sicuramente un marchio di punta nel mondo dello sport). Già in passato infatti si sono verificati casi di scandali che, per la risonanza mediatica suscitata, avevano legittimamente indotto lo sponsor a risolvere il contratto per non vedersi più associati al nome e all’immagine di un atleta compromesso agli occhi dell’opinione pubblica.

Ora è evidente che, in una situazione così drammatica e di pericolo che il mondo tutto sta vivendo, associare il marchio e i prodotti Speedo alla guerra e/o ai suoi sostenitori, potrebbe avere – anche grazie a fiammate d’odio che facilmente si propagano sui social network – dei contraccolpi in termini reputazionali – e, quindi, economici – gravississimi per la società. In tal modo, invece, anche attraverso la scelta di donare all’UNHCR le somme pattuite per la sponsorizzazione (offrendo così un aiuto concreto al doloroso esodo dei rifugiati), Speedo ha potuto, agli occhi dell’opinione pubblica, e soprattutto agli occhi del suo mercato di riferimento, segnare un netto distacco in termini di immagine alle posizioni pubbliche assunte e manifestate da Rylov.

 

Contributo dell’Avvocato Sabrina Peron di Olympialex 

Foto di copertina Evgeny Rylov, premiazione dell’oro olimpico di Tokyo dei 200 dorso – by Giorgio Scala DBM 

 

NOTE:
[1] Update to the International Ice Swimming Association Policy – IISA Moves to a Total Ban (CNN) 

[2] Olympic champion Evgeny Rylov loses Speedo deal after attending Putin rally (operwaterswimming.com)

 

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