I 100 stile libero in Italia e atleti che brillano. Il parere di alcuni protagonisti della specialità.

La velocità maschile in Italia sta brillando sempre di più. I recenti Campionati Assoluti Primaverili sono stati una conferma. Riscontri cronometrici importanti, sia nei campionati giovanili che in quelli assoluti.

Abbiamo raccolto il pensiero di alcuni centostileliberisti che nella finale A degli assoluti di Riccione hanno nuotato la distanza sotto i 49 secondi, consapevoli di come un 49″ possa essere significativo in Italia, ma relativamente competitivo a livello internazionale. Ma questi atleti, e come loro molti altri, hanno dato prova in più di un’occasione di riuscire ad andare ben oltre. I giovani, ai campionati giovanili, hanno spinto e non poco. Tutto questo ci fa pensare che sia a livello nazionale, che internazionale, ci sarà da divertirsi parecchio.

Ai sei atleti in questione abbiamo chiesto come vivano questa notevole densità di velocisti di alto livello nella gara “Regina” e se questa evoluzione è stimolante e/o destabilizzante.

Seguono l’attuale graduatoria stagionale mondiale, continentale e italiana dei 100 stile libero nelle quali non risulta il 47.78 ottenuto dal  russo Vladislav Grinev ai Campionati nazionali di Kazan nell’aprile scorso perché la manifestazione non si è svolta sotto l’egida FINA e LEN.

TOP TEN STAGIONALE MONDIALE (FINA)

TOP TEN STAGIONALE EUROPEA (LEN)

TOP TEN STAGIONALE ITALIANA (FIN)

Alessandro Miressi 47”88 – PB 47”45 (GS Fiamme Oro/CN Torino)

C’è sicuramente una grande densità di atleti che va sotto i 49″ molto facilmente. Credo sia una gran cosa, perché da lustro al movimento e diventa molto stimolante per gli atleti. Diventa una sfida ma allo stesso tempo un supporto, perché comunque tra noi atleti ci si aiuta, ci si da forza l’uno con l’altro.

A me piace competere, pertanto avere molti atleti con cui confrontarmi è di stimolo e mi porta a fare sempre meglio.

Credo che anche la staffetta di Tokyo sia stata uno stimolo: il movimento della velocità già era in fermento prima, dopo quel bellissimo risultato c’è stato forse uno slancio in più.

Lorenzo Zazzeri 48”45 – PB 48″45 (CS Esercito/RN Florentia)

Vivo questa situazione in maniera positiva. Ho sempre avuto un’indole molto competitiva e quando il livello si alza diventa una sfida non solo con gli avversari, ma soprattutto con sé stessi. È un miglioramento che non riguarda solo l’Italia, ma anche all’estero è così: tutto il livello mondiale si è alzato. A Riccione sei atleti sotto i 49″ e tredici sotto i 50″: fino a cinque anni fa questa era una cosa impensabile per il nostro movimento. Personalmente sto lavorando per riuscire ad andare sotto i 48″ perché voglio garantire alla nostra squadra una staffetta ancora più competitiva in vista di Parigi 2024.  Dopo la bellissima staffetta di Tokyo abbiamo cercato comunque di dare continuità a questo risultato agli Europei, ai Mondiali.

Avere una competizione interna, tra atleti, è una cosa molto importante perché fa si che non ci si sieda sugli allori. Diventa uno stimolo reciproco tra atleti. Inoltre, in questo modo, il livello si alza, sia come gara individuale che come staffetta. È una staffetta molto ambita e farne parte è motivo di orgoglio. Siamo diventati un gruppo molto unito e quanto fatto a Tokyo ci ha rafforzato molto, non era una staffetta qualsiasi. Con quel risultato, oltre ad aver preso consapevolezza delle nostre potenzialità si è instaurato un forte legame tra di noi, ed è ciò che fa la differenza. Il nostro è uno sport individuale, però quando si gareggia in staffetta c’è una magia particolare e vincere in una gara così, a volte ti dà emozioni ancora più forti, forse proprio perché condivise con dei compagni di squadra. Diventa qualcosa di più profondo: si è insieme e si rappresenta la propria nazione. La gara individuale è sicuramente più gratificante a titolo personale, ma l’emozione di una staffetta è unica, c’è un senso di appartenenza al gruppo e un senso di responsabilità nel rappresentare l’Italia che ti porta a dare ancora di più.

Questa competizione interna a me fa solo che bene, la vivo in maniera positiva e costruttiva perché mi sprona a fare ogni giorno di più. Le gare veloci a stile libero, secondo me sono gare per maschi Alfa. Devi avere voglia di lottare per vincere e devi voler sopportare la fatica degli allenamenti, che sono tosti ma divertenti allo stesso tempo. Sono le gare con il più alto coefficiente di competizione: ho sempre pensato che più la cosa è difficile e più significativa e alta è la sua valenza.

Manuel Frigo 48”50 – PB 48″50 (GS Fiamme Oro/Team Veneto)

In Italia nuotare sotto i 49″ ti permette di essere tra i primi. Il movimento si è allargato molto e gli atleti che nuotano sotto i 49″-49″50 sono molti. La cosa importante è che questi tempi sono nuotati anche da atleti giovani, si tratta di un segnale forte. A livello internazionale il tempo deve necessariamente abbassarsi per essere competitivo, altrimenti rischi di stare fuori non solo da una finale, ma addirittura da una semifinale.

Comunque è bello vedere che siamo in tanti nei 100 stile rispetto ad anni fa. Questa densità si è cominciata a vedere da prima della pandemia, tra il 2018 e il 2019. Sicuramente è peggio per me, come atleta, perché mi ritrovo con più avversari. Ma è meglio per il movimento. Anche se avere così tanti avversari si traduce in uno stimolo in più. Sei un pò in ansia perché sai che ti devi qualificare, non si è mai sicuri. Ma è una tensione positiva, che fa bene, perché ti porta a cercare di dare sempre il massimo. Non dai nulla per scontato perché l’incognita è dietro l’angolo. E quindi ti devi impegnare, sempre!

Leonardo Deplano 48”68 – PB 48″61 (CC Aniene)

Effettivamente siamo in parecchi ad andare forte! Sono tanti i ragazzi, compresi quelli giovani che sono andati anche sotto i 50″. Questo sta a significare che c’è tanta gente con un grande potenziale di andare sotto i 49″. Bisogna sempre considerare l’età dell’atleta e capire quindi che ci possono essere margini di miglioramento prestativo abbinati all’evoluzione della persona. Questo ci dà da pensare non solo per il presente, ma soprattutto per il futuro!

A livello competitivo è qualcosa che sprona molto. Ti viene chiesto di restare sempre sul pezzo e cercare di migliorarti continuamente. Ti mette un pò di ansia, perché i posti per qualificarsi a un Mondiale o a un Europeo sono limitati, i posti in staffetta sono quattro e quindi nulla è scontato. Questo ti dà la consapevolezza che se ti qualifichi, ti qualifichi per andare ancora più forte. Non ci si deve accontentare, mai. Qualificarsi e partecipare non basta. Bisogna puntare sempre più in alto. E avere concorrenza è stimolante in questo senso. Si tratta di un’ansia positiva, che di porta a cercare di essere sempre al top della forma.

È stimolante e c’è da divertirsi!

Filippo Megli 48”77 – PB 48″77 (CS Carabinieri/RN Florentia)

Per quel che mi riguarda, nasco come mezzofondista. Però negli ultimi due anni, a causa del problema alla spalla, due mandate di Covid di cui una poco prima degli Assoluti e una mononucleosi nell’ultimo anno, mi a costretto a spostarmi sui 100 stile perché comunque faticavo a tenere la preparazione per la distanza doppia e il relativo riscontro cronometrico.

Per me, quello di Riccione è stato un ottimo 100, con un gran ritorno. Poteva presupporre un altrettanto buon 200 stile, ma per mancanza di allenamento non ce l’ho fatta. Però, dopo aver analizzato la mia gara, ci sono dei buoni presupposti per la resistenza alla velocità: nel primo 50 non sono veloce come gli altri, ma nel secondo riesco a dire la mia. Negli ultimi due anni sono riuscito ad abbassare di quasi mezzo secondo e riuscire a competere con altri atleti che si specializzano su questa distanza per me diventa un risultato molto interessante. E anche divertente, per certi aspetti, perché mi apre le porte per un’altra gara. Anche se i 200 possono essere oramai considerati una gara veloce. Infatti molti atleti che nuotano questa distanza in altri stili riescono comunque a fare dei 100 di alto livello. Credo che la differenza la facciano poi le caratteristiche fisiche e fisiologiche dell’atleta. Vivo i 100 stile anche come una gara propedeutica per i 200: solitamente il secondo 50 dei 100 viene preso a riferimento per il primo 50 dei 200.

Sono poi contento di poter dare il mio contributo nella staffetta 4×100, non solo nella 4×200. Mi piace gareggiare e voglio ampliare le tipologie di gare in cui potermi confrontare. Inoltre è anche una realizzazione personale.

Il fatto che ci sia concorrenza nei 100 stile è qualcosa che mi stimola moltissimo: non sono mai stato un atleta che parte e fa la gara da solo. Mi piace sgomitare e lottare fino alla fine, assaporare ogni metro della gara. Sono un pò da mischia! E credo che sia il sistema per tirare fuori il meglio!

Thomas Ceccon 48”79 – PB 47″71 (GS Fiamme Oro/Leosport)

Credo che in Italia sia una delle gare dove il livello si è alzato in maniera incredibile. Se poi guardiamo la cosa da un punto di vista internazionale la cosa è amplificata. Per noi Tokyo è stato un segnale molto forte, riuscire ad andare a podio con la staffetta significava molto. Ci eravamo comunque preparati perché volevamo un risultato così.

Il mio Campionato Assoluto non è stato dei migliori, con il tempo che ho nuotato non sarei neanche in staffetta ora come ora. Diciamo che questa densità di atleti nei 100 stile non mi avvantaggia sicuramente, non ho la consapevolezza che mi caratterizza nei 100 dorso. Però è stimolante! Sei spinto a migliorarti perché sei vuoi eccellere a livello internazionale i 49″ non bastano proprio! Parliamo di decimi e di centesimi, ma la distanza dei 100 si caratterizza proprio su questo.

Si sta spingendo parecchio su questa gara, sia a livello assoluto che a livello giovanile! Però è stimolante!

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