Adrian Rădulescu: “con David curiamo i dettagli”.

Durante la XXXVI edizione dei Campionati europei di nuoto a Roma, abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Adrian Radulescu, tecnico del campione mondiale ed europeo in carica nei 100m e 200m stile libero: David Popovici.

Buongiorno Adrian e grazie per il tuo tempo. Una stagione davvero intensa fra attività giovanile e assoluta, ci confermi la partecipazione di David anche al Campionato mondiale in vasca corta di Melbourne a dicembre? 

Grazie a voi. Al momento stiamo considerando la possibilità di gareggiare a Melbourne. Non dimentichiamo che ci saranno anche i mondiali junior tra agosto e settembre. Poi dovremmo assolutamente iniziare una fase di riposo e recupero, perché è stata una stagione molto intensa. Quando riprenderemo ad allenarci decideremo insieme se partire per l’Australia oppure no.

Nel caso in cui doveste andare a Melbourne, è possibile fra i vostri obbiettivi stagionali l’oro mondiale e magari anche al primato del mondo in vasca corta nei 100 stile libero?

Se dovessimo andare sicuramente David gareggerà nei 100 e 200 stile libero. Non penso alla buona uscita di un record del mondo. Perché in vasca corta la preparazione è completamente diversa. Abbiamo già gareggiato in meeting internazionali in vasca corta, ma dopo aver programmato una prestazione da record del mondo in lunga è estremamente difficile replicarla in vasca corta. Serve molto lavoro specifico e in due mesi si rischia di fare le cose di fretta.

Abbiamo visto David nuotare in vasca e possiede un ottimo equilibrio, insieme ad una grande capacità di gestire la gara in tutti i suoi aspetti. Confermi?

Sì, David possiede una buona tecnica di nuotata e un’ottima capacità di accelerazione sui 100 metri nella vasca di ritorno. Lavoriamo ogni giorno sulla  tecnica e sappiamo benissimo che David è forse l’atleta più magro in gara. Abbiamo ribaltato questa situazione fisiologia a nostro favore curando e costruendo una nuotata più funzionale per il suo fisico e lavorando sulla velocità nei passaggi chiave, come virate e subacquee.

Abbiamo notato quanta energia e velocità David esprime in virata e in subacquea, anche allo start è così?

La partenza è una cosa molto importante, ma è solo un segmento della gara. David non ha delle gambe forti e potenti e non ha una partenza esplosiva come quella di alcuni nuotatori (es. Benjamin Proud). Noi dobbiamo costruire soprattutto in base alla fisiologia di chi abbiamo davanti. Con David curiamo i dettagli. Curiamo lo spostamento del peso al momento giusto, l’utilizzo di angoli e leve di forza vantaggiose che gli permettano di essere il più competitivo possibile.

A Roma abbiamo visto gareggiare David anche nei 400m. Potrebbe diventare la sua terza distanza?

Sì, prima di Roma abbiamo provato solamente in due eventi internazionali di vasca corta: Kazan e Abu Dhabi. David nuota bene, e ha una buona resistenza. Deve imparare rimanere concentrato e preservare le energie. Volevamo provare a nuotare i 400 in un meeting internazionale in vasca lunga e penso possa essere competitivo anche su questa distanza.

Ci soffermiamo molto a vedere un record nel mondo e una medaglia d’oro, ma David è sempre e comunque un ragazzo. Quanto è importante il supporto mentale in questi momenti?

È molto importante. David per avere diciassette anni è un ragazzo molto serio e sa cosa vuol dire sacrificarsi ogni giorno. Tante persone si meravigliano quando vedono un record del mondo o una medaglia d’oro. C’è un team che lo supporta e David ha una grande etica del lavoro.

 

Articolo a cura di: Silvia Scapol & Stefano Francesco Viola

ph. David Popovici și Adrian Rădulescu. Credit Facebook

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