Australia: correva l’anno 1858

Charles Steedman a 70 anni.

un campionato del mondo nel nuovo mondo

Il 9 Febbraio 1858, a Saint Kilda, un sobborgo balneare a sei chilometri da Melbourne, nello stato australiano del Victoria, si svolse una gara di nuoto denominata “Campionato del Mondo”. Saint Kilda era un posto particolarmente adatto ad eventi del genere. Da anni, infatti, esistevano bagni privati con tanto di vasche d’acqua salata che permettevano di nuotare nell’oceano in sicurezza (c’erano gli squali) e lontani da sguardi indiscreti (si nuotava senza costume, naturalmente solo uomini).  L’anno prima era stata anche inaugurata una linea ferroviaria che collegava la località a Melbourne che la rendeva facilmente raggiungibile. Non è strano trovare un campionato del mondo in un luogo così decentrato. All’epoca, infatti, qualunque istituzione che avesse un po’ di affiliati poteva inventarsene uno. Non c’erano regole e non c’erano organizzazioni che avessero la forza di decretare diritti su questo titolo.  Bastava la presenza di qualche straniero e la competizione planetaria era fatta.

100 iarde

La gara di quel 1858 si svolse sulla distanza delle 100 iarde, la classica misura della velocità nel mondo anglosassone, poco meno dei nostri 100 metri. A vincerla fu un australiano, un certo Jo Bennett che veniva da Sydney. Dietro di lui arrivò un nuotatore inglese che rispondeva al nome di Charles Steedman.

Steedman

Stranamente sappiamo molto di più di Steedman che di Bennet. Infatti la sua storia ci è arrivata come storia di un personaggio davvero singolare. Particolarmente adatto ad una trama da romanzo vittoriano. Di lui sappiamo molto perché scrisse molto. Sappiamo per esempio che era un interprete del sidestroke, l’evoluzione sul fianco della rana, e sappiamo che prima dell’evento di Saint Kilda era stato campione dello stato del Victoria più volte. Infatti Charles Steedman in quel momento era tutt’altro che inglese. Da quattro anni poteva vantarsi di essere un membro rispettabile e rispettato della nuova colonia britannica di Melbourne.

Londra

La sua vicenda umana era invece cominciata a Londra, ventotto anni prima, ed era quella di un uomo venuto dal popolo, che aveva fatto la scalata sociale grazie alle doti d’intelligenza e alla straordinaria forza di volontà. Aveva infatti studiato da autodidatta, in particolare matematica, latino e greco ed era stato capace di fare qualsiasi cosa per vivere. Aveva disegnato carte geografiche, fatto l’assistente farmacista, l’ebanista e aveva cominciato addirittura a costruire pianoforti. Nella sua seconda vita, quella di Melbourne, fu anche insegnante e giornalista. Il suo successo gli procurò il titolo molto borghese di “orgoglioso pagatore di tasse sul reddito,” cosa di cui si sentì molto orgoglioso e che gli diede il diritto di votare. All’epoca, infatti, anche nella democratica Inghilterra, poteva esprimere il suo voto solo chi vantava un reddito sufficiente ad essere tassato.

Nuotatore professionista

Naturalmente uno così aveva imparato a nuotare da solo. Lo aveva fatto a tredici anni e a 15 era già un nuotatore professionista in grado di vincere la somma principesca di 10 sterline in una gara da 400 iarde. Al tempo, però, le competizioni erano poco frequenti e la maggior parte delle gare erano incontri combinati tra due avversari, per cui le possibilità di fare entrate erano davvero poche. A 19 anni aveva battuto il campione d’Inghilterra G.Pewters, un maestro del sidestroke, anche se per allenarsi doveva accontentarsi degli spazi lasciati liberi dalle dieci ore che doveva al suo lavoro principale. Nel 1852 e nel 1853 batté anche Fredrick Beckwith, il campione, di nove anni più anziano di lui, che dopo la seconda sconfitta si rifiutò categoricamente di incontrarlo di nuovo. La cosa avvenne ai Campionati del Surrey Club, l’evento  considerato vero e unico Campionato d’Inghilterra dell’epoca. Con la vittoria ottenne anche la Cintura di Campione, un cimelio che custodì come un tesoro fino alla fine dei suoi giorni e che oggi è conservato in un  museo d’oltremare. Tra le tante cose che si raccontano di lui si dice anche che, grazie alla sua capacità natatoria, riuscì a salvare più di sessanta persone dall’annegamento.

in viaggio per il mondo

E’ chiaro che un tipo così non potesse star fermo in un posto. Infatti non lo fece. Partì per vedere “qualcosa del mondo” nel luglio del 1854, facendo un viaggio pieno di difficoltà e pericoli. Sulla nave che lo portava all’altro capo del mondo fu in balia di ‘forze tumultuose’ , affrontò onde gigantesche e visse in uno spazio, quello per i passeggeri, costituito da circa due metri di superficie comune, cuccette per dormire non più lunghe di un metro e venti e zero privacy. La cucina poi, fu un vero patimento. Le forniture navali di pietanze erano davvero miserabili e la cottura potete immaginarvi cos’era. Naturalmente si dovette anche accontentare di mangiare senza sedie, ne posate, ne piatti.

Australia

Gli ci vollero due mesi per arrivare in Australia. Approdò, decisamente provato, nella baia di Port Phillip, l’insenatura che oggi è totalmente circondata da Melbourne e dai suoi sobborghi. Il suo arrivo provocò l’agitazione immediata dei nuotatori locali, stuzzicati dalla sua fama di Campione d’Inghilterra. Ma Steedman era un pragmatico per natura e pur continuando a considerarsi un nuotatore, cercò subito di ottenere un lavoro a tempo pieno che gli desse stabilità e rispettabilità. Così perfezionò latino e greco e diventò insegnante. Nel tempo che rimaneva si occupava di pianoforti.

the manual of swimming

Nel 1867 pubblicò “the Manual of Swimming”, un libro di 270 pagine sul nuoto che ebbe un grande successo tra gli addetti ai lavori. Per la prima volta, infatti, i nuotatori potevano leggere qualcosa che non fosse la solita esercitazione letteraria sul nuoto,  ma  un vero manuale d’istruzioni con descrizioni dettagliate nate dall’esperienza. Nel libro si parlava anche di come nuotare in gara e di come allenarsi. Probabilmente si trattava del più alto contributo tecnico fatto allo sport del “nuotare veloce”. L’edizione di Londra uscì sei mesi più tardi e lo rese particolarmente popolare.

preside

Ad un certo punto Steedman divenne preside di scuola superiore, la Williamstown Grammar School. Fu nel 1870, quando affittò la scuola con un contratto di sette anni per salvarla dalla chiusura. Come preside  volle che i suoi studenti raccontassero di loro su un documento chiamato “The Schoolboy”, un eco  del famoso poema esperienziale di William Blake e da buon nuotatore  aggiunse lezioni di nuoto al curriculum degli studenti. A lui si deve anche la decisone di aprire la scuola alle ragazze.
Morì nel North Williamstown il 14 Giugno del 1901.

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