Solidarietà Olimpica: dalla nascita al giorno d’oggi, una storia raccontata da Pere Mirò

Pere Mirò entra a far parte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) nel 1992 su richiesta dell’allora presidente Juan Antonio Samaranch, con il quale, aveva lavorato a stretto contatto durante i Giochi di Barcellona. Guidato dai suoi valori e dalla sua passione per lo sport, oltre a condurre il Dipartimento della Solidarietà Olimpica, ha diretto il Dipartimento delle Relazioni con i Comitati Olimpici Nazionali (NOC) fino al 2019, anno del suo pensionamento. Grazie alla sua appassionata e variegata carriera è in grado di riflettere su quella che è stata la nascita della Solidarietà Olimpica e dei suoi cambiamenti.

Già nel 1896 Pierre de Coubertain, fondatore dei Giochi Olimpici moderni, era profondamente convinto che lo sport potesse essere usato non solo come mezzo di confronto sportivo ma anche come veicolo per difendere i valori che ancora oggi caratterizzano l’Olimpismo; il quale, insieme alla Solidarietà Olimpica, forma le basi su cui si fondano le Olimpiadi.

La storia della nascita della Solidarietà Olimpica inizia molto lentamente negli anni ’60. In quel periodo si iniziò a pensare alla necessità di una società che potesse aiutare nella promozione e nel supporto sportivo nei paesi sottosviluppati. In quegli anni non vi furono però numerosi progressi a causa della mancanza di risorse finanziarie che ostacolarono la realizzazione delle numerose idee proposte. Un grande passo in avanti venne fatto, tra il 1980 e il 1997, da Juan Antonio Samaranch che si interessò al programma e, grazie alle entrate economiche provenienti dai Giochi Olimpici di Los Angeles del 1984, la società iniziò progressivamente ad accumulare fondi. Le somme a disposizione aiutarono ad agire concretamente fornendo aiuti finanziari sia ai Comitati Olimpici Nazionali che agli atleti, ai quali, vennero destinate per la prima volta nella storia delle borse di studio.

Non solo l’incremento dei fondi rappresentò un cambiamento significativo, che possiamo osservare anche negli anni successivi, ma anche la gestione della società e dei suoi obiettivi subirono nel tempo delle modificazioni dettate dalla situazione storica del momento. Se inizialmente l’obiettivo primario della società era quello di aiutare economicamente coloro che partecipavano ai Giochi, si iniziò a comprendere che quell’aspetto non era sufficiente per adempire alle diverse esigenze e difficoltà di tutti i paesi.

Lo sport svolge un ruolo vitale nella nostra società attuale, nel 1992 ciò che contava per gli organizzatori dei Giochi era lo spettacolo sportivo. Al giorno d’oggi consideriamo i Giochi Olimpici e lo sport come strumenti che ci permettono di contribuire a migliorare la salute, a rispettare l’ambiente, a promuovere la parità di genere. L’approccio è molto cambiato e la visione di Pierre de Coubertin non si discosta di molto da quella attuale.

Nell’immagine Pierre de Coubertin

Foto ©deepbluemedia

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