Papà Pizzini, una nuova dimensione ed un progetto per i giovani

Luca Pizzini è da poco diventato papà di Leonardo.

L’arrivo di una bimbo porta inevitabilmente a un cambio di prospettiva: abbiamo chiesto all’atleta veronese, seguito da Matteo Giunta, come vive questo nuovo ruolo di padre, combinandolo con i suoi impegni da nuotatore.

Leonardo è quanto di più bello io e Sandra potessimo immaginare. Siamo pazzi di lui. La mamma è stata bravissima, adesso è tutto molto impegnativo perché è tutto nuovo anche per noi, ma siamo davvero felici. Sarà un Natale speciale in tre quest’anno.

Da un punto di vista sportivo non ero impreparato: con Matteo, il mio allenatore, avevamo già previsto che da metà ottobre sarei stato un pò meno presente negli allenamenti e più presente a casa per essere vicino a mia moglie Sandra e a Leonardo quando sarebbe nato. Fino a gennaio mi allenerò una volta al giorno in acqua, mantenendo inalterata la palestra. Sono tutti allenamenti orientati a mantenere una condizione fisica abbastanza alta. Poi da gennaio pianificheremo il percorso per i Campionati Italiani Primaverili di aprile, cercando anche la qualificazione per i Mondiali. Lo so che non sono più un ragazzino e l’età non è un dato trascurabile, ma mi diverto ancora ad allenarmi e a competere quindi non vedo il motivo per cui non dovrei provarci. 

La priorità in questo momento è la mia famiglia. Mi sono già reso conto di quanto totalizzante sia l’essere mamma: voglio essere di supporto come marito e come papà. E ho la fortuna che come atleta lo posso fare probabilmente più di altri. Ho la possibilità di gestirmi autonomamente e quindi riuscire a fare entrambe le cose. Devo imparare a gestire bene il tempo, ad organizzarmi meglio di quanto facessi prima. Mi sento fortunato perché posso godermi il mio piccolo e vederlo crescere. 

Avete già in programma per lui i corsi di acquaticità neonatale?

In realtà non ancora. Ora che l’argomento mi interessa mi sto documentando su quale sia il momento migliore per portarlo in piscina. Ma non abbiamo fretta. Lo vediamo già a suo agio facendo il bagnetto e questo per il momento basta. Non vogliamo essere precipitosi e avere fretta: ci sarà tempo. 

Essere diventato papà ti ha fatto pensare a un futuro come allenatore, passare al bordo vasca e relazionarti con ragazzini o bambini?

Ultimamente è una cosa a cui ho pensato. Il mio amico e compagno di squadra Luca Dotto mi ha coinvolto da un paio di anni nella sua Academy ed è stata un’esperienza davvero molto bella. Era divertente relazionarsi con i ragazzini più giovani, quelli tra gli otto e i dodici anni. Mi ha colpito molto, soprattutto il primo anno, vedere come alcuni di loro abbiano veramente voglia di apprendere, imparare e migliorarsi. 

Qui a Verona era da un pò tempo che c’era l’idea di attivare un progetto simile e così, prima di vestire i panni dell’allenatore vero e proprio, voglio provare a fare l’atleta che mette a disposizione degli altri le proprie esperienze. Sarà principalmente incentrato sulla rana ma non solo, e credo che per i ragazzi possa essere una bella esperienza, un di più che li può aiutare  a crescere.

Luca Pizzini of Italy competes in the 200m Breaststroke Men semi Final during the swimming XXVI LEN European Championships in Roma, August 13th, 2022.
Photo Andrea Staccioli / Deepbluemedia / Insidefoto

 

Come sarà strutturato?

Le idee sono molte e ambiziose: per il momento vorrei concentrarmi su Verona e dintorni. Se poi l’esperienza è positiva sarebbe bello allargarsi, sia geograficamente che anagraficamente. Portare a Verona ragazzini da più parti d’Italia e di diverse fasce d’età. Sarebbe molto bello poterlo estendere in futuro anche ad atleti master e praticanti del nuoto non agonistici.

Come prima proposta ci focalizzeremo su un giorno e mezzo, quindi più che un camp lo potremmo definire un workshop. Lo proporrò a inizio gennaio, nello specifico il 6 e il 7. Ci tenevo a farlo prima che cominciassero le gare a livello giovanile, in modo che i ragazzi possano applicare quanto appreso anche nel loro percorso quotidiano. Vorrei riuscire a combinare l’apprendimento con il divertimento. 

È molto interessante anche per i tecnici, non solo per gli atleti. Che pensi?

Sicuramente. Da atleta ho imparato che il confronto è uno degli aspetti che ti permette di crescere. Credo che anche per un allenatore sia così. Ne ho parlato con qualche tecnico ed effettivamente ho riscontrato un certo interesse. Questo mi ha fatto molto piacere perché significa che il confronto è qualcosa di sentito e di cercato. Inoltre credo sia fondamentale capire il perché si fanno le cose, l’obiettivo che ognuno si prefigge e il percorso per raggiungerlo.

Mi auguro che possa essere l’inizio di un percorso, che non voglio fare da solo ovviamente, ma insieme a ragazzi e tecnici motivati e interessati. Il confronto fa crescere, sempre e tutti. 

 

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