Inghilterra 1874: Jones e lo stile del nord

 

Immagine e tomba di Thomas Jones nel cimitero di Holbeck

 

Nell’ormai famoso campionato del miglio che si faceva alle Serpentine, il lago di Londra, il 3 agosto 1874 s’impose un certo Thomas Jones, della classe 1850. Il 12 settembre dello stesso anno  Jones vinse anche il miglio che si faceva sul Tamigi. Così attirò su di sé l’attenzione di tutti i nuotatori. La sua fama, però, non veniva solo dalle vittorie. Infatti faceva qualcosa di diverso dagli altri mentre nuotava. Qualcosa che andava capito meglio.

Stile del nord

Nel suo over, Jones aveva cambiato il colpo di gambe. Invece di usare il classico movimento del breastroke, piegare le gambe coi piedi uniti, aprirle e chiuderle distese per spingere indietro il famoso “cuneo d’acqua”, partiva con due gambe piegate e aperte che chiudeva come una forbice, con un colpo secco. Lo stile con mano fuori e “scissor kick“, fu immediatamente battezzato “stile del Nord”. Il fatto era che Jones era di Holbeck, un posto ben a nord rispetto a Londra e che altri nuotatori di quel posto facevano come lui. Dato che i “nuotatori del nord” erano classe operaia, mentre quelli di Londra erano gentlemen, o per lo meno borghesi, probabilmente la dicitura velava un certo disprezzo, oltre alla solita diffidenza per il nuovo.

scissor kick

Lo “scissor Kick” però, fu subito adottato da molti, perché era molto vantaggioso. Verso fine secolo venne usato anche nel Trudgen, che divenne così uno stile molto veloce. Oggi questa variabile è ancora patrimonio dei pallanuotisti, che la usano per fare le ripartenze. Molti nuotatori la usano invece in forma ridotta e in maniera inconsapevole, per compensare la perdita dell’allineamento.

vittorie

Con la sua tecnica Jones vinse molte gare. S’impose sette volte nel campionato di durata del Tamigi, sul miglio, due volte nel 1876 e tre nel 1877. Nell’ultima occasione fece 25 minuti 2 secondi e 3/4, che era considerato un tempo notevole. Nel 1875 vinse anche nel bacino di Edgbaston, a Birmingham, mentre nel 1876 conquistò le 1000 iarde nel lago Waterloo, in 15 minuti 56 secondi e 3/4. Il 3 settembre 1881 sconfisse Willie Beckwith di Londra, della famosa famiglia di nuotatori-imprenditori, nelle 500 iarde. Il fatto avvenne ancora nel famoso lago Waterloo di Leeds, il luogo in cui alcuni anni dopo, batté anche James Finney nel  quarto di miglio, la sua ultima prestazione in un campionato nazionale.

Olimpiadi

A 50 anni Thomas Jones partecipò anche alle Olimpiadi. Fu a Parigi, nel 1900. All’epoca faceva l’istruttore di nuoto della Leeds School Board e allenava il Leeds Dolphins Swimming Club. Come voleva il suo status di fondista, prese parte alla gara dei 4000 metri. Superò le batterie, ma fu eliminato nella terza semifinale, la gara vinta dal nostro Fabio Mainoni in 1 ora 25 minuti e sei decimi. Il vincitore dell’oro fu invece un inglese come lui, John Jarvis, che usava lo stesso over con la tecnica a forbice. Jarvis era un vero fuoriclasse e divenne un maestro indiscusso di questo stile. A lui dobbiamo l’arrivo dell’over in Italia, grazie alla tournee che fece nel 1901 nelle principali città italiane. Nei 4000 di Parigi Jarvis vinse  staccando tutti, con un tempo di 58 minuti e 24 secondi.

E.T. Evan

“E. T.” Evan Jones, il nome con cui era conosciuto il nostro Thomas, fu  sicuramente uno dei migliori fondisti del mondo e lo fu per più di 15 anni. Anche il famoso capitano Webb, quello che attraversò il canale della Manica a nuoto nel 1875, diventando una leggenda, lo considerava il nuotatore più veloce  che avesse mai visto. Jones era di Holbeck, vicino a Leeds, vi era nato il 7 maggio del 1850. D’altezza misurava 5 piedi e 5 pollici, circa un metro e  65 cm e nella forma migliore pesava 10 pietre, praticamente 65 kg. Insomma, era non era certo un gigante. Eppure fu senza dubbio uno dei migliori nuotatori della sua epoca e forse fu il migliore. Morì il 3 marzo 1904 all’età di 54 anni e il suo necrologio lo ricorda come “Campione del mondo di nuoto“, anche se nessun evento aveva potuto davvero dichiararlo tale.

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