Team Trezzo Sport: piccole realtà crescono.

Spesso si è portati a pensare che solo grandi realtà, grandi organizzazioni, possono fare grandi cose.

Fortunatamente non è così. La maggior parte degli eventi si sviluppa da qualcosa di piccolo: un viaggio inizia con un passo, la vita inizia con un respiro… una gara di nuoto inizia con una bracciata.

Piccole realtà natatorie possono arrivare a grandi risultati. È il caso di Team Trezzo Sport, una realtà di provincia che nella scorsa Coppa Brema è approdata nella serie A1. Ne abbiamo parlato con Davide Conconi, capo allenatore della società, che per primo si è tuffato in questa sfida e ci ha creduto.

Volere è potere. E con volontà, sacrificio e dedizione si può arrivare lontano. 

È stato un risultato totalmente inaspettato. Non eravamo focalizzati sulla A1, ma siamo felicissimi di questo risultato. Tutto è cambiato nel momento in cui, insieme alla mia compagna Franca Bosisio, sono diventato gestore dell’impianto e lei presidente della società. Con la precedente società Tritium Nuoto asd pagavamo il classico affitto delle corsie, ma questo ci impediva di avere numeri consistenti, perché lo spazio era limitato, e di avere le condizioni ideali per poter far crescere gli atleti. I ragazzi spesso dovevano nuotare dalle 8 alle 10 di sera e il più delle volte in una corsia. Eravamo sostanzialmente in balia della volontà e delle esigenze di chi ci ospitava.

Da una passione ne è nato a tutti gli effetti un lavoro, e piano piano abbiamo deciso di fondare la nostra società. Questo ci ha permesso di agire in maniera più libera: avere qualche spazio in più, avere orari consoni a quelle che erano le esigenze dei ragazzi, poter creare una fascia temporale in cui in vasca ci sono solo gli atleti.

Ritieni quindi che essere anche gestore facilita la messa a terra di molti progetti.

Assolutamente. Essere gestori ci ha permesso non solo di creare degli spazi dedicati per gli atleti, ma di poter lavorare con qualità a cominciare dalla Scuola Nuoto. Poter formare i propri istruttori e creare con loro un’unione di intenti è la base per poter crescere. Siamo una realtà piccola, in cui tutti si sentono coinvolti, responsabili, e pertanto parte integrante del risultato. È un lavoro di squadra a tutto tondo: sono loro i primi a voler lavorare bene e quindi a individuare qualche ragazzino da indirizzare all’agonismo.

Non avendo spazi infiniti (il nostro impianto è a cinque corsie, adattato a sei) ci siamo resi conto che lavorare con qualità a partire dalla Scuola Nuoto ci permetteva di ottimizzare le risorse e le tempistiche. Una buona Scuola Nuoto è la base per i futuri atleti, se l’istruttore lavora bene, l’allenatore è facilitato nel suo compito e quindi si crea un virtuosismo che può portare a buone cose.

Hai messo in evidenza un aspetto molto significativo: uno scollamento importante tra il gestore e il tecnico che opera a bordo vasca. Tu stesso hai raccontato che la vostra crescita c’è stata nel momento in cui queste due figure si sono fuse in un’unica realtà.

Purtroppo è così. Comprendo perfettamente le dinamiche che portano un gestore a operare determinate scelte: le società non si sostengono sui buoni propositi, serve anche il riscontro economico. Però credo che si dovrebbe essere più lungimiranti. Avere una buona Scuola Nuoto che porta anche a dei buoni risultati a livello agonistico è forse il primo veicolo pubblicitario per la società. Inoltre è un percorso che fidelizza: l’atleta quando finirà di gareggiare diventerà forse istruttore, forse utente, e questo alimenta il movimento sotto tutti i punti di vista.

Come è stato vissuto questo risultato dal tuo Team?

È stato un risultato che li ha resi incredibilmente felici. Ma siamo consapevoli che questo non è l’obiettivo che ci eravamo prefissati. È un risultato che è stato interpretato come una conferma del fatto che siamo sulla strada giusta. Sicuramente ci da una spinta notevole per andare avanti. I ragazzi sono felici di nuotare all’interno di un Team che sta lavorando bene e porta a buoni risultati: questo fa bene all’autostima (loro e nostra) e ti porta ad alzare l’asticella.

E come lo ha vissuto il tuo Staff?

Sono felicissimi, perché tutti si sono sentiti parte del risultato. Ognuno sa di aver in qualche modo contribuito. L’allenatore da solo non va da nessuna parte: c’è bisogno di tutti e ognuno cerca di svolgere il suo compito al meglio. C’è una cosa che mi dispiace ed è il fatto che a volte le amministrazioni comunali non danno grande importanza a questi risultati, non comprendendo che questa crescita è crescita anche per loro. Avere ragazzi che praticano sport con buoni risultati è un valore aggiunto, è un esempio da seguire, è sperare in un futuro migliore perché questi ragazzi sono cittadini e saranno gli adulti di domani.

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