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Scienza e sport
Allenare oggi: un mestiere ad alto rischio psicologico. Allenare gli altri, dimenticando sé stessi.
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Un nuovo centro di eccellenza per la scienza del nuoto a Porto.
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All’Università di Stirling il nuoto incontra l’intelligenza artificiale.
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Le date del XV Simposio Mondiale: "Biomechanics and Medicine in Swimming".
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Scienza e tecnologia in vasca all’ECSS 2025 di Rimini.
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Singapore. Intelligenza artificiale e droni al servizio degli allenatori
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In arrivo ECSS Rimini 2025. Workshop sul nuoto ed altro. Ultimi posti disponibili.
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Australia. Tecnologia, dati e visione. "La nostra corsa verso la luna"
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Rimini. European Congress of Sport Science (ECSS). Workshop sul nuoto.
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Svolto il Convegno del Centro Ricerche Mapei Sport. “Allenamento, Recupero e Performance: nuovi approcci metodologici”
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Collaborazione Federnuoto e Università di Bologna.
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Il modello sportivo multilaterale e constaint-led approach
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PROKE. L'app per rilevare le misure del corpo, anche da remoto.
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Swimming Australia. Training Insights: la nuova tecnologia in allenamento.
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Dalla coordinazione al linguaggio, benefici trasversali oltre la sicurezza acquatica.
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Nelle ultime ore stanno circolando sui social alcuni caroselli educativi che rilanciano informazioni tratte dallo studio Early-Years Swimming, condotto dalla professoressa australiana della Griffith University, Robyn Jorgensen, e pubblicato nel 2013. Siamo andati direttamente alla fonte per ricostruire in modo completo e accurato il quadro di quella che rappresenta una delle ricerche più ampie mai realizzate sul nuoto nella prima infanzia.
Durato quattro anni, il progetto ha analizzato se i bambini sotto i cinque anni che partecipano a programmi di nuoto sviluppino benefici che vadano oltre le semplici abilità acquatiche, esplorando in particolare l’impatto sullo sviluppo cognitivo, fisico e sociale.
Il punto di partenza è legato alla sicurezza: imparare a nuotare precocemente è fondamentale, soprattutto considerando che l’annegamento rappresenta una delle principali cause di morte nei bambini piccoli. Tuttavia, i ricercatori si sono chiesti se il nuoto potesse avere un impatto più ampio sullo sviluppo globale del bambino.
Per rispondere a questa domanda, lo studio ha utilizzato un approccio articolato. Da un lato è stato condotto un ampio sondaggio su quasi 7.000 famiglie, in cui i genitori hanno indicato le tappe di sviluppo raggiunte dai figli. Dall’altro, per evitare possibili distorsioni dovute alla percezione dei genitori, un gruppo di bambini tra i 3 e i 5 anni è stato sottoposto a test standardizzati internazionali per valutare capacità motorie, cognitive e linguistiche. A questo si è aggiunta un’analisi degli ambienti e dei metodi didattici delle scuole nuoto.
I risultati sono particolarmente significativi. I bambini che praticano nuoto fin dalla prima infanzia tendono a raggiungere molte tappe dello sviluppo prima rispetto ai coetanei. Questo non riguarda solo le capacità fisiche — come equilibrio, coordinazione e controllo del corpo — ma anche aspetti più complessi come il linguaggio, il ragionamento matematico, la comprensione e la capacità di seguire istruzioni. In molti casi, questi bambini risultano avanti di mesi, se non anni, rispetto alla media della popolazione di riferimento.
Un aspetto interessante è che questi benefici si osservano indipendentemente dal contesto sociale o dal genere, suggerendo che l’effetto non è legato solo a fattori socio-economici. Inoltre, molte delle competenze sviluppate — come l’ascolto, l’attenzione, l’autoregolazione e la capacità di apprendere istruzioni — sono direttamente trasferibili al contesto scolastico, facilitando l’ingresso e l’adattamento alla scuola.
Lo studio introduce anche il concetto di “adding capital”, cioè l’idea che il nuoto contribuisca ad arricchire il bambino non solo sul piano motorio, ma anche su quello cognitivo, sociale e linguistico. In pratica, il bambino accumula competenze che possono essere utilizzate in altri contesti di apprendimento.
Non mancano però alcune limitazioni: la qualità dell’insegnamento e dell’ambiente delle scuole nuoto è molto variabile, e i benefici dipendono fortemente da questi fattori. Inoltre, alcune abilità specifiche, come la manipolazione di oggetti (ad esempio giochi con la palla), risultano meno sviluppate rispetto ad altre.
In sintesi, lo studio suggerisce che il nuoto precoce non è solo uno strumento di sicurezza, ma può rappresentare un vero e proprio acceleratore dello sviluppo globale del bambino, con effetti positivi che si estendono ben oltre l’acqua e che possono influenzare anche il percorso educativo futuro.
Istituzioni sportive
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