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1910: un campionato nazionale sui 200 misti
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1909: Uno strano Campionato del mondo sulla Senna
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Arriva il “Duca” e salva l’american crawl
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1908: una federazione mondiale per gli Amateur
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Daniels e il “Six Beat American Crawl”
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1907: anche in Spagna un campionato di nuoto.
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La tristezza degli Enhanced Games
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Gus Sundstrom e lo Swordfish Glide
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1906: una federazione anche per la Svizzera
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Frank Sullivan e il “Trudgen Crawl” alla Chicago.
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1905: un ungherese a Londra
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Trudgen punto due
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1904: gare artistiche ai Campionati Italiani
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All’inizio del Novecento La Gazzetta dello Sport provò a replicare nel nuoto il successo del Giro d’Italia.
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Nella foto: Podio dei campionati europei di Roma del 1911: Auguste Maas, Enrico Rossi e Cencio Altieri.
Anche in Italia i giornali sportivi capirono presto che la loro diffusione dipendeva da grandi eventi agonistici. Se non ce n’erano in atto, bisognava inventarli. D’altro canto lo sport aveva bisogno dei giornali per essere raccontato. Società e federazioni, oltretutto, non erano abbastanza strutturate per avere programmi all’altezza di quello che proponevano. Né erano in grado di reperire forze per presentarsi al pubblico in maniera adeguata. Così veniva bene che qualcuno sopperisse alle loro difficoltà. La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo più amato dagli italiani, nato a Milano nel 1896, capì subito la questione e raccolse l’esempio dell’“l’Auto” di Parigi. Così nel 1909, fece nascere il “Giro d’Italia”. L’idea di una corsa a tappe in Italia, fu di Tullo Morgagni, Armando Cougnet e Eugenio Camillo Costamagna, tre pilastri del giornalismo meneghino. Costamagna, che era il direttore storico del giornale, pensò anche che, come avevano fatto i francesi, si potesse fare qualcosa anche col nuoto.
Campionato Europeo
L’Auto, dopo sette anni di Tour de France, nel 1910, aveva messo in piedi un campionato mondiale di nuoto di un certo successo. La Gazzetta, dopo due anni di Giro d’Italia, nel 1911, ne avrebbe organizzato uno Europeo. La gara si sarebbe fatta a Roma e sarebbe stata una prova di lunga durata. Il Tevere, era perfetto per gareggiare, come lo era la Senna per Parigi. Cinquantatré chilometri garantivano l’epopea necessaria a infiammare il pubblico e il tempo per seguire gli atleti dalle sponde monumentali del fiume, in buona parte ultimate. Il tutto sarebbe avvenuto il 29 luglio del 1911.
Defezioni
L’organizzazione ce la mise tutta per far bene. L’invito fu spedito a tutti i migliori nuotatori d’Europa, soprattutto francesi, belgi e olandesi. Ma tutti sembravano impegnati. Anche lo spostamento al giorno sei del mese successivo, non riuscì a garantire una partecipazione all’altezza. Neanche degli italiani. Mario Massa, per esempio, il più forte di quel momento, optò per un’altra gara, la Villafranca Nizza, gara che tra l’altro vinse. L’unico straniero a presentarsi fu un belga che si chiamava Auguste Maas1.
Auguste Maas
Pur non essendo uno dei campioni più celebrati, Maas aveva la sua buona reputazione da fondista. Nel 1907 aveva vinto un “campionato del mondo” a Ostenda, nel suo paese. Si trattava, è vero, di un evento di secondaria importanza, ma aveva gareggiato Jhon Jarvis, il grande campione di Parigi e Auguste lo aveva battuto. Maas si era anche distinto nella famosa Traversata di Parigi per Amateur. Nel 1906 e nel 1907 era arrivato terzo, dietro a Jarvis e a Piet Ooms, un olandese molto popolare nel suo paese. Nel 1909 e nel 1011 era arrivato secondo, tutte due le volte dietro allo stesso Ooms. Maas gareggiava per i colori dell’Koninklijke Zwem Club, la squadra più prestigiosa di Anversa.
La gara
Il Campionato Europeo di lungo corso, come fu chiamato dai giornali, si svolse il 6 di agosto del 1911. Fin dalle prime battute fu chiaro a tutti che Maas avrebbe fatto gara a sé. Si staccò dagli altri contendenti e se ne andò tutto solo. Il Corriere della sera scrisse che quella facilità si doveva al fatto che venendo dal centro Europa, era molto più adattato alle temperature fredde. Ma era evidentemente una scusa, a giustificazione di una differenza troppo marcata sugli atleti italiani. Maas comunque arrivò al traguardo, posizionato nel cuore di Roma, dopo 7 ore, 34 minuti e 34 secondi. Dietro di lui, tormentato dai crampi, si piazzò Enrico Rossi2, nuotatore della Rari Nantes Genova, in 8 ore, 5 minuti e 3 secondi. Un vero abisso. Terzo si presentò Vincenzo Altieri3 della Società Romana di Nuoto, in 8 ore, 15 minuti e 10 secondi. Quarto fu un certo Raffaello Montalboddi, della società Partenope di Napoli, che arrivò venti minuti dopo il romano.
Epilogo
Il pubblico presente fece fatica a entusiasmarsi. La gara fu tutt’altro che una contesa. Va ricordato, però, che i livelli di allenamento rendevano quelle gare delle vere prove di sopravvivenza. I nuotatori finivano sempre ai limiti delle forze. Ma le condizioni degli atleti non bastavano a fare delle storie se non c’era stata la lotta. Non facevano vendere. Per gli organizzatori la delusione fu cocente. Così l’anno successivo non si fece più nulla.
1 Martinus Augustinus Franciscus "Auguste" Maas era nato il 21 agosto del 1887 ad Anversa. All’epoca del Campionato europeo di Roma aveva quindi 24 anni. Gli amici lo chiamavano Gust. Fisico rotondetto, non proprio corrispondente all’atleta che pensiamo oggi, era però molto performante nelle gare di durata per la sua resistenza. Nel 1906 lo troviamo sul podio della Traversata di Parigi, una gara molto seguita dal pubblico, che preferiva però la gara dei professionisti, quella che aveva premi migliori e atleti più forti. Nella stessa gara salì sul podio anche nel 1907 nel 1909 e nel 1911. Risulta iscritto anche ai Giochi Olimpici di Londra del 1908, nella gara dei 1500 metri, ma non appare negli ordini di arrivo. Morì ad Anversa nell’aprile del 1959.
2 Enrico Rossi nacque a Genova il 16 luglio del 1881. Fu soprattutto un nuotatore di fondo, ma anche un pallanuotista e un calciatore. Come nuotatore ottenne due titoli italiani. Uno nel miglio ad Arona nel 1903 e uno sugli 8 chilometri a Stresa, nel 1911. A Lecco nel 1904 fu sul podio al terzo posto quattro volte. A Pallanza, nel 1906, due volte. Era noto come nuotatore impavido, competitivo soprattutto in situazioni proibitive. Fu tenente di fanteria nella prima Guerra Mondiale e mori sul Carso durante la decima battaglia dell’Isonzo. Per l’eroismo fu decorato con la medaglia d'argento al valor militare ma il suo corpo non fu mai ritrovato.
3 Vincenzo Altieri, detto Cencio, nuotava per la Società Romana di Nuoto. Era nato infatti a Roma il 30 luglio 1877 e si distinse sempre come nuotatore del suo fiume. Nel 1895 si piazzò secondo nella "Grande Coppa del Comune", proprio nel Tevere e nel 1900 fu secondo nella 15 km sempre sul Tevere. Nel 1910, ancora sul Tevere, conquistò il record mondiale di nuoto fluviale sui 60 km, con il tempo di 9 h e 43'. Poi si trasferì in Francia per tentare la fortuna nel nuoto professionistico, ma la cosa non gli portò fortuna. Dopo un tentativo fallito di superare la Manica a nuoto tornò nella sua città. Morì, quasi centenario, il 1°aprile 1977 a Roma.
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