La Scandone dal nuovo volto

Tradizione e modernità si fondono in una dimensione unica nella piscina Scandone di Napoli. Cala il sipario sul teatro della trentesima edizione delle Universiadi, una manifestazione positiva per gli azzurri impegnati nelle competizioni e per la città, che ha guadagnato un impianto tutto nuovo.

Risale al 1960 la piscina Scandone, affacciata su Viale Giochi del Mediterraneo nel cuore di Fuorigrotta. In occasione della manifestazione ha subito un intervento di riqualificazione che ha preservato lo scheletro originario, un’evoluzione che non ha intaccato la storia: la struttura ha conservato pienamente il suo fascino e le storiche gradinate in marmo bianco.  “Il piano vasca è stato rinnovato totalmente, è stato installato un impianto d’areazione e di illuminazione tutto nuovo. Sono stati montati anche dei led, in grado di creare giochi di luce spettacolari e un equipaggiamento dalla più raffinata tecnologia” ha rivelato Luca Piscopo.
Una vera corsa contro il tempo, che però ha dato i suoi frutti: “l’architetto è stata davvero in gamba. I lavori sono iniziati a dicembre 2018. Tutto l’intervento è stato portato a termine a tempo di record, considerando che il 29 giugno sono arrivati i primi atleti in vista delle competizioni”.
E poi la grande novità, la vasca esterna. Piscopo la descrive così:”una tensostruttura, con possibilità di scoprirla durante l’estate. Omologata per competizioni internazionali, ha le stesse dimensioni di quella interna, con blocchi e corsie di ultima generazione”.

E adesso? “La piscina è del Comune. Noi come Federazione abbiamo fatto una proposta in merito alla gestione, ma stiamo aspettando un riscontro“. Tutto da definire.

Napoli ha sfoggiato il proprio gioiello dal nuovo volto in mondovisione ed è stato apprezzato. Sono le cifre a dimostrarlo: impianto sold out durante le Universiadi, piscina gremita e tribuna infiammata. Il tifo del pubblico italiano è unico.

La tribuna gremita

La stessa Silvia Scalia, oro e bronzo nei 50 e 100 dorso lo conferma: “quando ho sentito il mio nome accompagnato da urla, non ho potuto fare a meno di sorridere. Di solito non succede mai, rimango impassibile e concentrata, ma in un contesto così era impossibile trattenere l’emozione. Atmosfera unica.


Il boato per Silvia Scalia (medaglia di bronzo) nel finale di gara dei 100 dorso.

Proprio come il claim della manifestazione: #beunique. E su questo noi italiani non abbiamo rivali. Unici.

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