Il ritorno di Ryan Lochte: sono un uomo migliore

Quattordici mesi, una seconda figlia e un soggiorno di sei settimane in clinica riabilitativa per alcolisti dopo, Ryan Lochte torna a gareggiare ai Phillips 66 US National Championships 2019 ed ha incontrato la stampa.

“La riabilitazione mi ha aiutato a rimettere le cose nella giusta prospettiva. Sono una persona diversa. Avevo bisogno di aiuto, ora sono un uomo migliore” confida Lochte, che compirà 35 anni domenica e che ha trascorso il periodo della squalifica prendendosi cura della sua famiglia – sua moglie Kyla, i figli Caiden (2 anni) e Liv (2 mesi).

“È meraviglioso essere genitori. Ogni volta che guardo i miei figli vado in estasi. Per la prima volta sento che la mia vita è completa. Sono felice”.

Ma al puzzle mancava un pezzo – le competizioni. “Gli ultimi anni sono stati difficili, ma ora è bello essere qui a gareggiare. Non ho più niente da dimostrare, lo faccio per me e per la mia famiglia. Il mio obiettivo principale è qualificarmi per Tokyo 2020, e magari salire sul podio. Mi diverto come non mi capitava dal 2012. Per la prima volta posso dire che vado ad allenarmi con il sorriso, e lo devo a mia moglie e ai miei figli”.

Lochte, che si allena in Florida con Gregg Troy, è iscritto a sei gare: 100-200 stile libero, 100 farfalla, 100 dorso, 200-400 misti.

“Le nuove generazioni sono veloci. È incredibile vedere di cosa sono capaci. Per me è una grande sfida”.

Lochte rientra da una squalifica per utilizzo improprio (infusione) di sostanze non proibite.

“Ho sbagliato. Mio figlio e mia moglie erano in ospedale malati, e io volevo rimanere in salute per allenarmi, così mi sono sottoposto a una infusione di vitamina B12. Non è un comportamento corretto, e giustamente ho pagato. Questi campionati nazionali per me rappresentano un punto di svolta. Sono tornato e devo scoprire quanto valgo. Mi aspetta un anno molto lungo”.

Ph. ©G.Scala/DeepBlueMedia

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