Cate Campbell per Women’s Health

“Se non mi metto in una situazione in cui il fallimento è possibile, allora non sono in una situazione in cui il successo è possibile”. Questo il sottotitolo dell’intervista di Cate Campbell  – sorella di Bronte – rilasciata al magazine Australian Women’s Health nel corso di un servizio fotografico in uscita nel numero di novembre.

Si legge sull’articolo in oggetto, che la 27enne Cate, fuoriclasse del nuoto australiano  – alta quasi un metro e novanta – sia entrata nello studio fotografico con un libro che spuntava dalla zaino: “The Subtle Art of Not Giving A F*ck: A Counterintuitive Approach to Living a Good Life”, un best-seller di auto-aiuto per risolvere e capire i propri problemi, concretizzare i propri desideri e realizzare sé stessi, scritto dal guru Mark Manson, segue la copertina e una dichiarazione della Campbell.

“Adoro capire come funziona il cervello. Rafforza l’idea che non si tratta di ciò che hai, ma riguarda ciò che fai e le persone con cui lo facciamo. Questo rende uno stile di vita felice. 

La tre volte olimpionica si è allontanata dal nuoto agonistico dopo una deludente partecipazione ai Giochi del 2016 a Rio, per tornare in gara con ritrovata passione e rinnovate energie nel 2017 in cui ha vinto tre ori e un argento ai Gold Coast Commonwealth Games ed altri cinque ori e un PB nel 100 stile libero ai Campionati Pan Pacifici, nel 2018 ha vinto anche il premio dei media “Comeback of the year” e “Sportswoman of the Year” ai Women’s Health Women in Sport Awards.

Cate insieme alla sorella Bronte saranno in gara il 19 e 20 ottobre in Texas nel circuito dell’international Swimming League per gareggiare con il team “London Roar” di Adam Peaty e compagni.

Questo un passaggio dell’intervista.

“Fisicamente la pausa mi ha permesso di guarire. Tutti gli atleti sono “infortunati” … ed io non avevo mai dato il tempo al mio corpo di riposare completamente per potersi riprendere. Fisicamente adesso sto meglio di quanto non stessi prima del 2016. Anche questo ha aiutato il mio stato mentale. La pausa mi ha anche permesso di capire che sapevo fare bene anche le cose fuori dalla piscina.  Da quando avevo 16 anni gran parte della mia identità era legata al nuoto. È stato piuttosto piacevole fare un passo indietro e scoprire che ho ancora amici a cui piace uscire con me quando ho i capelli asciutti. ”

Questa la foto di copertina del magazine in uscita a Novembre.

Dal sito web www.womenshealth.com.au

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