ISL, antidoping e omologazione dei risultati

Durante un incontro tecnico precedente il match di Indianapolis, ISL ha annunciato che  a margine dei vari eventi sono previsti dei controlli.

Ricordiamo che ISL, pur non avendo formalmente un proprio programma antidoping, prevede la squalifica istantanea dei propri atleti in caso di positività riscontrata da altre organizzazioni.

A Indianapolis ISL si è appoggiata alla locale agenzia antidoping (USADA) e altrettanto farà negli altri paesi ospitanti. Sono stati condotti otto test, quattro per ogni giornata di gara. I nuotatori hanno un’ora di tempo dal momento della notifica per presentarsi nella sala controlli (salvo che non siano impegnati in altro evento, nel qual caso il tempo raddoppia).

Sono previsti controlli anche in caso di WR, come richiesto dal regolamento FINA per riconoscere i primati. In realtà FINA non dovrebbe riconoscere comunque i risultati ISL, avendo dichiarato di patrocinare esclusivamente manifestazioni organizzate secondo i propri regolamenti con almeno sei mesi di anticipo. Così non resta che attendere il primo record per capire come si regoleranno le istituzioni ufficiali. USA Swimming sembra intenzionata a ratificare il primato americano ottenuto da Katie Ledecky (nella foto) nei 400 stile libero, a 0.14 dal mondiale di Ariarne Titmus.

Ph. ©A.Masini/Deepbluemedia

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