Nuoto•com: uno stile di vita

Qualche segnale c’era già stato, ma oggi abbiamo il piacere di annunciare la collaborazione fra Nuoto•com e Nuoto Uno Stile di Vita, il sito di Federico e Lorenzo Prandi che nel giro di pochi anni è diventato un punto di riferimento per gli appassionati del nuoto agonistico e amatoriale. Siamo certi che i loro contributi saranno curiosi e coinvolgenti, com’è nel loro stile. Benvenuti a bordo!

Il capitano Matthew Webb & la prima storica traversata della Manica

Con il racconto di oggi vogliamo iniziare un viaggio nella storia del nuoto alla scoperta di miti dimenticati, di curiosità incredibili e di nuotatori leggendari che in tempi più o meno lontani hanno contribuito a rendere il nuoto lo sport che oggi tutti quanti conosciamo (o dovremmo conoscere).

Il protagonista della prima puntata di questa rubrica è il capitano Matthew Webb e l’ambientazione è quella dell’Inghilterra del XIX secolo.

Le origini

Matthew Webb nasce a Dawley, un piccolo paesino della contea di Shropshire, il 19 gennaio 1848. L’Inghilterra del XIX secolo sta vivendo un periodo di incredibile fioritura economica: è da poco finita la prima rivoluzione industriale, i treni a vapore corrono nelle campagne e la seconda rivoluzione industriale è alle porte. Matthew nasce in una famiglia normale: ha 11 fratelli, il padre è medico e nel 1856 si traferiscono a Coalbrookdale, un villaggio inglese che si trova vicino al fiume Severn: è proprio qui che inizia il nostro viaggio.

L’attrazione per l’acqua che Matthew prova è irresistibile, così il giovane inglese si tuffa nel vicino fiume Severn: qui impara a nuotare da autodidatta, in uno stile simile alla rana. Nuotata dopo nuotata in lui crescono le passioni per il nuoto e per l’acqua, due amori che lo accompagneranno per tutta la vita. A soli 12 anni Webb si arruola come mozzo su una nave mercantile e inizia così una lunga gavetta che lo porterà a ricoprire pressoché tutti i ruoli a bordo di un vascello, sino a diventare capitano.

Il salvataggio fallito nell’Atlantico e la medaglia Stanhope

Il suo primo appuntamento con la storia Matthew lo ebbe nel 1873. Il ragazzino è cresciuto, ora ha 25 anni ed è secondo ufficiale su una nave passeggeri in viaggio da New York a Liverpool. Durante la lunga traversata atlantica un uomo si getta in mare per provare a nuotare nell’oceano, ma ben presto viene sopraffatto dalla forza delle correnti. Il giovane secondo ufficiale Webb non ci pensa due volte: si tuffa tra le onde dell’oceano e nuota disperatamente per recuperare il passeggero disperso e portarlo in salvo.

Nonostante Matthew non riuscì a ritrovare l’uomo che si era gettato nell’oceano la sua impresa impressionò i passeggeri e la stampa britannica, venne così premiato per l’eroismo messo in atto con 100 sterline e la British Royal Navy gli conferì la medaglia Stanhope per il tentativo di salvataggio più coraggioso dell’anno.

La traversata della manica

La fama acquisita con l’eroico gesto lo spinge ad andare oltre, tentando sfide nuove ritenute all’epoca impossibili. Matthew stabilisce così il suo nuovo obiettivo: diventare il primo uomo della storia ad attraversare a nuoto il canale della Manica. Si allena per due anni, prima a Londra nei Lambeth Baths e poi in acque libere: nel Tamigi, nel canale della Manica e nel lago di Hollingworth, a Manchester. Il 12 agosto 1875 Matthew si tuffa dalla costa inglese per tentare l’impresa che aveva attratto l’attenzione di migliaia di persone, ma il meteo inglese si sà, cambia velocemente, e non riuscendo a contrastare le onde e il vento Matthew fu costretto a rinunciare all’impresa.

Tuttavia, il capitano che aveva sfidato l’oceano non era certo uno disposto ad arrendersi così facilmente: il 24 agosto è il grande giorno. Il capitano Webb si spalma il corpo di olio di focena e tenta nuovamente l’impresa storica nuotando a rana, dopo essersi tuffato dall’Admiralty Pier a Dover. L’obiettivo è quello di nuotare i 33,3 km che separano Dover da Calais: raggiungere dall’Inghilterra la costa francese. Webb durante la traversata viene seguito da ben 3 barche d’appoggio sulle quali risale spesso per bere, per riposare e per cibarsi.

In totale la traversata durò ben 21 ore e 45 minuti, e l’arrivo sulle coste di Calais fu impedito da forti maree contrarie per ben 5 ore. Nonostante ciò, alle 10.45 di mattino del 13 agosto 1875, Matthew Webb raggiunge a nuoto la spiaggia di Calais e diventa così il primo uomo di sempre ad aver attraversato a nuoto il canale della Manica. In tutto Matthew nuotò ben 64km, quasi il doppio della distanza in linea d’aria prevista in partenza, a causa di un percorso tutto a zig zag in parte dovuto alle correnti.

Il primo nuotatore professionista della storia

Il capitano Webb diventa così una celebrità internazionale, da quel giorno inizia a dedicarsi al nuoto a tempo pieno: scrive un libro (The Art of Swimming), vende delle ceramiche commemorative con il suo nome e inizia a partecipare a competizioni e sfide di nuoto a pagamento: in una di queste dovette rimanere a galla in una piscina per ben 128 ore. Il capitano Webb è ormai una star internazionale e il nuoto è diventato il suo lavoro a tempo pieno.

La sfida nel Niagara

Matthew si sposa e diventa papà, ma nel 1883, all’età di 35 anni, sente nuovamente il richiamo dell’estremo e decide di lanciarsi in una nuova sfida ai limiti del possibile: nuotare attraverso le cascate del Niagara. A spingere Matthew, questa volta, non c’è solo la sfida in sé, c’è anche un bottino di soldi importante: 2.000 dollari. Il 24 luglio 1883, a quasi 10 anni dalla traversata della Manica, il capitano Webb si tuffò nelle acque del Niagara con l’obiettivo di attraversare le Whirlpool Rapids che si trovano sotto le Cascate stesse. Il capitano però fallì nell’impresa e svanì nelle acque bianche e mosse del Niagara.

Il suo corpo fu recuperato dopo 4 giorni e l’autopsia rivelò che la sua morte era stata causata dalla grande pressione esercitata dell’acqua che aveva incontrato, che gli aveva quindi impedito di respirare e di utilizzare gli arti. Moriva così la prima grande leggenda del nuoto mondiale, un capitano coraggioso e folle che ha scritto una delle pagine più incredibili e tragiche della storia del nuoto moderno e non solo.

Finisce così la prima tappa del nostro viaggio nella storia del nuoto, appuntamento a fine ottobre per scoprire le vite di altri personaggi che hanno contribuito a rendere il nuoto lo sport che conosciamo oggi e a seconda di certi, uno stile di vita.

Federico e Lorenzo

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