Cesare Butini: nuoto azzurro, road to Tokyo

Il Direttore Tecnico Cesare Butini, in esclusiva per Nuoto.com, dopo aver spiegato i criteri di selezione per la stagione in corso (QUI il contributo pubbblicato ieri) racconta il percorso della stagione, in avvicinamento ai Giochi di Tokyo. Un progetto chiaro e solido che in questi anni è riuscito a portare risultati inaspettati. Un gruppo di lavoro esteso e coeso che si avvicina all’appuntamento più importante del quadriennio.

La direzione delle squadre nazionali ha organizzato capillarmente gli appuntamenti dell’anno olimpico. Come di consueto il calendario si adegua agli appuntamenti clou della stagione, con un europeo in corta di inizio dicembre, gli italiani open in vasca lunga dopo due settimane. Assoluti primaverili dopo metà marzo, europei a metà maggio, Settecolli a giugno e Olimpiadi appunto dal 25 luglio.

Collegiali già organizzati e tutta la serenità per affrontare al meglio questo anno sportivo, che chiuderà un ciclo importante.

 

Ci avviciniamo a Tokyo con la squadra potenzialmente più completa di sempre. È più la soddisfazione per avere creato un gruppo vincente o la preoccupazione per l’evento?

Non c’è preoccupazione ma soltanto consapevolezza di avere una squadra molto competitiva. Questo ci da lo spunto per lavorare ancora meglio rimanendo ben ancorati con i piedi a terra. Occorrerà lavorare sempre con umiltà.

Le Olimpiadi sono un evento a parte, non solo perché cadono ogni quatto anni, ma soprattutto perché sono l’obiettivo finale di tanti sforzi, di percorsi e prestazioni che rappresentano le tappe del percorso verso i Giochi stessi.

La nostra squadra è molto competitiva: ci sono più punte ma soprattutto un movimento di gruppo molto importante.

Abbiamo già impostato il lavoro di questa stagione, attraverso tappe di avvicinamento e di verifica, che permetteranno di mettere al posto giusto tutti i tasselli di una preparazione così importante.

 

Quali sono gli impegni più importanti del Direttore Tecnico in questo periodo dell’anno?

La funzione del direttore tecnico è quella di dare linee guida e gli indirizzi della preparazione, solo però dopo averne identificato gli obiettivi.

Importante per l’avvio della stagione è stata la definizione dei criteri di selezione, che con convinzione ho cercato di condividere in toto con i tecnici federali nelle riunioni di commissione tecnica, ovviamente solo dopo aver discusso con la Direzione Tecnica delle squadre nazionali.

Altro impegno importante è la conoscenza di tutto il movimento attraverso continue frequentazioni telefoniche ma soprattutto una presenza fisica, una sorta di door-to-door per cercare di valutare quali sono le esigenze di atleti tecnici e società, per valutare gli eventuali interventi da fare, per supportare, per cercare di creare un percorso il più possibile individualizzato, coordinandosi con le strategie federali, e cercando più vicini possibile alla periferia.

Il mio impegno è anche quello di formare la professionalità dei tecnici, supportandoli nella quotidianità, con problemi e difficoltà che possono nascere seguendo atleti di alto livello.

 

Quanto è frequente il rapporto con i tecnici dei vari atleti?

Dipende ovviamente dalle necessità e dalle relazioni. Io cerco di sentire i tecnici settimanalmente, valutando le situazioni ed affinando i progetti.

In effetti, grazie al gran lavoro degli uffici della Federazione ed in particolare dell’Ingegner Saini, abbiamo già identificato, pianificato, organizzato e scrupolosamente definito la parte logistica di tutti i collegiali fino a Tokio.

Ciò significa dare certezze e serenità. Gli aspetti logistici non sono direttamente determinanti per i risultati tecnici, ma possono supportare significativamente il raggiungimento degli obiettivi.

 

Non parlando degli atleti azzurri e allargando il campo al resto del mondo, da quali atleti si aspetta grandi prestazioni?

Sono molto curioso di vedere l’americana Regan Smith che ha vinto 200 dorso ai mondiali. È un’atleta giovanissima, del 2002. Fino a poco fa era quasi sconosciuta.

La gara che attendo con più impazienza però è quella dei 1.500 stile libero maschili. Ci sono tre atleti importantissimi come Wellbrock, Romanchuk e il nostro Gregorio Paltrinieri. Ma non solo. Bisognerà capire nell’evoluzione quali scelte verranno fatte da Stefano Morini per Gabriele Detti. Poi c’è il giovane croato Franko Grgic, che ha nuotato 14.46.09 ai mondiali junior a Budapest a fine agosto.

L’Olimpiade la gara in cui ci si concentra di più. Oltre ai grandi atleti che conosciamo come campioni, ci sarà certamente qualche bella sorpresa

Foto © Andrea Staccioli/Deepbluemedia/Insidefoto

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