Inclusione o ghettizzazione?

Un po’ ovunque si moltiplicano le piscine che prevedono spazi e orari separati per bagnanti donne. In Australia hanno fatto un ulteriore passo avanti (o indietro, a seconda dei punti di vista): dallo scorso 5 ottobre presso la Canberra Olympic Pool (nella foto tratta dalla pagina Facebook) sono previsti spazi riservati per sole donne (sabato mattina dalle 5.30 alle 7.00) e soli uomini (domenica mattina, stesso orario) con l’obiettivo, dichiarano i responsabili della struttura di proprietà statale, di “favorire la frequenza da parte di tutte le comunità di cittadini e di abbattere qualsiasi barriera all’accesso delle piscine pubbliche”.

L’iniziativa è salutata positivamente dalla comunità musulmana di Canberra, il cui portavoce Mainul Haque spiega al quotidiano locale Canberra Times come questo accorgimento porterà molte più donne in piscina.”L’obiettivo principale è mantenere la nostra comunità in salute e favorire la pratica sportiva. Come si ottiene questo risultato? In primis mettendo ciascuno a proprio agio”.

Interessante osservare che l’impianto è gestito dalla locale YMCA (Associazione dei giovani cristiani).

Il tema rimane spinoso, ma è certamente positivo che le questioni di genere e di inclusione inizino a trovare spazio anche nel dibattito legato alla pratica sportiva.

Leggi l’informativa sul sito di Canberra Olympic Pool

 

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