Un sostenibile ritorno alle origini: Adam Peaty sulle Olimpiadi

Niente “trucchetti”, niente mondo virtuale, torniamo alle origini. Non si tratta da mancanza di rispetto nei confronti di sport non olimpici, è semplicemente il pensiero di Adam Peaty.

Una manifestazione a cinque cerchi che si fa sempre più fitta: dall’arrampicata al surf, dallo skateboard al baseball fino al karate. Il risultato è un programma dilatato e una rassegna che perde l’antico valore storico:

Dobbiamo tornare alle origini, invece di includere altri sport. Se continuiamo a farci guidare dai soldi, finiremo per includere persino gli e-sport. Si, potrebbero essere intesi come abilità mentale, ma si presuppone che alle Olimpiadi conti quella fisica.

Il fuoriclasse britannico, inoltre, si è dimostrato preoccupato in merito al forte impatto ambientale dei lavori di costruzione di nuovi impianti idonei allo svolgimento dei Giochi. Piuttosto che includere altri sport si potrebbe pensare ad una manifestazione più sostenibile? Pensiamoci bene: ogni quattro anni un villaggio olimpico viene costruito e successivamente smantellato; vale la pena investire risorse, tempo e denaro per una struttura temporanea? Nell’era del cambiamento climatico bisognerebbe “ripensare l’organizzazione dell’evento” afferma Peaty.

Sua maestà non si è risparmiato nemmeno sul doping: “andrebbe punito con la detenzione. Coloro che barano una volta, potranno sempre cadere in tentazione” . In effetti basti pensare all’ultimo eloquente caso, quello del cinese Sun Yang: “il pesce più grande è stato preso” così, senza pietà alcuna commenta il ranista.

 

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