Bambini e COVID-19: consigli per la convivenza

Riceviamo questo interessante contributo di Gianna Pangos.
La ricordiamo come atleta di punta della Rari Nantes Monfalcone: oggi è educatrice professionale, laureanda in psicologia dello sviluppo, ma non si è allontanata dalla sua piscina dove continua a operare come tecnica e ci offre un punto di vista molto attendibile. Oggi ci parla di come affrontare l’argomento pandemia con i bambini, domani la seconda parte della sua riflessione dedicata agli atleti.

L’avvento dell’emergenza COVID-19, ha generato un cambiamento delle nostre abitudini quotidiane, cambiamento avvenuto in breve tempo e in un modo pervasivo.

In modo inaspettato ed improvviso abbiamo assistito alla chiusura delle scuole, delle università, delle piscine, e di molte altre attività. Questo, unito a tutte le preoccupazioni del caso, potrebbe indurre uno stato di tensione e difficoltà generale.

La situazione costringe a cambiare ritmi di vita, che possono perciò dis-equilibrarsi.

Gli effetti di questo disequilibrio possono manifestarsi in diversi modi: ad esempio nei ritmi del sonno, con insonnia, o difficoltà nell’addormentarsi, con l’aumento dell’appetito o con l’alterazione del tono dell’umore che può diventare più cupo o ballerino.

Ciò non accade solamente negli adulti ma interessa anche i più piccoli. La differenza sostanziale risiede nel modo in cui questa alterazione si manifesta.

I bambini, infatti, non sono ancora in grado di regolare e riconoscere le loro emozioni autonomamente, ma necessitano di essere regolati nei loro vissuti, specialmente se questi sono negativi.

Inoltre, il fatto stesso di non essere in grado di riconoscere e comprendere un’emozione negativa, e quindi uno stato d’animo spiacevole, può generare ulteriore ansia ed agitazione. Pertanto, questo disagio può essere manifestato attraverso dei comportamenti, che solitamente non sono apprezzati dai genitori, ma che sottendono una richiesta di accudimento o aiuto.

Alcuni aspetti, tra i più comuni, che potreste riscontrare nei vostri bimbi:

  • regressione comportamentale: il comportamento agito è più simile a quello di qualche anno prima, come se fosse tornato più piccolo, vi potrà essere una minor tolleranza alla frustrazione, con una modalità di richiesta attentiva più infantile e capricciosa;
  • agitazione, iperattività motoria: il bambino si muove più di prima, si accende più facilmente e si spegne più difficilmente, potrebbe presentare disturbi del sonno, con difficoltà nell’addormentamento, o con risvegli notturni;
  • difficoltà nella capacità di concentrazione: si potrebbero riscontrare difficoltà nello svolgere i compiti, o difficoltà a stare sul compito, o passaggio da un’attività all’altra senza portarla a termine;
  • alterazione del tono dell’umore: passaggio da un buon umore ad un cattivo umore, anche in tempi molto brevi.

Che cosa può fare la famiglia a fronte di questa situazione? Il genitore è la prima e più importante figura di riferimento per il bambino. Il comportamento che il genitore adotta, e le risposte che fornisce al suo bambino, sono molto importanti. Questi aspetti sono da tenere in considerazione per una più chiara comprensione di come si possa agire in modo positivo, facilitante, nei confronti dei propri figli.

Con il termine “comportamento adottato’’ si fa riferimento sia a quello adottato direttamente nei confronti del bambino, sia a quello con cui il genitore si rivolge ad altri ed a sé stesso.

In particolare, nei confronti del bambino sarà importante:

  • Accogliere le sue emozioni (ad esempio chiedendo “mi sembra che tu sia triste in questo momento, è così?”). Questo permette al bambino di riflettere e riconoscere l’emozione, per rispondere il bimbo dovrà pensare al suo stato d’animo, dovrà provare a dargli un nome, a mettere nel giusto contenitore quella sensazione (riconoscimento ed espressione).

Inoltre, questo processo veicola un importante messaggio, quello di essere legittimato a provare tale emozione, in altre parole è come dire io noto la tua tristezza, ti chiedo riguardo la tristezza, pertanto accetto che tu possa sentirti così, ne hai il diritto’. Allo stesso modo, ignorare uno stato emotivo porta all’invalidazione dello stesso (non mi accorgo/non voglio accorgermi che stai così, pertanto non hai il permesso di provare questa emozione).

  • Essere disponibili a parlare con il vostro bimbo, “mi racconti che cosa ti fa tristezza?’’ In questo modo sarà possibile per lui riflettere anche sull’eventuali cause. Comprendere il perché un determinato accade (in questo caso la tristezza) è molto liberatorio, ed allevia lo stato di tensione.
  • Dimostrare la propria presenza stando nella situazione difficile e validare l’emozione. Validare un’emozione, significa passare il messaggio di ‘normalità’ (‘in questa situazione così difficile è normale sentirsi tristi’’, oppure “molti bambini si sentono così, in questo momento dovete rinunciare a tante cose”)
  • Riconoscere eventuali antecedenti, situazioni od eventi, che precedono l’emozione negativa. Cercate di capire che cosa può agitare il bambino, in questo modo potrete prevenire, o limitare, queste risposte emotive.

Come genitore ricorda di:

  • Mantenerti aggiornato, senza però farti contagiare emotivamente, o farti sopraffare dalle notizie, le informazioni utili e veritiere provengono sempre da fonti ufficiali, affidati a quelle e diffida da messaggi senza una fonte indicata in modo chiaro, quest’ultimi sono fortemente ansiogeni e possono guastare la tua tranquillità e buon umore oltre ad essere della vera e propria fuffa;
  • Essere di esempio, avendo in primis cura di te stesso. È importante alimentare i comportamenti positivi, cercando di rispettare il più possibile i ritmi di vita precedenti. Alcuni semplici, ma efficaci, esempi: alzarsi al mattino e togliersi il pigiama, prepararsi, avendo cura della propria persona e della propria immagine; mantenere il più possibile una dieta sana ed equilibrata (questo aiuterà mantenere una buona salute ma anche un buon umore).
  • Aiutare i tuoi bambini ad avere delle routine: il modo in cui viene gestita la giornata dipende da noi, ma non tutti i bambini (specialmente quelli più piccoli), sono autonomi nella gestione del tempo. In questo momento il tempo libero è molto, è importante supportarli affinché possano trovare dei modi positivi e produttivi di trascorrerlo. Sii il ponte tra il comportamento desiderato e l’attuazione del comportamento stesso: ad esempio puoi stimolarli alla lettura leggendo loro qualcosa o presentando loro un bel libro. Rimanere occupati inoltre li aiuterà a tenere lontana la negatività della pandemia e della quarantena. Si ricorda che dormire bene, nelle ore giuste (dalle 22.00 alle 6.00), e la cura di sé aiutano a ristabilire e mantenere il benessere e la sensazione di autoefficacia sulla propria vita.
  • Ritagliare del tempo per te: la convivenza forzata non renderà facile la realizzazione di questo punto, ma cerca di ritagliare almeno un’ora al giorno tutta per te, magari in momenti ‘strategici’: al mattino presto quando la famiglia ancora dorme o la sera quando i figli sono occupati o sono già a letto. Puoi scaricare un’app per la meditazione, o per l’attività fisica, leggere un libro, dedicarti alla formazione attraverso corsi online (in questo momento ce ne sono molti gratuiti).
  • Mantenere una rete sociale extra familiare: organizza una chiamata con gli amici o con gli altri genitori, scambia idee per passare il tempo e cerca confronto e supporto se ne hai bisogno.

E sul lato più pratico che cosa possiamo fare? Giochiamo! Il gioco è uno strumento molto potente, oltre che divertente, che ci permette di comunicare ed apprendere, in ogni fase della nostra vita.

Alcuni giochi utili per aiutare i bambini più piccoli nella regolazione emotiva.

Il primo gruppo di giochi riguarda l’orientamento: se notate che il vostro bimbo sembra un po’ disorientato o molto agitato, questo è un gioco che potete fare insieme a lui per aiutarlo a ripristinare l’orientamento.

Quando si è un poco agitati avere uno schema da seguire aiuta rispetto al pensare autonomamente a quali elementi scegliere.

Gioco numero 1 “stimoliamo il sistema visivo’’. Chiedete al bambino di trovare nella stanza in cui vi trovate le seguenti cose:

  • 3 cose rosse;
  • 3 cose gialle;
  • 3 cose blu;

variante con le letterine (se l’età lo consente)

  • 3 cose che iniziano con la lettera A;
  • 3 cose che iniziano con la lettera B;
  • 3 cose che iniziano con la lettera C;

variante numerica (se l’età lo consente)

  • 3 numeri 1;
  • 3 numeri 2;
  • 3 numeri 3;

Gioco numero 2 “sollecitiamo il sistema tattile’’. Chiedete al bambino di trovare nella stanza in cui vi trovate le seguenti cose:

  • 3 oggetti pesanti;
  • 3 oggetti morbidi;
  • 3 oggetti lisci;
  • 3 oggetti ruvidi.

Gioco numero 3 “sollecitiamo il sistema olfattivo’’. Chiedete al bambino di trovare nella stanza in cui vi trovate le seguenti cose:

  • qualcosa che profumi di buono;
  • qualcosa che odori con un odore poco piacevole.

Gioco numero 4  sul riconoscimento dello stato emotivo, “il bollettino meteorologico’’. In questo gioco si chiede al bimbo di indicare il tempo meteorologico che meglio identifica le sue emozioni o stato d’animo.

Successivamente si chiede di mimare il tempo che scelto (ad esempio se ha scelto la pioggia: “fammi vedere come fai la pioggia’’).

In questo gioco genitori e bambini assieme si possono divertire mimando il tempo che corrisponde al loro stato d’animo, e provando a trasformare il tempo, se piovoso, o ‘da fulmini e saette’ in una bella giornata di sole, e di risate.

Fonti:

  • COVID-19: attività di gioco per gestire le reazioni da stress nei bambini, a cura di Maria Puliatti, Direttivo della Società per lo studio dello Stress Post Traumatico (SISST)

Ph. ©Tatiana Syrikova @Pexels

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