Matt Biondi circa ISL, FINA e CIO

Matthew “Matt” Nicholas Biondi, otto volte campione olimpico e primo uomo a nuotare la gare regina sotto il muro dei 49 secondi, probabilmente la prima star internazionale del nuoto contemporaneo, oggi  attivo nel nuoto con la ISL di Konstantin Grigorishin nell’intento di riformare il nuoto moderno ed il rapporto degli atleti con FINA e CIO, di seguito alcuni passaggi tratti dall’intervista “”Un giorno, i nuotatori non verranno più ai Giochi” che ha concesso a Francs Jeux.

In copertina e qui sotto due immagini dell’amico Giorgio Scala (DBM) scattate nel corso del pionieristico “Trofeo Lavazza” di Savigliano (CN), manifestazione in vasca corta a carattere internazionale organizzata negli anni ottanta dalla famiglia Cuteri, dalla quale è passata l’eccellenza del nuoto italiano e mondiale, compresa la nazionale russa in epoca di Guerra Fredda con con sua maestà Alexander Popov. Nella foto sopra dall’edizione del 1987, Matt BiondiTom Jager, Giorgio Lamberti e Andrea Cecchi, di seguito, nella medesima edizione, il campione americano impegnato a firmare gli autografi.

Seguono alcuni estratti dall’intervista di Francs Jeux ed il link all’articolo integrale.

Sono responsabile dell’International Swimming League, un nuovo gruppo creato lo scorso luglio con lo scopo di mobilitare i migliori nuotatori del mondo e aiutarli a sfruttare le opportunità economiche offerte dal nuoto, e più in generale dagli sport olimpici. Durante i primi 6 mesi, siamo riusciti a raccogliere 53 nuotatori da 20 paesi. Vogliamo negoziare con FINA, ma anche con il CIO, per l’istituzione di premi in denaro nelle principali competizioni. Il nostro obiettivo è semplice: riunire i migliori atleti e trarre vantaggio dalla legge dei numeri per poter negoziare con le principali istituzioni sportive internazionali. Sono finiti i giorni in cui hanno imposto la loro legge agli atleti senza chiedere la loro opinione.

Secondo te, il CIO dovrebbe istituire un premio in denaro ai Giochi olimpici? Certo. L’economia dei Giochi ora ammonta a 7 miliardi di dollari. In quale altro settore possiamo immaginare un’azienda in grado di generare 7 miliardi di dollari senza pagare direttamente un dollaro ai suoi dipendenti? Il pubblico non guarda i Giochi in televisione per i discorsi dei leader. Vuole vedere la competizione, vuole vedere fino a che punto gli atleti possono spingersi oltre i propri limiti. La magia dei Giochi deriva da questo. Ai Giochi di Barcellona del 1992, sono volato dagli Stati Uniti in classe economica quando i leader erano tutti in affari. Gli atleti sono professionisti, dovrebbero essere trattati come tali.

Le istituzioni sportive internazionali sono ora più disponibili a dare voce agli atleti, in particolare attraverso le commissioni degli atleti. È un segno che le cose stanno cambiando? No. Le istituzioni vogliono mantenere il controllo, quindi accettano di assegnare uno o due posti agli atleti nel Consiglio o Comitato esecutivo. Ma in realtà nulla cambia. La FINA, come il CIO, rimango in posizione di monopolio.

Lo scorso anno il CIO è stato costretto a rivedere la regola 40* della Carta olimpica sulla pubblicità durante i Giochi. È un grande passo avanti? Naturalmente, i progressi sono importanti perché offrono agli atleti l’opportunità di ringraziare i loro partner durante i Giochi. Il CIO dà l’impressione di fare un gesto, ma questo progresso è molto limitato. Il rilassamento della regola 40 è irrisorio rispetto al reale contributo degli atleti al movimento olimpico.

NDR – * La Regola 40, Bye-law paragrafo 3 della Carta Olimpica, stabilisce che “Ad eccezione di quanto consentito dalla Commissione Esecutiva del CIO, ad alcun concorrente, allenatore, coach o funzionario che partecipi ai Giochi Olimpici, è consentito utilizzare la propria persona, nome, immagine o prestazione sportiva, a scopi pubblicitari durante i Giochi Olimpici”. Nel febbraio scorso è stata apportata una maggiore flessibilità per gli atleti e i loro sponsor a seguito delle modifiche applicate al quadro dell’art. 40 in vista dei Giochi olimpici di Tokyo 2020.

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