I più giovani nuotatori saliti sul podio olimpico

SwimmingStats ha pubblicato una curiosa classifica che riporta l’elenco dei dodici più giovani nuotatori saliti sul podio olimpico individuale, in vetta alla classifica c’è la danese Inge Sørensen, che a soli 12 anni (esordiente A) vinse il bronzo nei 200 rana ai Giochi di Berlino nel 1936,  la medesima atleta risulta anche la più giovane ad aver vinto una medaglia individuale nella storia dei Giochi olimpici estivi.

Contestualizziamo quell’edizione (Spiele der XI. Olympiade). Il programma gare prevedeva 11 prove, furono 248 gli atleti in gara in rappresentanza di un totale di 29 paesi, l’Italia si piazzò al quarto posto nel medagliere per nazioni. Per avere un riferimento di confronto, i Giochi di Rio del 2016 hanno avuto un programma gare di 34 prove, con 950 atleti al via e 173 paesi in gara.

La Sørensen ci ha lasciati nel 2011 all’età di 86 anni, segue un passaggio dell’articolo di Elio Trifari  “Addio piccola Inge. Sul podio a Berlino non salutò Hitler” tratto dall’archivio della Gazzetta dello Sport.

…  Se ricordate l’ enfasi di Berlino 1936, con i premiati che facevano a gara per rivolgere il saluto nazista al dittatore del Reich, e quei pochissimi che in un modo o nell’ altro se ne astennero, aggiungete al ricordo anche Inge. Quell’ 11 agosto 1936, una ragazzina che non aveva mai lasciato la cittadina di provincia in cui era nata, Skovshoved (oggi un sobborgo della capitale), tranne che per partecipare alla selezione per i Giochi, in uno stadio stracolmo salì per ultima sul podio, dopo una giapponese, prima, e una tedesca, seconda. La giapponese scelse l’ inchino a Hitler, la tedesca levò sicura il braccio: Inge rimase immobile, nel suo vestitino a tunica, fermato da una cintura, le braccia nude rigorosamente ai fianchi. «Piccola, amabile Inge», gridava il radiocronista danese, un soprannome che divenne una canzone popolare danese. Al ritorno, la coraggiosa bambina fu accolta da 30.000 persone a Copenhagen, quando scese dal treno, e trascinata in una parata trionfale. Lei che si era allenata al massimo un’ ora al giorno per preparare i Giochi, quasi sempre nel porto sotto casa fra i pescatori, e che 2 anni dopo avrebbe conquistato il titolo europeo. Smise con la guerra, dopo 14 record nazionali, allenò la nazionale svedese, sposò un ingegnere e nuotatore, entrambi emigrarono negli Usa dopo il conflitto. Aveva smesso di seguire lo sport: non le piaceva più, troppo business. Ma la sua pagina l’ aveva scritta, una piccola, amabile pagina.

Inge Sørensen siul podio olimpico ai Giochi di Berlino 1936.

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