Jérémy Desplanches. “Come un bambino davanti ad un acquario”

Lo svizzero Jérémy Desplanches, vice campione del mondo dei 200 misti descrive le sue sensazioni alla ripresa degli allenamenti presso la piscina Camille Muffat di Nizza presso la quale si allena in compagnia di Charlotte Bonnet, sotto la guida del tecnico Fabrice Pellerin, responsanbile del club Olympic Nice Natation (ONN).

“Quando ho visto di nuovo la piscina di Nizza ero come un bambino di fronte a un acquario. Sono rimasto con il viso e le mani incollate alla finestra degli spogliatoi.”

“Posso ritenermi felice di poter riprendere il mio sport e, di conseguenza, la mia vita”.

“Mi è mancato. L’odore del cloro, l’atmosfera, il momento in cui ti metti il ​​costume. Adoro tutto”.

“In teoria tutto ciò che abbiamo in programma per ora sono i campionati nazionali francesi alla fine di dicembre. Temo di annoiarmi, di cadere nella routine di allenarmi senza avere un picco di forma a cui puntare.”

“Tecnicamente sto cercando di riprendere gli aspetti su cui ho lavorato prima. Per i prossimi due mesi lavoreremo soprattutto sui punti deboli. So che farò lavoro in palestra per migliorare in potenza e in forza”.

 

Queste le considerazione del tecnico Fabrice Pellerin circa la ripresa degli allenamenti e in merito allo stop agonistico.

Un nuotatore per corsia, di solito sono due. Ovviamente nessun contatto, rimaniamo a distanza. Ogni nuotatore viene con la sua attrezzatura e si cambia al bordo della piscina. Gli spogliatoi rimangono chiusi. È importante rispettare queste regole alla lettera per consentirci di riprendere gli allenamenti in sicurezza.

Il nuoto è innaturale, al punto che ci vogliono diverse ore di allenamento al giorno per mantenere un livello alto. È stato molto complicato se non impossibile allenarsi durante lo stop. Penso che ci vorrà tutta l’estate per tornare al livello di prima“.

“Non ci sono molti sport che si allontanano cosi tanto da quello che l’essere umano è in grado di fare quotidianamente. Camminare, correre, saltare, sono cose che manteniamo nei nostri gesti quotidiani. Ma nuotare fa parte degli sport non proprio naturali per l’uomo. Occorre recuperare un certo ambientamento, liberarsi dalla gravità, la percezione cambia, si passa dalla posizione verticale a quella orizzontale, dall’espirazione naturale a quella forzata. Caratteristiche specifiche che non puoi trovare fuori dall’acqua, anche con molta ingegnosità.

Fonti: France bleu – Rts – Le Nouvelle Republique

 

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