“In Giappone cultura dell’abuso”, la denuncia di Human Rights Watch

Non bastassero le preoccupazioni legate al rinvio dei Giochi di Tokyo, un’altra tegola si abbatte sullo sport giapponese. L’organizzazione non governativa Huma Rights Watch ha pubblicato un report di 67 pagine dal titolo inequivocabile: Mi hanno picchiato così tante volte che ho perso il conto: gli abusi sugli atleti minorenni in Giappone, che documenta casi di depressione, suicidio, traumi invalidanti e disabilità permanenti.

Una situazione agghiacciante tollerata in base a una cultura di punizioni corporali nella preparazione sportiva, talmente radicata da avere un nome proprio – taibatsu. Gli oltre cinquanta casi documentati (nessuno dei quali inerente nuotatrici o nuotatori) comprendono colpi in faccia, calci, percosse con bastoni e canne di bambù, deprivazione di acqua, strangolamento, scudisciate e molestie e abusi sessuali.

“Per decenni i bambini giapponesi sono stati picchiati selvaggiamente e insultati in nome del successo sportivo. Ora che Tokyo si prepara a ospitare le Olimpiadi, la comunità internazionale ha un’occasione irripetibile per chiedere una modifica delle leggi e delle politiche per proteggere e tutelare milioni di giovanissimi atleti, in Giappone e nel resto del mondo” commenta Minky Worden, direttrice delle iniziative globali di HRW.

Leggi il comunicato di Human Rights Watch [ENG]

Ph. ©Ulrike Mai@Pixabay

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