Bambini e sicurezza in piscina. L’opuscolo dell’ISS

L’’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito dell’Osservatorio per una Strategia Nazionale di Prevenzione degli Annegamenti ed incidenti in acque di balneazione del ministero della Salute, ha messo a punto un opuscolo per la prevenzione degli annegamenti dei bambini nelle piscine e nei bacini di acqua interni.

 

Questi alcuni dati rilevanti sugli annegamenti tratti da una informativa dell’OMS del 2014.

  • L’annegamento è la terza causa di morte per evento traumatico non intenzionale nel mondo ed è responsabile del 7% di tutti i decessi legati a eventi traumatici.
  • Secondo le stime, in tutto il mondo si verificano ogni anno 372.000 decessi per annegamento.
  • Le stime globali potrebbero sottovalutare in misura significativa il reale problema di sanità pubblica collegato agli annegamenti.
  • Le persone a maggior rischio di annegamento sono i bambini, le persone di sesso maschile e gli individui che sono più spesso a contatto con l’acqua.
  • Nel mondo, i tassi più alti di annegamento riguardano i bambini di età compresa fra 1 e 4 anni, seguiti dai bambini di 5-9 anni di età.
  • In 48 degli 85 paesi i cui dati rispettano i criteri di inclusione1, l’annegamento è una delle 5 principali cause di morte per le persone di età compresa fra 1 e 14 anni;
  • Australia: l’annegamento è la prima causa di morte dovuta a eventi traumatici non intenzionali nei bambini di età compresa fra 1 e 3 anni;
  • Bangladesh: gli annegamenti causano il 43% di tutti i decessi nei bambini di età compresa fra 1 e 4 anni;
  • Cina: l’annegamento è la prima causa di morte dovuta a eventi traumatici nei bambini di età compresa fra 1 e 4 anni;
  • Stati Uniti: l’annegamento è la seconda causa di morte dovuta a eventi traumatici non intenzionali nei bambini di età compresa fra 1 e 14 anni.
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