Mindfulness e autoconsapevolezza

La continua paura di segregazione attualmente generata dai colori delle regioni italiane del Covid-19 ci fa capire quanto con questa seconda ondata della pandemia stia diventando un’emergenza sempre più grande, e questo deve metterci in condizione di non trascurare la dimensione psicologica.

Già si è sottolineato, anche dai seminari tenuti con il SIT della FIN e con alcuni interventi su nuoto.com che i possibili effetti che tale fenomeno crea a livello psicopatologico con l’aumentare del distanziamento sociale sia estremamente importante per l’insorgenza o l’aggravamento di sintomi psicologici.

I disturbi che risultano avere un incremento maggiore nelle persone, e quindi anche per tecnici e allenatori senza trascurare i gestori degli impianti, possono essere evidenziati con il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), con i disturbi d’ansia (con un pericolo di aumento della fobia sociale e dell’ipocondria) ed ovviamente i vari disturbi dell’umore (tra cui si evidenzia un aumento della depressione e dei disturbi bipolari). Si possono notare pensieri intrusivi e persistenti spesso causati dall’uso eccessivo di acquisizione di pseudo-informazioni tramite social, disturbi del sonno, difficoltà nella concentrazione e nella memorizzazione, ipereccitazione, scoppi d’ira, cambio repentino dell’umore.

Per questo motivo proviamo a conoscere ed iniziare a praticare qualche esercizio della Mindfulness per ritornare ad acquisire una maggior consapevolezza di noi che può essere davvero d’aiuto Per Mindfulness si intende capacità di focalizzarsi su uno stato attentivo orientato verso i propri pensieri, sul nostro corpo o sul respiro per concentrarci al momento presente senza categorizzare o giudicare le situazioni. Tutto ciò ci potrà permettere di avere una migliore regolazione emotiva e auto-consapevolezza per imparare a gestire il distress psicologico.

L’impiego della Mindfulness è molto flessibile in quanto è un’attività di semplice applicazione e di fatto può essere praticata da chiunque in qualsiasi momento.

Quindi se non avete mai praticato la Mindfulness in questo periodo potrebbe essere utile provare, imparare a togliere il pilota automatico che ci accompagna in maniera inconscia e quindi si può iniziare a smettere di agire e di muoversi in maniera distratta e confusa, per focalizzarsi sul “qui ed ora”.

Impariamo quindi a fare alcuni semplici esercizi nella nostra quotidianità per recuperare la nostra tranquillità in particolare in questo periodo di pandemia.

Oggi iniziamo con un primo esercizio, nei prossimi giorni ne pubblicherò altri. L’importante è fare attenzione ai propri pensieri e sentimenti che si stanno vivendo in quel momento, senza giudicarli e senza giudicare se stessi, ma cercare di osservarli semplicemente.

Il primo esercizio che possiamo iniziare a provare per iniziare a sviluppare la nostra consapevolezza è quello che può essere chiamato Esercizio Consapevole del Respiro.

È un esercizio che può essere fatto anche in casa ed aiuta ad iniziare a diventare consapevoli dei propri stati emotivi. Consiste nel concentrare l’attenzione sul respiro e osservare quello che succede mentre cerchiamo di mantenerla. Ogni volta che la mente si distrae, non dobbiamo fare altro che riportarla gentilmente al respiro.

Bisogna ricordarsi che non si tratta di pensare al respiro, ma di sentirlo, quindi di seguire le sensazioni che lo accompagnano.

Cerchiamo di chiudere gli occhi. Mettiamoci in una posizione comoda, o seduti, con la schiena dritta, o sdraiati e in ogni caso senza irrigidirci.  Portiamo la nostra attenzione al nostro respiro senza cercare di controllarlo oppure modificarlo. Semplicemente sentiamolo scorrere dentro di noi. Seguiamone il flusso per sintonizzarci con il ritmo della nostra respirazione senza modificare nulla. Dobbiamo solo sentire il nostro respiro.

Possiamo osservare ed ascoltare il nostro respiro in vari punti: le narici, il torace, la pancia. Indipendentemente dal punto che scegliamo per osservare ed ascoltare il nostro respiro è importante mantenere la consapevolezza delle nostre sensazioni che accompagnano il respiro in quel determinato punto del corpo. Ad esempio se osserviamo il nostro respiro nelle narici è probabile che sentiamo l’aria che entra e che esce attraverso di esse. Invece se scegliamo il petto sicuramente sentiremo il movimento del torace quando si espande o quando si contrae. Nell’addome sentiremo che si alza e si abbassa.

Diventare consapevoli del respiro vuol dire fare attenzione cercando di restare consapevoli delle sensazioni che ogni ispirazione ed espirazione produce. Ricordiamoci che durante l’esercizio non dobbiamo pensare al respiro, ma solo sentirlo con estrema curiosità verso ciò che avviene nel nostro respiro ed in particolare con ciò che si affaccia alla nostra coscienza.

Se capita che la nostra mente inizia a vagare allontanandosi dal respiro cerchiamo di osservare cosa succede, cosa può averci distratto per poi ritornare, senza forzarci, con l’attenzione al punto del corpo che stavamo osservando con il respiro. Non giudichiamoci. È perfettamente normale.

Quando la nostra mente inizia a vagare, cerchiamo di accogliere questa situazione per poi lasciare andare l’oggetto che ha catturato la nostra mente per riportare la nostra attenzione nuovamente al respiro.

Rimaniamo con il nostro respiro in maniera consapevole per tutta la sua durata inspirando ed espirando quasi se pensassimo di stare cavalcando le onde del nostro respiro, che salgono e scendono.

Quando ci sentiremo pronti possiamo prepararci a portare a termine il nostro esercizio, e con calma iniziamo a percepire di nuovo il nostro corpo nella posizione seduta, i punti di contatto con pavimento, la sedia, il cuscino o il materassino e continuando a respirare apriamo lentamente i nostri occhi e sorridiamo.

Ph @Marley Clovelly@Pexels

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