Caso Shayna Jack. il TAS le dimezza la squalifica.

Il TAS si è pronunciato in merito al caso della liberista australiana Shayna Jack, squalificata per quattro anni nel luglio del 2019 dall’agenzia antidoping australiana (ASADA) per essere risultata positiva al Ligandrol dopo un test eseguito durante un collegiale di avvicinamento ai Campionati del Mondo di Gwangju, ieri la Corte di Arbitrato per lo Sport di Losanna ha ritenuto valide le motivazioni della difesa, riconoscendole la non consapevolezza nell’assunzione del farmaco proibito, dimezzandole la squalifica a due anni, ragione per cui l’atleta potrà riprendere ad allenarsi con la sua squadra di St Peters nel luglio del prossimo anno sotto la guida di coach Dean Boxall, oramai tardi per Tokyo 202one, ma non per Parigi 2024.

Sul profilo IG della nuotatrice australiana le prime considerazioni alla notizia.

Il tribunale arbitrale dello sport ha pronunciato questa sera una decisione sul mio caso dopo 17 lunghi mesi di attesa. Il CAS ha confermato che non ho in alcun modo usato intenzionalmente, consapevolmente o sconsideratamente il Ligandrol.

L’articolo del The Sydney Morning Herald

  • ‘I never doubted myself’: Shayna Jack’s career saved as doping ban halved on appeal

 

 

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