Spadafora: “La riforma c’è ed è molto importante”

Si è appena conclusa la conferenza stampa del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora per la presentazione dei cinque Decreti legislativi, che delineano il futuro dello sport italiano nel medio periodo, nei quali è stata “spacchettata” la bozza di riforma originariamente prevista dal titolare del dicastero.

Decreto numero due, lavoro sportivo. Da settembre 2021 al 2024 i lavoratori dello sport saranno progressivamente assoggettati a contribuzione previdenziale. I costi aggiuntivi per associazioni e società sportive saranno a carico dello Stato per il 2021/2022 come previsto nella prima bozza della legge di bilancio che ha stanziato all’uopo un centinaio di milioni di euro, con l’impegno di Spadafora a cercare le risorse anche per il 2023/2024. Le società sportive potranno applicare per la prima volta contratti di apprendistato.
Lo sport femminile sarà pienamente parificato a quello maschile anche in termini di accesso al professionismo: le federazioni che opteranno per questo percorso dovranno farlo senza distinzione di genere.
Vengono introdotte le figure dell’istruttore qualificato (diplomato ISEF o laureato in Scienze motorie), del chinesiologo di base e sportivo e del manager dello sport. ASD e SSD potranno svolgere attività commerciali purché secondarie rispetto alle attività istituzionali e a queste funzionali. Prevista la possibilità di dividere il cinquanta per cento degli utili di esercizio.
Dal compimento dei 12 anni l’atleta minorenne non può essere tesserato se non presta il proprio consenso. Vengono ampliate le opportunità di tesseramenti per i minori stranieri.
Abolizione del vincolo sportivo dalla stagione 2021/2022, sostituito da un premio di formazione riconosciuto alla società di origine al momento della sottoscrizione del primo contratto professionistico.

Il Decreto tre regola la figura dell’agente sportivo, mentre il quattro è dedicato all’ammodernamento ed efficientamento energetico degli impianti sportivi.

Il Decreto cinque sposta il Registro nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche sotto la competenza del Dipartimento dello sport presso la Presidenza del consiglio dei ministri.

Il Decreto sei si occupa di sport invernali.

Due norme dell’abortito Decreto uno sono state estrapolate: la prima impone alle Federazioni sportive di adeguare i propri statuti in modo da favorire la parità di genere e la rappresentanza femminile nello sport; la seconda, che il ministro cita con particolare soddisfazione, l’inserimento degli atleti paralimpici  nei corpi sportivi militari e civili dello Stato.

Resta quindi sul tavolo il non secondario tema della governance del mondo sportivo e in particolare dell’autonomia del CONI, relativamente al quale il nostro movimento sportivo rimane sotto osservazione da parte del CIO. Il ministro garantisce il suo impegno nei prossimi mesi per ridefinire in maniera inequivocabile le competenze di CONI, Sport e Salute, Dipartimento dello sport.

In chiusura Spadafora si toglie qualche sassolino dalle scarpe, invitando i presidenti di Federazioni ed Enti di promozione a preoccuparsi maggiormente dei propri tesserati e meno, testuali parole, “di soldi e poltrone”, e conferma lo stanziamento del bonus collaboratori sportivi anche per il mese di dicembre.

Per quanto riguarda il Decreto due, quello potenzialmente più dirompente per gli equilibri del sistema, inizia ora il percorso parlamentare in sede di Commissioni competenti e presso la Conferenza delle Regioni che dovrà definirne perimetro e modalità applicative.

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