Regola 50. Approvate le 6 raccomandazioni proposte dalla Commissione Atleti CIO, ma niente proteste sul podio.

Lo stesso giorno in cui la corte di Minneapolis dichiara l’ex agente di polizia Chauvin colpevole dell’omicidio di George Floyd, il CIO approva le raccomandazioni proposte dalla Commissione Atleti sulla Regola 50 della Carta Olimpica, modifiche e revisioni richieste a seguito della pressione mediatica del movimento mondiale contro l’ingiustizia razziale denominato “Black Lives Matter” nato proprio a seguito della morte dell’afroamericano.

L’attuale norma recita ““Non è consentito alcun tipo di manifestazione o di propaganda politica, religiosa o razziale nei siti, nelle sedi o in altre aree olimpiche“, vieta dunque qualsiasi forma di protesta politica durante i Giochi.

La Commissione Atleti del Comitato Olimpico Internazionale (CIO AC), presieduta dall‘ex  nuotatrice zimbabwese Kirsty Coventry, ha proposto una rivisitazione della regola 50 e una maggiore chiarezza sulle sanzioni per le violazioni, richiesta ufficializzata attraverso sei raccomandazioni approvate all’unanimità dal Consiglio Direttivo del CIO, fra queste quella di di “preservare il podio, il campo di gioco e le cerimonie ufficiali da qualsiasi tipo di protesta o dimostrazione, o qualsiasi atto percepito come tale“.

Le raccomandazioni

  • Aumentare le opportunità di espressione degli atleti durante i Giochi Olimpici
  • Aumentare l’espressione degli atleti al di fuori dei Giochi Olimpici
  • Rispettare il podio, il campo gara e le cerimonie ufficiali
  • Fornire maggiore chiarezza sulle sanzioni
  • Fornire maggiori informazioni sulla regola 50

Il lavoro svolto dalla Commissione Atleti (CIO AC), iniziato nel giugno 2020, ha coinvolto oltre 3.500 atleti in rappresentanza di 185 Comitati Olimpici Nazionali, il 70% degli intervistati da un’agenzia di indagine (Publicis Sport & Entertainment) ha dichiarato che il campo gara e le cerimonie ufficiali non sono un luogo appropriato per le proteste.

Kirsty Coventry, presidente del CIO AC, ha dichiarato:

“L’obiettivo era quello di impegnarsi ad ascoltare gli atleti per conoscere i loro pensieri circa le opportunità per esprimere le loro opinioni ai Giochi Olimpici e al di fuori dei Giochi. Vogliamo amplificare le voci degli atleti e trovare più modi per sostenere i valori dei Giochi Olimpici e ciò che lo sport rappresenta. Questa consultazione è stata per noi un processo molto importante e fa parte del dialogo in corso con la comunità degli atleti. Siamo lieti che il CIO abbia pienamente supportato le nostre proposte “.

Nel comunicato stampa del Comitato Olimpico si legge. Il CIO e la Commissione Atleti del CIO sostengono pienamente la libertà di espressione. Questo principio è incluso nella Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità degli atleti . Già all’inizio del 2020, il CIO AC aveva chiarito le possibilità per gli atleti di esprimere le proprie opinioni ai Giochi Olimpici, come durante le conferenze stampa e le interviste, alle riunioni di team e sui media digitali o tradizionali. 

 

 

 

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