Il ritorno di Shayna Jack dopo due anni di squalifica. “L’acqua non è mai stata così bella!”

La nuotatrice australiana Shayna Jack (22) è tornata ad allenarsi oggi alle 6.00 del mattino presso il St Peters Western Swim Club sono la guida del suo tecnico Dean Boxall, è stata la sua prima volta dopo due anni di squalifica per doping.

L’acqua non è mai stata così bella. Non riesco a descrivere quanto sia stato fantastico varcare i cancelli con il mio allenatore e la mia squadra. So di essere più forte mentalmente e fisicamente

Shayna Jack era stata squalificata per quattro anni nel luglio del 2019 dall’agenzia antidoping australiana (ASADA) per essere risultata positiva al Ligandrol dopo un test eseguito durante un collegiale di avvicinamento ai Campionati del Mondo di Gwangju , nel novembre scorso ha poi avuto il dimezzamento della squalifica dalla Corte di Arbitrato per lo Sport di Losanna che ha ritenuto valide le motivazioni presentate dalla difesa nella presentazione del ricorso sulla precedente sentenza, riconoscendole dunque la non consapevolezza nell’assunzione del farmaco proibito.

Ma la sua lotta con la giustizia non è ancora finita, dovrà affrontare il ricorso presentato da WADA e da Sport Integrity Australia contro il dimezzamento della squalifica di cui sopra. La sua battaglia legale le è già costata più di $ 130.000.

A sua difesa anche il capo dell’Agenzia antidoping americana (USADA), Travis Tygart, colui che fermò il ciclista Lance Armstrong e tutto il suo entourage, secondo il quale la nuotatrice australiana è stata l’ennesima vittima di “un sistema intrinsecamente ingiusto” che tratta tutti gli atleti come fossero truffatori intenzionali, indipendentemente dalle circostanze individuali, a suo dire la normativa antidoping non sta tenendo il passo con i progressi tecnologici fatti dalla scienza che è in grado di rilevare tracce minime di sostanze vietate, valori che non portano alcun beneficio ai fini del miglioramento prestativo degli atleti, fra i farmaci in oggetto c’è anche il Ligandrol che continua ad essere rilevato in valori molto bassi in numerosi atleti, il che suggerirebbe, secondo la sua riflessione, che ci sono molte situazioni di assunzione non consapevole.

Queste alcune dichiarazioni che Travis Tygart rilasciò per lo speciale televisivo di Channel 2 dedicato al caso di Shayna Jack

Definire questa persona imbrogliona al pari di chi ha fatto parte del sistema doping di stato in Russia è semplicemente ingiusto.

Abbiamo registrato dozzine di casi in cui gli atleti sono risultati positivi con livello molto bassi causati dalla contaminazione di carne o dall’intimità con un partner, da contaminazioni multivitaminiche, dall’assunzione di minerali e integratori .  

Le regole prevedono che un atleta che ha un riscontro di positività venga automaticamente considerato un imbroglione intenzionale che merita una sanzione di quattro anni. L’unica domanda da porsi è: quanti atleti innocenti saranno ancora condannati prima che le regole cambino?” 

 

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