“La squadra sta bene, siamo fiduciosi. Osservati speciali Titmus e Kamminga”: intervista esclusiva a Cesare Butini

Mentre si conclude la prima settimana del collegiale preolimpico della Nazionale italiana presso il campus dell’Università di Waseda a Tokorozawa, raggiungiamo telefonicamente il Direttore tecnico delle Squadre nazionali Cesare Butini per un primo punto della situazione.

Buonasera Cesare, com’è passata questa prima settimana?

La logistica è molto particolare: pensa solo che per muoverci all’interno del complesso ci sono dei birilli colorati che dividono i nostri percorsi da quelli dei cittadini giapponesi, in modo da scongiurare qualsiasi rischio di contatto. Conoscevamo già la struttura, avevamo effettuato un sopralluogo nel 2019 per verificare il campo di allenamento di quello che avrebbe dovuto essere il collegiale preolimpico del 2020.

Percorso obbligato

 

In questi due anni l’Università ha realizzato degli alloggi per gli studenti che al momento sono a nostra disposizione, così ognuno di noi ha una stanza singola: sono stanze molto piccole e spartane ma molto funzionali, per cui siamo in una situazione davvero ottimale. È una delle poche sedi preolimpiche che le autorità giapponesi hanno deciso di mantenere, a differenza di altri campi di allenamento riservati a rappresentative straniere che sono stati annullati a causa del Covid. Abbiamo la piscina a nostra completa disposizione per quattro ore al giorno, due al mattino e due al pomeriggio ma, soprattutto, c’è una mensa con un cuoco italiano e si mangia benissimo! Questo ci risolve il problema sempre spinoso di adattamento al cibo locale. Venerdì ci ha raggiunto la Nazionale di scherma, quindi non siamo più soli. Il 22 ci sposteremo al Villaggio olimpico.

Gli atleti stanno tutti bene con le note eccezioni di Gregorio Paltrinieri, che ci raggiungerà a Tokyo il 22 luglio, e di Simona Quadarella che sarà qui domenica. Anche Federica Pellegrini, che ha optato per prolungare la preparazione in altura a Font Romeau sui Pirenei francesi, ci raggiungerà nei prossimi giorni. Il viaggio è stato impegnativo, in quanto alle dodici ore di volo si sono sommate le oltre cinque ore di attesa per il disbrigo delle pratiche burocratiche presso l’Ufficio immigrazione e le quasi tre ore di transfer da Tokyo a Tokorozawa, e sono stati necessari due-tre giorni per smaltire il conseguente affaticamento.

Le ragazze e i ragazzi stanno rispondendo bene, i colleghi tecnici stanno svolgendo un ottimo lavoro e siamo fiduciosi di potere ben figurare. Abbiamo preso visione delle entry list e non ci sono grosse sorprese, solo il dispiacere di vedere alcune gare con numeri davvero ridotti di atleti a causa del Covid.

 

Per quanto è possibile rispettando la privacy dell’atleta cosa puoi dirci sulle condizioni di Gregorio Paltrinieri?

Gregorio sta migliorando con le tempistiche che ci attendevamo. In questi giorni a Livigno sta aumentando l’intensità degli allenamenti. Siamo fiduciosi perché una delle sue caratteristiche è la grande velocità di recupero, e le ultime analisi indicano che sta uscendo dalla mononucleosi. Chiaramente bisogna procedere con cautela evitando stress eccessivi. La sua prima gara, gli 800, è in programma martedì 27 luglio: da come affronterà questa prima prova dipenderanno le decisioni per il prosieguo della manifestazione.

Restiamo fiduciosi, con il rammarico e la consapevolezza che è stata persa una parte importante della preparazione a causa di una malattia subdola che lo ha comunque debilitato.

In queste Olimpiadi schieriamo un numero senza precedenti di atlete e atleti con ambizioni importanti; purtroppo i nostri migliori talenti si cimentano in prove nelle quali la concorrenza sembra davvero proibitiva. Ultimo arrivato, il fenomeno rumeno dello stile libero David Popovici che andrà a rendere ancora più difficile il compito di Alessandro Miressi nei 100. Cosa pensi di questo atleta?

Con il 47.30 ottenuto agli Eurojunior di Roma oggi Popovici conduce il ranking mondiale stagionale e diventa quindi un naturale candidato a un risultato importantre in quella che è una gara davvero molto aperta perché ci sono almeno sei atleti che possono puntare al podio: da Kliment Kolesnikov Andrei Minakov, dal campione uscente Kyle Chalmers al nostro Alessandro Miressi oltre naturalmente a Caeleb Dressel e, appunto , lo stesso Popovici che va a infoltire la schiera dei pretendenti. Alessandro ha comunque tutte le carte in regola per fare bene e ambire a una medaglia. Ci attendono due semifinali straordinarie, già solo entrare fra i primi otto sarà un impresa.

 

Cosa conta di più per il successo in questi Giochi, la cura della preparazione o l’attenzione ad evitare i rischi legati al Covid?

Le due cose vanno naturalmente di pari passo, anche se poi rimangono dei margini di imperscrutabilità, vedi appunto come siamo riusciti a tenere Gregorio Paltrinieri al sicuro dal Covid per poi ritrovarcelo con la mononucleosi. Il nuoto è uno sport di prestazione e per arrivare nelle giuste condizioni al momento giusto servono tante attenzioni ma anche una dose adeguata di fortuna.

Questo è un anno molto particolare: il posticipo delle Olimpiadi ha dilatato il tempo di concentrazione degli atleti; chi è riuscito a mantenere la barra dritta, conservando attenzione e concentrazione ed allenandosi con continuità avrà forse addirittura tratto vantaggio dalla situazione.

Un’ulteriore difficoltà, che può allo stesso tempo essere la chiave del successo, sarà la necessità di adattarsi a un format molto particolare, che non solo prevede le finali al mattino ma “spalma” batterie semifinali e finali su due o addirittura tre giorni richiedendo un surplus di attenzione e concentrazione.

 

Fra le nostre “punte” per questi Giochi ci sono anche atlete e atleti molto giovani. Credi che lo svolgimento delle gare a porte chiuse possa rappresentare per loro un vantaggio o una difficoltà aggiuntiva rispetto ai veterani?

A queste Olimpiadi schieriamo 16 atleti esordienti, più o meno giovani: lasciamo dire che questo mi fa molto piacere perché è il segnale di un ricambio generazionale importante. Non so se la mancanza di pubblico rappresenterà un vantaggio o uno svantaggio. Certamente è un elemento di pressione in meno, altrettanto certamente è un grave danno per l’immagine dei Giochi e un impoverimento per l’esperienza dei ragazzi, che non potranno sperimentare appieno il fascino e i brividi di gareggiare sotto gli occhi della folla: un evento straordinario che rappresenta il coronamento del sogno di un atleta.

 

Non ti chiedo ovviamente un pronostico sui nostri nuotatori, ma fra gli stranieri da chi ti aspetti le prestazioni più significative?

Attendo con grande interesse le prestazioni di Ariarne Titmus e, devo dire purtroppo per i nostri colori, sono molto curioso di vedere all’opera Arno Kamminga.

In generale mi aspetto una grande Olimpiade da parte dell’intero Team USA e dal già citato David Popovici, un atleta classe 2004 che potrebbe regalarci belle prestazioni, speriamo non bellissime in considerazione delle nostre aspettative nella gara dei 100 stile libero. Sarà certamente un protagonista di questi Giochi e dei prossimi anni.

 

Foto di copertina © Andrea Staccioli Deepbluemedia

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