I 50 anni dello Zar

17 Febbraio 2008, Sydney, Campionati del Nuovo Galles del Sud: Eamon Sullivan, in versione “squamata” vince i 50SL in 21,56, nuovo WR. Si chiude così, in maniera definitiva, l’epoca di Alexandr Popov, lo Zar. Alexander, che ha 36 anni, ha smesso di nuotare nel 2004 e il 21,64 era il suo ultimo WR rimasto imbattuto. Realizzato in costumino nel 2000, sopravvissuto a tutte le tecnologie messe in campo nei sette anni successivi, soccombe allo Speedo LZR. Verrà poi cancellato e relegato all’oblio durante la rivoluzione gommata del biennio 2008-2009, culminata con lo stupefacente (e ancora imbattuto) 20,91 di César Cielo Filho.

 

Di Popov rimane la carriera, un unicum che lo vede competitivo e vincente dal 1991 al 2004, dai 19 ai 32 anni.

Alto, magro, leggero, dalla nuotata indolente, tale da far sfigurare gente come Matt Biondi, sempre misurato nelle parole e parsimonioso nelle prestazioni, sembra non stravincere e dominare mai. Semplicemente, mette la mano davanti a tutti negli ultimi metri, pur rimanendo, in parecchie occasioni importanti, lontano dai suoi migliori crono, sfoggiando una sicurezza da far invidia a ogni avversario.

Eppure, all’inizio non pare così.

Esordisce in World Cup a dorso, a inizio 1989, con un anonimo 58,59 nei 100. Già a 15 anni era in grado di nuotare 58,0 ma pare essere il carattere a mancare. Non è un cuor di leone, è insicuro, scoppia nei finali di gara e non riesce a controllare le sue incredibili leve da gigante di due metri.

Tutto cambia quando incrocia Gennadi Toureski, il suo Allenatore. Toureski lo sposta sullo stile libero, lo aiuta mentalmente ma anche dal punto di vista fisico. Si narra, ad esempio, che lo faccia allenare con i ballerini del Bolshoi per migliorarne la coordinazione. Non solo, lo porta spesso in giro per l’Europa a far gare e a mangiare bene.

Alexandr, nel corso del tempo, matura una particolare predilezione per la primavera e per le gare sulle sponde del Mediterraneo.

Comincia nell’anomala annata 1991. A gennaio i big vanno a fare i mondiali in Australia. Lui non è convocato, ma comincia a farsi vedere a marzo con la World Cup in vasca corta (arriva a 22,10/48,70) e poi a Montecarlo a fine maggio. Lì fa registrare la doppietta 22,98/50,38. Il tempo dei 100 potrebbe non dire nulla se non per l’incredibile distribuzione: 25,12 – 25,26.

Ai campionati nazionali validi per la qualificazione agli Europei esplode in maniera definitiva. Realizza infatti 49,27 nella gara individuale (a soli 3 centesimi dall’ER di Giorgio Lamberti) e 49,42 al via della staffetta. Pochi giorni dopo il veterano Stephan Caron realizzerà l’ER in 49,18 e annuncerà la sua rinuncia a partecipare alla rassegna continentale.

Una parentesi. Negli anni 90 i campionati europei non sono una competizione secondaria. I team USA e australiano non sono così forti e compatti come oggi e chi vince gli europei lo fa quasi sempre con prestazioni già significative a livello mondiale. E i mondiali si tengono ancora ogni quattro anni.

Per Alexandr le gare di Atene sono un trionfo: 3 ori (100SL in 49,18 + le due staffette veloci) e 2 ER. Nei 50SL lascia il posto agli esperti compagni di squadra Gennady Prigoda e Vladimir Tkacenko che giungono secondo e terzo. Ma quello che impressiona tutti è la nuotata controllata, pulita, a bassissima frequenza, senza la minima sbavatura, uscita direttamente dal manuale del perfetto stileliberista.

Ad Atene Popov gareggia per l’URSS, per la prima e unica volta. L’URSS scompare in quei giorni a causa di un colpo di stato. Da lì e per un anno il team ex-sovietico sarà un consorzio di stati indipendenti (EUN) e con questa sigla parteciperà alle olimpiadi di Barcellona. Dopodiché si parlerà solo di Russia.

Il 1992 inizia con qualche timida partecipazione alla World Cup (25,48/55,24 a dorso), con la presenza ai campionati EUN primaverili ad aprile (23,05/49,58/56,72) e poco altro. A maggio a Barcellona continua la progressione nei 50 (22,45) per poi arrivare all’appuntamento olimpico.

L’EUN domina e Popov, nonostante le vittorie (50/100SL) non è l’uomo dei campionati. Lo è Evgeni Sadoviy, la meteora che vince 200/400SL e 4x200SL, tutti con il nuovo WR.

Alexandr vince i 100 in controllo in 49,02, con un podio senza statunitensi e un Matt Biondi 5° in 49,53, ben lontano dal livello 1985-1988. Ma sono i 50SL il capolavoro: arriva la vittoria, non certo scontata, vista la presenza degli assi del dash for cash del 1990 Biondi (22,09, best a 21,85) e Tom Jager (22,30, WR a 21,81), dominatori della specialità dal 1986. È il tempo a essere incredibile: 21,91, il migliore di ogni manifestazione di alto livello fino al 2005, quando Roland Schoeman vincerà i Mondiali in 21,69.

La 4x100SL sembra destinata alla vittoria ma è vittima di una controprestazione di un veterano come Gennady Prigoda che realizza un 50,05 lanciato, vanificando le ottime prestazioni dei suoi compagni. 82 sono i centesimi chi dividono l’EUN dagli statunitensi, in verità non particolarmente brillanti.

Il 1993 inizia con le solite sporadiche partecipazioni alla World Cup, condite da vittorie nei 100 e sconfitte nei 50, seguite da una gita in Australia, che diverrà la sua terra d’adozione di lì a breve. Ad aprile sfoggia un ottimo 49,28 ai campionati nazionali e a maggio spara un ER a Canet, scendendo per la prima volta sotto i 49: 48,93.

Gli europei di Sheffield sono un pro-forma. 4 vittorie con il solo Cristophe Kalfayan a impensierirlo nei 50 (a 12 centesimi). Nei 100, in particolare, c’è una generale sensazione di imbattibilità, e non solo a livello di vecchio continente. All’orizzonte non si vede ancora nulla di preoccupante.

Il 1994 è sicuramente l’anno migliore in assoluto. A 22 anni raggiunge la maturità psico-fisica e, complice la completa assenza di avversari (se non potenziali, come vedremo in seguito), passa da assoluto dominatore sopra l’intera stagione.

Comincia la progressione con la World Cup a Hong Kong il 1° gennaio. Gareggia nei 50-100DO e nei 50-100SL.

Hong Kong, Gennaio: 21,84 – 47,83 (WR) – 25,17 – 53,78

Cina, Gennaio: 21,89 – 47,82 (WR) – 25,48 – 54,54

Italia, Marzo: 21,50 (WR) – 47,12 (WR) – 24,66 (WR) – 53,33

Germania, Marzo: 21,55 – 46,74 (WR) – 24,67 – 52,74

Francia, Marzo: 21,61 – 47,91 – 24,65 – 52,56

Il tempo di rifiatare e a giugno a Montecarlo realizza il nuovo WR dei 100SL, 48,21, andando a scalzare quello che era lo stratosferico 48,42 di Matt Biondi, ottenuto ai trials 1988. In questo momento Alexandr è lo Zar. Non ci sono avversari in attività che lo possano anche solo sfiorare. I più vicini sono l’esperto statunitense Jon Olsen (best 1993 49,33) e il gigante brasiliano Gustavo Borges (best 1992 49,43).

Popov è il primo atleta moderno. Fa i record al di fuori delle grandi manifestazioni nazionali e internazionali e va a massimizzare il valore economico del riscontro cronometrico. Con lui terminano i tempi “noiosi” in cui gli atleti di punta si presentano ai trofei fuori stagione in condizioni precarie. Se è necessario il tapering, Alexandr lo fa. Ne sono testimonianza gli otto crono mondiali che ottiene tra i campionati russi di aprile e i meeting mediterranei di giugno (22,54 – 22,32 – 22,28 – 22,25; 49,47 – 49,12 – 50,07 – 48,21), per terminare a luglio a Santa Clara negli USA con un altro significativo doppio 22,33 – 49,36.

Con queste premesse i Mondiali di Roma sono una passerella trionfale. Due ori individuali e due argenti di staffetta. Vince con tempi normali: 22,17 e 49,12. Alle sue spalle compare un ventenne figlio d’arte, Gary Hall Jr. (figlio di Gary Hall, medagliato olimpico nel 1968, 1972 e 1976, nei 200MI, 200FA e 100FA). Gary junior è abituato al podio. A meno di due anni ci è salito con il padre, a Montreal 1976. Lo mscalerà parecchie volte in seguito, e non sempre da solo, fino al 2004.

Il 1995 è un anno tranquillo, qualche tappa di World Cup, qualche meeting sulle sponde del Mediterraneo e le solite 4 medaglie d’oro ai campionati europei di Vienna.

Ma veniamo al 1996, l’anno che lo consegnerà alla storia e che potrebbe anche chiudere definitivamente la sua, di storia.

A febbraio si riscalda con qualche tappa europea di World Cup (tempi migliori 21,90 e 47,48). Ai trials russi di aprile è già in forma olimpica: 22,43/48,88. Decide però di saltare i consueti meeting sulle sponde del Mediterraneo.

A fine luglio ad Atlanta riesce a confermare la doppietta di Barcellona, ma con molte più difficoltà del previsto. Si ritrova infatti a gareggiare contro un Gary Hall Jr. migliorato. Nei 50 vince di 13 centesimi (22,13 contro 22,26), mentre nei 100 il distacco è di soli 7 centesimi. Alexander realizza un doppio 48.74 mentre Gary si migliora sia in batteria che in finale, 48,90 e 48,81. Rimane comunque la stessa sensazione di sempre: mai essere di fianco allo Zar negli ultimi dieci metri, troverà sempre il modo di arrivarti davanti. Le staffette non hanno invece alcuna speranza di vittoria, sono entrambe seconde come quattro anni prima.

Popov affronta le gare di Atlanta senza allenatore. Toureski è infatti il tecnico della nazionale australiana. È la modalità che ha scelto per rimanere a Canberra con il suo pupillo che invece paga profumatamente per poter nuotare (100 dollari australiani al giorno, circa 130.000 lire dell’epoca). E rinuncia a tutti i proventi degli eventuali sponsor, rifiutando la proposta di acquisire la cittadinanza australiana.

Il vero imprevisto arriva il mese successivo, a Mosca. Il 24 agosto sera è temporaneamente in Russia (invece che nella solita base di Canberra), assieme alla propria compagna e ad alcuni amici. In quell’occasione, per sedare un alterco con un venditore ambulante, rimedia una coltellata che arriva pericolosamente vicina a un’arteria. Tutto finisce bene ma tre settimane dopo, quando esce dall’ospedale, non tutti sono certi che possa ritornare a essere lo Zar.

L’estate australiana, la stagione 1996-1997 è interamente dedicata al recupero dal ferimento. L’atleta che si presenta, nell’estate del 1997 a Siviglia per gli europei, sembra essere integro e i tempi lo confermano. I soliti quattro ori con buoni riscontri nelle gare individuali dove continua a non avere avversari: 22,30 – 49,09.

L’annata presenta però un’anomalia di calendario. I campionati mondiali si svolgono a Perth, a gennaio del 1998. Non c’è quindi tempo per una preparazione lunga e, per un avversario perso (Hall non si qualifica nei trials US) ne arriva uno nuovo, in casa. Si tratta del ventenne Michael Klim, specialista di 100-200SL e dei 100FA, astro nascente aussie, allenato anche lui da Toureski.

Nei 100 non c’è storia, troppa la differenza tra il 27enne veterano e il giovane australiano: 48,93 contro 49,20.

Nei 50 succede l’incredibile. Dopo una batteria alla pari (22,59) i due sbagliano la finale. Popov, in particolare, si addormenta sul blocco e non riesce a recuperare lo statunitense Bill Pilczuk alla gara della vita (22,29). Conclude secondo in 22,43, seguito a 4 centesimi dalla coppia Busquets-Klim. Si materializza così, in maniera del tutto casuale, la prima sconfitta della carriera in una gara individuale di alto livello.

Il 1998 continua con la partecipazione alle tappe della World Cup, senza particolari acuti.

Ad aprile del 1999 partecipa per la prima volta ai mondiali in vasca corta, a Hong Kong, arrivando 5° nei 50SL (22,10) e 7° nei 50DO (25,07).

Ma il 1999 segna anche la fine del regno dello Zar. Agli europei estivi subisce l’esplosione del nuovo asso olandese Pieter Van Den Hoogenband (VDH). Non solo l’olandese è in crescita. Ci sono altri atleti che giungono a “quota Popov” mentre Alexandr inizia a sentire l’età. Ha quasi 28 anni, 9 stagioni ad alto livello, una brutta ferita da aggressione.

Ma non basta a spiegare le sconfitte di Istanbul. Molti dei suoi avversari iniziano a indossare i costumi “full-body” (lui si ostinerà a non farlo fino al 2003) e la FINA, per aumentare lo spettacolo, ha deciso di reintrodurre le semifinali. Ora, ogni gara veloce si svolge su due giorni ed è necessario scendere in acqua tre volte: batterie, semifinali e finali. Per un “anziano” questa diviene una sorta di aggravante.

Agli europei estivi VDH vince 6 ori (50-100-200SL, 50FA, 4X100SL, 4X100MX) e non arriva a 7 solo perché la 4×200 olandese viene squalificata.

Alexandr perde nettamente. Nei 50 è 3°, dietro anche al nostro Lorenzo Vismara (VDH 22,06, Vismara 22,21), in 22,32.

Nei 100 si esprime a ottimi livelli (48,82) ma nulla può contro il 48,47 dell’olandese.

Ma è già tempo di pensare alla terza olimpiade, a Sydney. Il 2000 non inizia nel migliore dei modi. Alexandr si infortuna a un piede durante alcuni esercizi a secco e non può partecipare alla World Cup. Salta anche i campionati invernali russi. Il rientro avviene a maggio nei meeting del Mare Nostrum: Montecarlo (22,23 – 49,95); Canet (22,53 – 50,02), Sette Colli (22,36 – 49,85).

Ai trials russi di giugno prepara i 50SL. In gara fa 21,99 e 48,59. Chiede poi il permesso per una gara isolata e spara, in costumino, l’incredibile crono di 21,64, in sole 31 bracciate.

Lanciato dal risultato, partecipa agli europei di Helsinki di luglio. Il programma è stato infatti stravolto. Gli Europei si svolgono sempre ogni due anni negli anni pari, mentre i Mondiali passeranno a una frequenza biennale, occupando i dispari.

Vince 50 e 100 SL con ottimi tempi: 21,98 in semi, 21,95 in finale e, soprattutto, 48,34 in semifinale e 48,61 in finale nei 100. Vince anche le due staffette veloci, senza necessità di strafare (lanciato in 48,79 e 48,51). La domanda è: reggerà fino a settembre?

Si sa, le Olimpiadi sono un’altra cosa. Si paga la tensione e la qualità degli avversari. Un atleta fisicamente leggero li subisce il doppio, se gli sono vicini. E Popov è particolarmente leggero…

Il primo giorno di gare, nella 4x100SL, la Russia viene squalificata e Klim realizza il nuovo WR in prima frazione (48,18), trascinando i canguri alla vittoria, assieme a un ragazzino di 17 anni di nome Ian Thorpe (48,30 lanciato). Nei 100SL VDH cancella tutto e tutti con il 47,84 delle semifinali. Alexander abdica con onore. È secondo in 48,69, 4 centesimi davanti a Hall e 5 davanti a Klim (la tensione gioca brutti scherzi a quest’ultimo, che non riesce a vincere neppure i 100FA, battuto di 18 centesimi da Lars Froelander, 52,00). Nei 50, dopo il 22,15 e il 22,17 dei turni preliminari, si ritrova in una sorta di “bolgia dantesca” da cui emergono i 2 statunitensi Hall e Ervin in 21,98 (il primo vincerà ancora nel 2004, il secondo molto più sorprendentemente nel 2016 a 35 anni), seguiti da VDH, Vismara e Kizierowski. Popov è 6° in 22,24. Senza recriminazioni, visto il livello.

L’Olimpiade termina qui.

A cavallo tra 2000 e 2001 partecipa ad alcune tappe della World Cup (i tempi migliori sono 21,57 – 47,98).

Partecipa poi al circuito Mare Nostrum: Barcellona (22,34 – 49,74); Canet (22,18 – 49,75); Settecolli (22,11 – 49,49); Montecarlo (21,91 – 49,53). Dopodiché si eclissa fino a primavera del 2002, saltando i mondiali di Fukuoka.

Ad aprile del 2002 ci sono i mondiali in vasca corta a Mosca. Non può non partecipare. Arriva 3° nei 50SL (21,55) assieme a Volynets, alle spalle dell’argentino Meolans (21,36) e a Mark Foster (21,44). Trascina sul podio anche la 4x100SL con una frazione lanciata in 46,98.

Partecipa poi ai Campionati europei di Berlino, dove è 5° nei 50SL (22,35, a 4 centesimi dal podio) e 2° nei 100 in 48,94 (alle spalle di uno stellare VDH in 47,86), peggiorando il 48,70 delle semifinali.  Porta, infine, alla vittoria la mista con un 47,85 lanciato.

Siamo agli ultimi capitoli.

Lo Zar ha superato i 30 anni e nessuno immagina un rientro in grande stile. Con il 2003 Popov si trasferisce in Svizzera, abbandonando la storica base di Canberra. Toureski lo segue a distanza. Lo raggiungerà successivamente.

Nel corso dell’anno partecipa ai campionati nazionali russi (22,17/49,27), qualificandosi per i mondiali di Barcellona, e si fa vedere nel circuito del Mare Nostrum (22,11 a Montecarlo – 22,22/50,14 a Barcellona – 22,82/49,64 a Canet).

Ai mondiali a Barcellona si nota subito una differenza. Non porta più il semplice costumino e si produce in subacquee da una dozzina di metri. E i risultati non si fanno attendere. A quasi 32 anni torna a essere lo Zar, andando a vincere i 50SL in 21,92 (per ben 3 volte sotto i 22,00), i 100SL in 48,42 (con VDH che non regge mentalmente e peggiora il suo 48,39 delle semifinali) e, soprattutto, la 4x100SL con un’ultima frazione in 47,71, davanti ai favoriti statunitensi.

È il canto del cigno. A quell’età nel nuoto raggiungere grandi risultati con continuità non è semplice e non è garantito. Il 2004, l’anno dell’ultima olimpiade, quella di Atene, non è certamente all’altezza del precedente. Non mancano le zampate, come l’oro al campionato europeo 2004 nelle acque gelide di Madrid, ottenuto partendo dalla corsia 8 (22,68 in semi, 22,32 in finale) e come qualche buona prestazione al Mare Nostrum (22,28 a Montecarlo).

Ad Atene, le speranze olimpiche si infrangono mestamente contro le nuove generazioni. Nei 50SL è solo 18° mentre nei 100SL subisce la cocente delusione di essere “il primo degli esclusi”, 9° in semifinale, a 2 centesimi da Ian Thorpe che l’anno prima era giunto 3° e che riuscirà a salire ancora sul podio ad Atene.

Sono solo di parziale consolazione i due quarti posti con le staffette veloci. Quella a stile libero, in particolare, se avesse ripetuto i tempi di Barcellona, avrebbe scaraventato gli Stati Uniti fuori dal podio…

Europei 1991 (3 ori)

100SL

Finale: Popov 49,18 – Rudolph 49,52 – Lamberti 49,57 – Guenzel 49,79 – Taianovich 50,07 – Werner 50,09

4X100SL

Finale: URS 3.17,11 (Popov 48,10 lanciato) – FRG 3.18,31 – SWE 3.20,42 – ITA 3.20,94

4X100MIX

Finale: URS 3.19,68 (Popov 48,71 lanciato) – FRA 3.42,15 – HUN 3.42,35 – GBR 3.43,67 – ITA DSQ

Olimpiadi 1992 (2 ori, 2 argenti)

50SL

Batterie: 22,21 (1°)

Finale: Popov 21,91 – Biondi 22,09 – Jager 22,30

100SL

Batterie: 49,29 (1°)

Finale: Popov 49,02 – Borges 49,43 – Caron 49,50 – Olsen 49,51 – Biondi 49,53

4x100SL

Batterie: EUN 3.17,48 (1°)

Finale: USA 3.16,74 – EUN 3.17,56 (Popov 47,87 lanciato) – FRG 3.17,90

4x100MI

Batterie: EUN 3.42,22 (2°)

Finale: USA 3.36,93 – EUN 3.38,56 (Popov 47,91 lanciato) – CAN 3.39,66

Europei 1993 (4 ori)

50SL

Finale: Popov 22,27 – Kalfayan 22,39 – Mazuolis 22,44 – Foster 22,60

100SL

Finale: Popov 49,15 – Werner 49,71 – Khnikhin 49,76 – Troger 49,85 – Kalfayan 49,89

4x100SL

Finale: RUS 3.18,80 – SWE 3.19,33 – FRG 3.20,13 – FRA 3.20,22

4x100MI

Finale: RUS 3.38,90 – HUN 3.40,97 – GBR 3.41,66

 

Mondiali 1994  (2 ori, 2 argenti)

50SL

Batterie: 22,53 (1°)

Finale: Popov 22,17 – Hall 22,44 – Mazuolis 22,52

100SL

Batterie: 49,33 (1°)

Finale: Popov 49,12 – Hall 49,41 – Borges 49,52 – Olsen 49,90

4x100SL

Batterie: RUS 3.22,02 (5°)

Finale: USA 3.16,90 – RUS 3.18,12 (Popov 48,22 lanciato) – BRA 3.19,35

4x100MI

Batterie: RUS 3.43,89 (4°)

Finale: USA 3.37,74 – RUS 3.38,28 (Popov 47,68 lanciato) – HUN 3.39,47

Europei 1995 (4 ori)

50SL

Finale: Popov 22,25 – Kalfayan 22,63 – Spanneberg 22,66 – Foster 22,76 – Gusperti 22,77

100SL

Finale: Popov 49,10 – Spanneberg 49,67 – Zikarsky 50,23 – Khnikhin 50,31 – Ivan 50,55 – VDH 50,58

4x100SL

Finale: RUS 3.18,84 – FRG 3.19,76 – SWE 3.21,07

4x100MI

Finale: RUS 3.38,11 – HUN 3.40,88 – FRG 3.41,55

Olimpiadi 1996 (2 ori, 2 argenti)

50SL

Batterie: 22,22 (1°)

Finale: Popov 22,13 – Hall 22,26 – Scherer 22,29

100SL

Batterie: Popov 48,74 – Hall 48,90

Finale: Popov 48,74 – Hall 48,81 – Borges 49,02 – VDH 49,13 – Scherer 49,57

4x100SL

Batterie: RUS 3.20,39 (5°)

Finale: USA 3.15,41 – RUS 3.17,06 – FRG 3.17,20

4x100MI

Batterie: RUS 3.41,49 (5°)

Finale: USA 3.34,84 – RUS 3.37,55 – AUS 3.39,56

Europei 1997 (4 ori)

50SL

Finale: Popov 22,30 – Foster 22,53 – Sicot 22,78 – Luderitz 22,79 – VDH DSQ

100SL

Finale: Popov 49,09 – Frolander 49,51 – Roucklevich 49,84 – Vismara 49,93 – VDH 50,09

4x100SL

Finale: RUS 3.16,85 – FRG 3.18,33 – NED 3.20,82 – GBR 3.21,15 – SWE 3.21,77 – ITA 3.22,98

4x100MI

Finale: RUS 3.39,67 – FRG 3.41,47 – POL 3.42,20 – ITA 3.43,32

Mondiali 1998 (1 oro, 1 argento, 1 bronzo)

50SL

Batterie: Klim, Popov 22,59 – Busquets 22,61 – Pilczuk 22,70

Finale: Pilczuk 22,29 – Popov 22,43 – Busquets, Klim 22,47

100SL

Batterie: Klim 49,33 – Popov 49,57 – VDH 49,61 – Borges 49,70

Finale: Popov 48,93 – Klim 49,20 – Frolander 49,53 – VDH 49,59 – Borges 49,62

4x100SL

Batterie: RUS 3.21,58 (6°)

Finale: USA 3.16,69 – AUS 3.16,97 – RUS 3.18,45 (Popov 48,74 al via)

Europei 1999 (2 argenti, 2 bronzi)

50SL

Finale: VDH 22,06 – Vismara 22,21 – Popov 22,32 – Kizierowski 22,55

100SL

Finale: VDH 48,47 – Popov 48,82 – Frolander 49,40 – Kizierowski 49,70

4x100SL

Finale: NED 3.16,27 – RUS 3.19,49 – FRG 3.20,20

4x100MIX

Finale: NED 3.39,52 – FRG 3.40,15 – RUS 3.41,18

Europei 2000 (4 ori)

50SL

Finale: Popov 21,95 – VDH 22,35 – Vismara 22,38 – Kizierowski 22,54 – Sei 22,65 – Nystrand 22,67

100SL

Finale: Popov 48,61 – VDH 48,77 – Frolander 49,24 – Pimankov 49,64 – Barnier 49,76

4x100SL

Finale: RUS 3.18,75 – FRG 3.19,16 – FRA 3.20,37

4x100MI

Finale: RUS 3.39,29 – SWE 3.40,43 – UKR 3.40,91

Olimpiadi 2000 (1 argento)

50SL

Batterie: Kizierowski 22,05 – Hall 22,14 – Popov 22,15 – Ervin 22,24 – VDH 22,32

Semifinali: Hall 22,07 – VDH 22,11 – Ervin 22,13 – Popov 22,17 – Vismara 22,30

Finale: Hall, Ervin 21,98 – VDH 22,03 – Vismara 22,11 – Kizierowski 22,22 – Popov 22,24

100SL

Batterie: VDH 48,64 – Klim 49,09 – Frolander 49,16 – Popov 49,29 – Hall 49,32

Semifinali: VDH 47,84 – Klim 48,80 – Popov 48,84 – Frolander 48,93 – Walker 49,04 – Hall 49,13

Finale: VDH 48,30 – Popov 48,69 – Hall 48,73 – Klim 48,74 – Walker 49,09 – Frolander 49,22

4x100SL

Batterie: RUS 3.19,70 (6° – Popov 49,82 lanciato)

Finale: AUS 3.13,67 – USA 3.13,86 – BRA 3.17,40 – FRG 3.17,77 – ITA 3.17,85 – RUS DSQ

Mondiali 2001 

Europei 2002 (1 oro, 1 argento)

50SL

Finale: Kizierowski 22,18 – Vismara 22,26 – Volynets 22,31 – VDH 22,34 – Popov 22,35 – Nystrand 22,67 – Scarica 22,78

100SL

Finale: VDH 47,86 – Popov 48,94 – Draganja 49,31 – Barnier 49,32 – Frolander 49,34

4x100MI

Finale: RUS 3.36,21 (Popov 47,85 lanciato) – FRA 3.36,55 – FRG 3.37,05

Mondiali 2003 (3 ori, 1 argento)

50SL

Batterie: Popov 21,98 – Lezak 22,29 – Kenkhuis 22,32 – Sicot 22,36 – VDH 22,51

Semifinali: Popov 21,99 – Lezak 22,14 – Kenkhuis 22,31

Finale: Popov 21,92 – Foster 22,20 – VDH 22,29 – Kenkhuis 22,30 – Sicot 22,38

100SL

Batterie: VDH 48,86 – Lezak 48,93 – Popov 48,94 – Thorpe 49,17 – Kapralov 49,21 – Hayden 49,54

Semifinali: VDH 48,39 – Popov 48,51 – Thorpe 48,71 – Lezak 48,78 – Kapralov 48,98

Finale: Popov 48,44 – VDH 48,68 – Thorpe 48,77 – Lezak 48,94 – Kapralov 48,95

4x100SL

Batterie: RUS 3.16,17 (1°)

Finale: RUS 3.14,06 (Popov 47,71 lanciato) – USA 3.14,80 – FRA 3.15,66 – AUS 3.15,67 – FRG 3.15,98 – ITA 3.15,99

4x100MI

Batterie: RUS 3.38,14 (4°)

Finale: USA 3.31,54 – RUS 3.34,72 (Popov 47,95 lanciato) – JPN 3.36,12 – FRA 3.36,39 – NED 3.37,12

Europei 2004 (1 oro)

50SL

Finale: Popov 22,32 – Nystrand 22,42 – Vismara 22,45 – Volynets 22,49 – Foster 22,57

Olimpiadi 2004

50SL

Batterie: Hall 22,04 – Bousquets 22,24 – Iles, Kizierowski 22,26 – Ferns 22,53 (16°) – VDH 22,56 (17°) – El Masri, Kenkhuis, Popov 22,58 (18°)

Semifinali: Schoeman 21,99 – Hawke 22,07 – Lezak 22,12

Finale: Hall 21,93 – Draganja 21,94 – Schoeman 22,02 – Nystrand 22,08

100SL

Batterie: VDH 48,70 – Gimbutis, Neethling 48,85 – Draganja 49,07 – Bousquets 49,08 – Thorpe 49,17 – Barnier 49,49 – Popov 49,51

Semifinali: Schoeman 48,39 – VDH 48,55 – Magnini 48,91 – Kapralov 49,12 – Iles 49,13 – Draganja 49,14 – Neethling 49,18 – Thorpe 49,21 – Popov 49,23

Finale: VDH 48,17 – Schoeman 48,23 – Thorpe 48,56 – Neethling 48,63 – Magnini 48,99

4x100SL

Batterie: RUS 3.17,46 (5°)

Finale: RSA 3.13,17 – NED 3.14,36 – USA 3.14,62 – ITA, RUS 3.15,75 (Popov 48,06 lanciato) – AUS 3.15,77 – FRA 3.16,23 – FRG 3.17,18

4x100MI

Batterie: RUS 3.38,07 (7°)

Finale: USA 3.30,68 – FRG 3.33,62 – JPN 3.35,22 – RUS 3.35,91 (Popov 48,01 lanciato)

50-100SL Barcellona 1992

https://www.youtube.com/watch?v=bguWqpr0pME

100SL Roma 1994

https://www.youtube.com/watch?v=E-m3s-upoeg

 

100SL Atlanta 1996

 

100SL Perth 1998

 

50SL 2000 21.64

 

100SL Sydney 2000

 

100SL Barcellona 2003

 

50SL Madrid 2004 – l’ultima vittoria

 

TRAINING

 

PROGRESSIONE RECORD

50SL V50

22,52 Dano Halsall (SUI) luglio 1985 Campionati svizzeri

22,40 Tom Jager (USA) dicembre 1985 USS Invitational

22,33 Matt Biondi (USA) giugno 1986 USA World Championship Trials

22,33 Matt Biondi (USA) luglio 1987 USA Nationals

22,32 Tom Jager (USA) agosto 1987 Campionati panpacifici

22,23 Tom Jager (USA) marzo 1988 Spring Nationals

22,18 Peter Williams (SAF) aprile 1988 CSCA Invitational

22,14 Matt Biondi (USA) settembre 1988 Giochi olimpici

22,12 Tom Jager (USA) agosto 1989 Campionati panpacifici

21,98 Tom Jager (USA) marzo 1990 Nashville US Sprint

21,81 Tom Jager (USA) marzo 1990 Nashville US Sprint

21,64 Alexandr Popov (RUS) giugno 2000    Russian Olympic Trials

21,56 Eamon Sullivan (AUS) febbraio 2008 New South Wales Championships

21,50 Alain Bernard (FRA) marzo 2008 Campionati europei

21,41 Eamon Sullivan (AUS) marzo 2008 Olympic Trials

21,28 Eamon Sullivan (AUS) marzo 2008 Olympic Trials

20,94 Frédérick Bousquet (FRA) aprile 2009 Campionati francesi

20,91 César Cielo Filho (BRA) dicembre 2009 Campionati brasiliani

50SL V25

21,64 Steve Crocker (USA) marzo 1992

21,60 Mark Foster (GBR) febbraio 1993 WC

21,50 Alexandr Popov (RUS) marzo 1994 WC

21,48 Mark Foster (GBR) dicembre 1998 Campionati europei

21,31 Mark Foster (GBR) dicembre 1998 Campionati europei

21,31 Roland Schoeman (SAF) marzo 2000 NCAA

21,21 Anthony Ervin (USA) marzo 2000 NCAA

21,13 Mark Foster (GBR) gennaio 2001 WC

21,10 Frédérick Bousquet (FRA) marzo 2004 NCAA

20,98 Roland Schoeman (SAF) agosto 2006 Invitational

20,93 Stefan Nystrand (SWE) novembre 2007 WC

20,81 Duje Draganja (CRO) aprile 2008 Campionati mondiali

20,64 Roland Schoeman (SAF) settembre 2008 Campionati sudafricani

20,48 Amaury Leveaux (FRA) dicembre 2008 Campionati europei

20,30 Roland Schoeman (SAF) agosto 2009 Campionati sudafricani

20,26 Florent Manaudou (FRA) dicembre 2014 Campionati mondiali

20,24 Caeleb Dressel (USA) dicembre 2019 ISL

20,16 Caeleb Dressel (USA) novembre 2020 ISL

100SL V50

49,99 Jim Montgomery (USA) luglio 1976 Giochi olimpici

49,44 Jonty Skinner (SAF) agosto 1976 Campionati AAU

49,36 Rowdy Gaines (USA) aprile 1981 “Longhorn”, gara ad inviti

49,24 Matt Biondi (USA) agosto 1985 Campionati nazionali

48,95 Matt Biondi (USA) agosto 1985 Campionati nazionali

48,74 Matt Biondi (USA) giugno 1986 Trials

48,42 Matt Biondi (USA) agosto 1988 Trials olimpici

48,21 Alexandr Popov (RUS) giugno 1994    Meeting Monte Carlo

48,18 Michael Klim (AUS) settembre 2000 Giochi olimpici

47,84 Pieter van den Hoogenband (NED) settembre 2000 Giochi olimpici

47,60 Alain Bernard (FRA) marzo 2008 Campionati europei

47,50 Alain Bernard (FRA) marzo 2008 Campionati europei

47,24 Eamon Sullivan (AUS) agosto 2008 Giochi olimpici

47,20 Alain Bernard (FRA) agosto 2008 Giochi olimpici

47,05 Eamon Sullivan (AUS) agosto 2008 Giochi olimpici

46,94 Alain Bernard (FRA) aprile 2009 Campionati nazionali francesi

46,91 César Cielo Filho (BRA) luglio 2009 Campionati mondiali

100SL V25

47,94 Gustavo Borges (BRA) luglio 1993 Campionati brasiliani

47,83 Alexandr Popov (RUS) gennaio 1994 WC

47,82 Alexandr Popov (RUS) gennaio 1994 WC

47,12 Alexandr Popov (RUS) marzo 1994 WC

46,74 Alexandr Popov (RUS) marzo 1994 WC

46,25 Ian Crocker (USA) marzo 2004 NCAA

46,25 Roland Schoeman (SAF) gennaio 2005 WC

45,83 Stefan Nystrand (SWE) novembre 2007 WC

45,69 Alain Bernard (FRA) dicembre 2008 Campionati francesi

45,12 Amaury Leveaux (FRA) dicembre 2008 Campionati europei

44,94 Amaury Leveaux (FRA) dicembre 2008 Campionati europei

44,84 Kyle Chalmers (AUS) ottobre 2021 WC

 

Tutte le foto ©G.Scala/Deepbluemedia

 

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