La tutela dei minori: il webinar della Scuola dello Sport

Il 15 dicembre 2021 si è svolto un incontro in webinar con la Scuola dello Sport e Sport e Salute sul tema dei problemi inerenti la tutela dei minori in ambito sportivo. –

Dopo i saluti istituzionali di Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute, Raffaela Milano, direttrice del programma europeo Save the Children Italia e Rossana Ciuffetti, direttrice della Scuola dello Sport e dell’Istituto di Medicina dello Sport, sono intervenute due relatrici per parlare dei programmi di Sport e Salute nel territorio e di quanto si sta facendo con Save the Children in Italia.

Tutti gli interventi si sono focalizzati sul fatto che l’attività motoria e sportiva è essenziale e centrale per la crescita dei minori in particolare in questo periodo nel quale i ragazzi hanno perso durante il lockdown molte certezze e quei rapporti con gli adulti “cuscinetto” che risultano fondamentali per la crescita dei ragazzi.

In particolare l’intervento di Teresa Zompetti, Direttrice del programma Territorio Promozione Sport di Base e Scuola di Sport e Salute, ha evidenziato quanto sia importante nel territorio avviare sinergie tra le varie agenzie educative anche cercando di attivare formazione e risorse per progetti inclusivi. È stato altresì evidenziato che grazie ad un primo percorso effettuato nell’anno 2021 con stanziamento di circa 20 milioni di euro alcuni ministeri sarebbero interessati a dare contributi e finanziamenti per progetti che siano inclusivi e di prevenzione ad abusi minorili.

Infine l’intervento di Laura Lagi, Responsabile nazionale per la sicurezza di bambini e adolescenti di Save the Children Italia, ha evidenziato che durante il Covid ci sono stati molti casi di abusi nei confronti dei minori.

Il suo intervento è iniziato con questa frase: “Qualsiasi azione o mancata azione che impedisca la crescita armonica e serena del minore, non rispettando i suoi bisogni e non proteggendolo sul piano fisico e psichico, procurandogli direttamente o indirettamente danno”, ponendo di fatto l’accento su ciò che le cronache fanno notare, ossia che gli abusi sono in maggioranza effettuati da persone adulte di riferimento. Circa il 91% degli abusi infantili avviene in famiglia ma allo stesso tempo vengono percepiti come ambienti potenzialmente pericolosi gli oratori, i centri sportivi e le piscine.

Nuoto•com ha in questi mesi trattato più volte questo problema anticipando di fatto le tesi di questo convegno. Ma cosa possiamo fare? Sarebbe importante organizzare dei convegni specifici per affrontare questo problema e dare, partendo da una formazione dei nostri tecnici per arrivare ad una informazione alle famiglie, delle guide operative per sviluppare un percorso di aiuto e sensibilizzazione che possa aiutare i giovani ad esprimersi senza paure o sensi di colpa per denunciare, laddove si riscontri il problema, queste situazioni. Inoltre queste informazioni potrebbero essere di aiuto alle famiglie ed ai dirigenti sportivi per capire come aiutare i propri figli e i propri atleti.

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