Sun Yang ha infranto i termini della squalifica?

L’autorità mondiale antidoping ha avviato una nuova indagine sul nuotatore cinese Sun Yang (30) a seguito dell’articolo pubblicato dal quotidiano The Times che riferiva in merito al fatto che Sun si stesse allenando presso una struttura finanziata dal governo nonostante la sospensione di quattro anni per doping, circolano anche delle immagini che lo ritraggono  mentre si allena, a loro dire in preparazione alle Olimpiadi di Parigi 2024, quando di anni ne avrà trentatré.

Le foto sarebbero state pubblicate on line sui social cinesi e la struttura in questione sarebbe l’impianto di Anji nella provincia di Zhejiang, addirittura si legge che sarebbe  disponibile un video in cui Sun Yang, nel corso di una intervista, afferma di allenarsi per il rientro agonistico, tutto da verificare, ma qualora fosse confermato il liberista asiatico rischierebbe il prolungamento della squalifica che posticiperebbe il termine utile per il suo ritorno alle competizioni oltre i Giochi di Parigi 2024.

Il portavoce della WADA James Fitzgerald ha dichiarato che l’organismo antidoping ha preso le accuse mosse dal quotidiano molto seriamente . “Stiamo esaminando la questione e, come parte in causa, daremo seguito alle entità competenti, inclusa la federazione internazionale di nuoto (FINA), per raccogliere maggiori informazioni ed essere in grado di determinare se il nuotatore ha violato i termini della sua sospensione come deciso dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) del 22 giugno 2021”.

Nel febbraio 2020 Sun era stato squalificato per otto anni per avere distrutto un campione del suo sangue prelevato durante un controverso test a sorpresa. La condanna era stata poi annullata in quanto gli avvocati di Sun avevano dimostrato un pregiudizio di uno dei membri del collegio giudicante, l’italiano Franco Frattini. Da qui l’annullamento della squalifica ed il nuovo processo. Lo scorso 22 giugno, il Tribunale Arbitrale dello Sport lo ha squalificato per quattro (4) anni e tre (3) mesi, colpevole di aver aver infranto le norme antidoping e, in particolar modo, di aver violato gli artt. 2.3 e 2.5 del 2021 FINA Doping Code. Il nuotatore, che è stato perseguitato da polemiche per tutta la sua carriera, ha sempre sostenuto la sua innocenza dichiarando che gli addetti per il test non erano qualificati.

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