Mario Draghi: “Dobbiamo pensare anche a ciò che potrà essere lo sport italiano tra cinque o dieci anni”

Il Presidente del consiglio Mario Draghi è intervenuto alla cerimonia di consegna dei Collari d’oro, la più alta onorificenza del CONI. Di seguito il testo del suo intervento che, se da un lato testimonia un’attenzione non consueta di un capo del governo per il mondo dello sport, dall’altro rimane preoccupantemente latitante di consapevolezza sulle reali condizioni delle associazioni e società che garantiscono la sopravvivenza della base.

Care atlete e cari atleti,

È un grandissimo piacere essere qui per celebrare i tanti successi dello sport italiano.
Negli ultimi mesi, ho avuto modo di congratularmi personalmente con molti di voi.  
Vi ricordate, a Palazzo Chigi, ho uno splendido ricordo con le nostre campionesse e i nostri campioni. 
E sono felice di potervi rinnovare le mie congratulazioni oggi, prima di salutarci per Natale. 

Si è parlato molto dell’anno straordinario vissuto dallo sport italiano. 
Sono certo che per voi, come per tutti i campioni, i trionfi non bastino mai. 
Dobbiamo però saper apprezzare le vittorie quando avvengono. 
I tifosi – me compreso – le ricordano tutte. 

Penso alla nazionale di calcio maschile, tornata vincente dagli europei. 
Alle nazionali di pallavolo femminile e maschile, anche loro campioni d’Europa.
Alle quaranta medaglie alle Olimpiadi e le sessantanove alle Paralimpiadi – mai così tante.
Alle rimonte in curva, agli abbracci a fine gara, ai rigori segnati e parati. 
Con il tricolore che accompagnava ogni vostra esultanza, ogni vostra celebrazione. 

Siete entrati nella storia, e avete portato con voi tutto il Paese.
Ve ne siamo grati – e siamo grati ai vostri allenatori, alle vostre società, ai vostri cari. 
I successi sono merito del vostro incredibile talento. 
Ma anche del sistema sportivo di cui fate parte: dalle palestre di quartiere alle piscine olimpioniche.
Una parte importante di ogni vittoria è la gestione del successo. 
Lo sanno bene Federica Pellegrini e Valentino Rossi – che ringrazio.
Due campioni che hanno reso grande l’Italia nel mondo, e che si apprestano a lasciare l’attività agonistica dopo una carriera piena di trionfi.
Le vittorie ci permettono di capire ciò che siamo, e ciò che siamo in grado di fare.
Di pianificare il futuro con fiducia e con consapevolezza.

L’anno prossimo, lo sport ha davanti molti appuntamenti importanti. 
I mondiali di calcio, le olimpiadi invernali, i campionati del mondo di atletica leggera. 
I campionati europei di nuoto, che ospiteremo a Roma. 
Vi invito a guardare alla prossima stagione con la stessa determinazione con cui avete affrontato questa.

Ma dobbiamo pensare anche a ciò che potrà essere lo sport italiano tra cinque o dieci anni.
Preservare una prospettiva di lungo termine. 
E rimanere uniti attorno a un progetto comune.
Gli appuntamenti sono tanti, a partire dalle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina del 2026.

Come diceva Gino Bartali, certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca. 
Lo sport si alimenta di traguardi, ma anche di un senso di responsabilità condivisa.
Di impegno quotidiano, di fatica. 
Di rispetto delle regole e rispetto degli avversari.

Questi valori hanno reso grande il nostro sport. 
Sono certo continueranno ad ispirarvi nei prossimi anni.
Grazie, auguri a tutti voi, buon Natale e buon anno.

Non meno trionfalismo nelle parole del padrone di casa, il Presidente del CONI Giovanni Malagò:

Siamo fieri: per i successi conseguiti ai Giochi Olimpici, ai Mondiali e agli Europei, nella stagione in corso siamo i secondi al mondo, dietro solo agli Stati Uniti. È un traguardo storico, è merito vostro, di atleti, tecnici, dirigenti, Federazioni. Essere secondi sul pianeta la dice tutta.

COMUNICATO UFFICIALE CONI

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