Istruttore o Youtube?

Negli ultimi due anni, per effetto dei lockdown, la diffusione di contenuti online ha visto una crescita inimmaginabile fino a poco prima: piattaforme come Zoom, Meet, Teams, Youtube e tutti i social sono divenuti strumenti indispensabili per la comunicazione in momenti in cui non vi erano alternative. E come sempre accade, situazioni anche drammatiche hanno generato una spinta in avanti, un’evoluzione, portando settori che fino ad allora prevalentemente utilizzavano i canali digitali come vetrina o biglietto da visita a lanciarsi come ne La corrida al grido di “non ho nulla da perdere” e tra questi sicuramente il comparto sport e wellness.

Non voglio dire che prima lo sport non esistesse sul mondo digitale, ma la crescita durante il biennio 20-22 è stata decisamente importante. La crescita numerica, perché se vogliamo l’attenzione sulla qualità dei contenuti, forse potremmo fare qualche riflessione. Premessa: si parla di sport, bene. Si parla di sport online, benissimo. Divulgazione sportiva, cultura del movimento, educazione attraverso lo sport, qualunque sia la disciplina, ovunque si svolga. Fantastico.

Tabelle di allenamento “da remoto”: si possono fare ma hanno una serie di limiti. Tecnica-coordinazione e relative correzioni: cominciamo a andare in un terreno sabbioso. Tecnica-coordinazione e relative correzioni di discipline acquatiche: siamo finiti nelle sabbie mobili. Non è un’opinione, è una valutazione oggettiva.

A seconda dell’età del soggetto, l’apprendimento motorio dipende dalla maturazione del sistema nervoso – che si occupa dell’organizzazione del movimento del corpo – e dalle esperienze motorie pregresse dello stesso. Gioco in cortile e nei prati per tutta l’infanzia, cado e mi rialzo, si traducono in elevato numero di esperienze motorie.

L’apprendimento motorio si basa su tre passaggi fondamentali: 1) in qualche modo capisco quello che devo fare (attraverso un video, una spiegazione verbale, testuale, etc), 2) provo a metterne in pratica la funzione (ripeto più volte quello che ho “capito”) fino a raggiungere un buon controllo del gesto, 3) lo eseguo in diverse condizioni al fine di verificare di saperlo “adattare” o “modulare” (per esempio da stanco, al freddo, all’aperto, etc).

Il primo step può essere assolto dal digitale: youtube per esempio è una fonte incredibile di contenuti tecnici anche di alta qualità, con video analisi, stop motion e tutto quanto la tecnologia oggi ci può offrire per farci conoscere i dettagli di una tecnica, di un gesto, di un’azione motoria. Al secondo step però affrontiamo i primi problemi, in quanto il sistema nervoso per approcciare un “nuovo” gesto utilizza un principio molto semplice: sostanzialmente va per tentativi. Se vi mettono in mano per la prima volta nella vita una freccetta e vi dicono di tirarla nel centro del bersaglio, non saprete – per l’esattezza il vostro sistema nervoso non saprà – dosare la forza necessaria, coordinare i movimenti dei segmenti corporei coinvolti, dalla spalla alle dita e nemmeno organizzare i movimenti con il timing corretto e quindi.. andrà per tentativi. Infatti se al primo lancio farete centro la motivazione sarà: fortuna. Verosimilmente i tentativi successivi non avranno gli stessi risultati, anzi, tra un tiro e l’altro ci saranno sempre più diversità nel risultato (“..eppure prima ci sono riuscito al primo colpo!”).

Qui, non in questo step ma esattamente in questo preciso momento entra in gioco il ruolo del tecnico: tempestività nel feedback sull’azione motoria svolta con indicazioni per le ripetizioni successive. La sua esperienza e preparazione determineranno da questo momento in poi la qualità del percorso di apprendimento. Questo meccanismo però riguarda l’apprendimento: ma sei io so già fare “il gesto motorio” e devo “SOLAMENTE” correggerlo? Qui si apre un mondo.

Prima di tutto definiamo il concetto di errore: un discostamento dallo schema motorio di riferimento (la tecnica “perfetta” – che comunque è una chimera) che rende il gesto meno efficace/efficiente o del tutto inefficace. Qual è la caratteristica di una tecnica efficace/efficiente? Quella di massimizzare il rapporto tra sforzo e risultato. Come funziona la correzione? Per correggere un’azione motoria non efficiente devo prima di tutti individuarne l’origine: potrebbe essere la postura, il timing, una limitata mobilità, un atteggiamento psicologico, un non adeguato supporto condizionale (mancanza di forza specifica o rapidità anche solo di un segmento corporeo coinvolto marginalmente). Fatto questo – e qui serve moltissima esperienza per evitare di mancare il bersaglio – bisogna destrutturare il movimento, scomporlo, senza fare ulteriori danni e correggerlo focalizzando l’attenzione del soggetto sulle differenti sensazioni che percepisce tra il gesto originario e quello corretto, stimolando continue ripetizioni, valutando continuamente il risultato e modulando le successive esercitazioni in funzione delle precendenti fino a ricostruire il movimento completo consolidando della correzione. Tempestività, immediatezza del feedback, stimolazioni mirate e progressive, sul campo, durante le esecuzioni delle azioni motorie, valutando non solo i risultati visibili ma anche la fatica e la concentrazione necessaria, supportando e motivando al fine di dare consapevolezza dei risultati ottenuti un passo alla volta.

Questo è il ruolo del tecnico, quello è il posto del tecnico: accanto all’atleta prima, durante e dopo il lavoro.

Ultimo accorgimento: quando questo processo lo si deve applicare ad attività motorie in acqua il tutto è ancora più complesso e la presenza di occhio allenato a individuare e correggere il discostamento dallo schema motorio di riferimento non può venir meno in alcun momento del percorso.

Quindi la presenza dello sport nel metaverso è un passo dovuto e sicuramente il futuro porterà ad evoluzioni notevoli ma se un soggetto, un atleta, vuole crescere, migliorare, evolversi, ha bisogno di un tecnico, preparato e formato, al suo fianco.

Per maggiori chiarimenti sulle differenze tra l’apprendimento motorio terrestre ed acquatico rimandiamo al seguente articolo.

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