TAS. Depositate le motivazioni per l’assoluzione di Paolo Barelli

Nella disputa arbitrale tra Paolo Barelli e la FINA (Fédération Internationale de Natation), ora World Aquatics, il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) ha emesso una sentenza significativa, ribaltando le sanzioni imposte a Barelli dal Comitato Etico della FINA stessa. La controversia nasce dalla decisione del Comitato Etico della FINA, datata 28 febbraio 2023, che aveva trovato Barelli colpevole di pratiche di corruzione e di non aver dichiarato un interesse personale, vietandogli per un anno la partecipazione a qualsiasi attività acquatica sotto l’egida della FINA o dei suoi membri e ordinandogli di rimborsare 297.540 euro.

Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto e figura prominente negli sport acquatici a livello internazionale, aveva contestato la decisione, sostenendo che fosse fondata su accuse infondate e violasse i suoi diritti fondamentali. In particolare, Barelli aveva ricevuto pagamenti per servizi di segreteria, che erano stati interpretati dal Comitato Etico della FINA come pratiche corruttive.

Il TAS, nella sua analisi dettagliata, ha valutato diversi aspetti chiave della disputa, tra cui la legittimità dei pagamenti ricevuti da Barelli e la presunta violazione delle norme etiche della FINA. Il Tribunale ha concluso che i pagamenti ricevuti da Barelli per servizi di segreteria non potevano essere considerati corruzione ai sensi del Codice Etico della FINA e che la sua mancata comunicazione della partecipazione nella società che riceveva i bonifici dalla FINA non costituiva una violazione dell’obbligo di dichiarare conflitti di interesse.

Di conseguenza, il TAS ha annullato la decisione del Comitato Etico della FINA, eliminando il divieto di partecipazione imposto a Barelli e l’ordine di rimborso dei 297.540 euro. Questa sentenza sottolinea l’importanza di una chiara definizione di corruzione e di conflitto di interesse negli statuti delle organizzazioni sportive internazionali e riafferma il principio che le accuse devono essere supportate da prove concrete.

La decisione del TAS rappresenta un caso significativo nel panorama dell’arbitrato sportivo, mettendo in luce le sfide nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme etiche e disciplinari nelle federazioni sportive internazionali. La sentenza ha anche rilevanza per la gestione delle relazioni tra le federazioni sportive e i loro membri, sottolineando l’importanza di procedure trasparenti e basate su prove in caso di accuse di corruzione o altri illeciti.

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